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Caso acqua: Arpacal conferma presenza “Pseudomonas aeruginosa”.

Nuovi sviluppi nella vicenda acqua a Nicotera marina. La Dottoressa Angela Diano, direttore del Dipartimento provinciale di Vibo Valentia dell’Arpacal, ha preso carta e penna ed ha inviato una nota all’associazione dei consumatori U.Di.Con. – che aveva chiesto alla stessa Arpacal di confermare il ritrovamento del batterio denominato “Pseudomonas aeruginosa” nell’acqua destinata al consumo umano che interessa il comune di Nicotera – confermando la notizia che effettivamente lo stesso era stato individuato nei campioni di acqua potabile prelevati dall’Asp di Vibo Valentia il 10 gennaio scorso nei punti di prelievo Nicotera marina uscita, Campo Pozzi Medma – Uscita vasche e Villa Comunale Nicotera marina.

Una risposta, quella fornita all’Udicon, alla quale il Dipartimento ha allegato i rapporti di prova, trasmessi all’Asp, relativi alle analisi effettuate sui campioni di acqua prelevata a Nicotera.

“La normativa di riferimento (D.lgs. 31/01) che disciplina le acque destinate al consumo umano non prevede la ricerca di “Pseudomonas aeruginosa” nell’acqua in distribuzione, ma – scrive la Diano – eventuali altri parametri di controllo possono essere richiesti dall’autorità competente a tutela della salute. Il Decreto 31/01, infatti, prevede che la vigilanza ed il controllo delle acque destinate al consumo umano siano effettuata dall’Asp quale autorità sanitaria cui compete la richiesta dei parametri analitici, la valutazione dei risultati, la sorveglianza sui soggetti coinvolti nel controllo (gestore e sindaco) nonché “l’adozione degli eventuali provvedimenti cautelativi a tutela della salute pubblica, tenuto conto dell’entità del superamento del valore di parametro pertinente e dei potenziali rischi per la salute umana nonché dei rischi che potrebbero derivare da un’interruzione dell’approvvigionamento da una limitazione di uso delle acquee rogate”, come indica l’articolo 10 del succitato Decreto. Questa Agenzia effettua esclusivamente le analisi richieste quale supporto tecnico-analitico all’Azienda sanitaria provinciale”.

 

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