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La scomparsa di Nino Battaglia è un altra grave perdita per la città.

La malattia ha portato via un altro dei figli di Nicotera, il prof. Antonino Battaglia – Nino semplicemente per gli amici – figlio di quella piccola industriosa borghesia che avevo reso grande questa città, nel settore del commercio. Tutti i nicoteresi infatti, sono entrati, almeno una volta, nel piccolo ma fornitissimo emporio su Corso Cavour attiguo alla piazzetta da dove si domina il borgo, l’antico cuore popolare di Nicotera. Ricordo di essermi più volte recato da bambino, con mia madre, per fare degli acquisti e di come curiosavo tra gli scaffali dove erano collocati – in un caleidoscopio di colori – i vari tessuti. Emporio poi spostatosi in un più grande negozio sito in Via Corte. In quella sua attività, alla quale egli dedicò gran parte della sua vita, Nino Battaglia ti accoglieva sempre con un sorriso, con grande cortesia e con il suo sottile e insuperabile umorismo. Chi ha passato anche qualche minuto con Lui, non può non ricordare questo tratto distintivo del suo carattere, che univa ad una grande intelligenza e ad una rassicurante pacatezza nei modi, che oggi – dove si grida piuttosto che si parla o si discute – andrebbe recuperata.

Nino fu anche un politico esperto e navigato. Militò sempre nelle fila della Democrazia Cristiana e al crollo di questo partito, non cambio bandiera, assistendo con distacco alle alchimie della cosiddetta seconda repubblica. Ricoprì più volte l’incarico di consigliere comunale – l’ultima volta nella legislatura 1998-2001 – per poi dedicarsi interamente alle attività di famiglia, alla moglie e ai due figli, verso i quali provava un’adorazione che non è esagerato definire, fuori dal comune. Io, lo conobbi meglio proprio in occasione delle elezioni comunali del 1998 e da allora, ogni qualvolta mi capitava di incontrarlo, era sempre bello farsi raccontante da lui, qualche aneddoto sul passato di Nicotera – ne conosceva a centinaia – non solo politico ma anche sociale.

La sua passione politica si era riversata sul figlio Domenico che milita nelle fila della cosiddetta sinistra radicale, e che oggi lavora nel settore delle energie rinnovabili, mente la figlia Graziella è un’altra delle tante menti che questa nostra città ha sfornato negli anni e vive oggi a Firenze dove lavora nel campo dell’educazione all’arte, di cui è una profonda conoscitrice, stimata persino in ambito accademico.

Negli ultimi tempi, Nino si era avvicinato al gruppo “Amici della parola”, molto attivo presso la chiesa del SS Rosario. Una grave perdita per la famiglia, gli amici e per la città tutta che perde un protagonista e un uomo dal quale c’era sempre da imparare. Intanto a Nicotera, mentre si annega in un mare di chiacchere, il male si diffonde e si continua a morire.

Un ultima considerazione. E’ giusto ritrovarci a ricordare le persone solo quando queste scompaiono? Non credete che allo scomparso queste cose non importino e che sia più importante rispettarci in vita, comunicare tra noi ed elogiare in tempo quelle persone che come Nino Battaglia  – e tanti altri come lui – hanno dato un contributo a questo paese? E non parlo di sciocche cerimonie retoriche e celebrative ma di rispetto, di affetto, di vicinanza.

 

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