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Live Wine Salone Internazionale del Vino. Cantina Casa Comerci di Nicotera

Live Wine, il più importante evento del vino artigianale mai realizzato a Milano. Sabato 18 e domenica 19 febbraio 2017.

Oltre 150 produttori da tutta Italia e dall’estero vengono a far conoscere i loro vini, tutti in degustazione con il solo biglietto d’ingresso. Un salone-mercato rivolto sia al grande pubblico che ai professionisti in una delle più belle location milanesi, il Palazzo del Ghiaccio in via Piranesi 14.

La scelta dei temi e dei produttori è arbitraria e dovuta a sensibilità personali, reperibilità dei vini, motivi congiunturali. Le degustazioni guidate hanno una durata complessiva di circa 90 minuti, tra momento teorico iniziale e degustazione dei vini. Tra i produttori presenti, abbiamo intervistato Domenicantonio Silipo, di Casa Comerci di Calabria.

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Casa Comerci è un’azienda agricola di Nicotera (VV), nel cuore viticolo della Calabria sotto il Monte Poro, difronte l’arcipelago delle Eolie e dell’Etna che si ammirano nel loro splendore. Nicotera vanta un importante primato che la rende unica: fu la sede della ricerca dell’antropologo e scienziato americano Ancel Keys che va sotto il nome di Dieta Mediterranea. Proprio a Nicotera lo studioso condusse tra il 1957 e il 1969 lo studio pilota della Dieta Mediterranea di Riferimento che portò alla codificazione di questo importante regime alimentare.

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Nicotera è la Dieta Mediterranea – afferma Domenicantonio Silipo-  un avvocato stimato che vive a Carpi, ma le sue origini sono di Nicotera, dove ripercorre i ricordi di famiglia seguendo una tradizione vinicola di storia e tradizioni che rivestono Casa Comerci di un alone di cultura e sofisticata raffinatezza, tali da sentirsi in un luogo speciale, già prima di aver gustato un inebriante bicchier di vino. L’azienda ri-nasce dalla volontà di Domenicoantonio e dei sui figli di riprendere l’azione di Francesco Comerci che la fondò alla fine del 1800

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Alleviamo Vitigni autoctoni – ci riferisce Domenicantonio Silipo – dal Magliocco Canino al Greco Bianco, entrambi lavorati in purezza, per assecondare la vocazione ampelografica del territorio e per continuare a produrre in linea con il gusto e la capacità evocativa del passato.

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Aderisce alla Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti FIVI. Pluripremiato per i suoi vini, gode di riconoscimento internazionali. Cantina di vino biologico, è stata eletta al grado di Cantina di Eccellenza dall’Accademia Internazionale della Dieta Mediterranea. Secondo Premiato al Salone dei Vini Meridionali Radici del Sud.

Cantina Comerci ha una proprietà di 27 ha e una superficie vitata di 15 ha, produce 45000 bottiglie l’anno, con vini impiantati con Magliocco Canino e Greco di Bianco, metodo di lavorazione biologico. Vini prodotti:

Vino Libici Igp Magliocco Canino Rosso, fermo , secco, senza filtrazione sterile, senza lieviti selezionati,

Vino Granatu IGP Magliocco canino rosato, fermo, secco, vol. 13 senza filtrazione sterile e senza lieviti selezionati;

Vino Rèfulu IGP Greco Bianco, fermo, secco Vol& 12.5, senza filtrazione sterile, senza lieviti selezionati,

12alitro una bottiglia speciale che va bevuta con i bicchierini di un tempo, 12 bicchierini per un litro appunto. UnIGP Magliocco Canino in Purezza Rosso.

Che vino trovi a live wine?

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  • È prodotto e imbottigliato da chi lo segue personalmente in vigna e in cantina
  • Viene da un vigneto che non è stato trattato con prodotti chimici di sintesi
  • L’uva da cui proviene è stata vendemmiata manualmente
  • Non contiene additivi non indicati in etichetta

VARIETA’.

Ecco quello che piace trovare nei vini che beviamo: varietà. Si potrebbe parlare di diversità o anche di biodiversità, ma la parola varietà include molti aspetti che nel vino consideriamo dei pregi.

I vini che piacciono hanno una quantità di colori che già da soli valgono l’esperienza di conoscerli. Non soltanto “giallo paglierino chiaro” o “rosso rubino con riflessi purpurei o granati” come spesso viene definito qualsiasi vino, ma un’infinita varietà di colori dovuti al vitigno, alla vinificazione, al suolo, all’eventuale filtratura e mille altre varianti.

E poi le varietà di vitigni. In questo in Italia siamo veramente privilegiati perché possediamo una quantità di varietà autoctone che forse solo il Caucaso, dove il vino è nato 7000 anni fa, può superarci. Se poi aggiungiamo quelle francesi, quelle spagnole, portoghesi, tedesche, austriache, slovene ecc. vedremo che la varietà di vini che ne viene fuori è immensa.

Infine le varietà di gusto. Ogni vino è un mondo a sé, un’esperienza particolare che non deve essere concepita a tavolino per piacere a tutti, ma un insieme di fattori che includono il vitigno, il suolo, il clima, il microclima, l’annata, il momento della vendemmia, le scelte di lavorazione in cantina, perfino la personalità di chi lo produce. Ogni fattore ne determina le caratteristiche finali.

Il vino che piace non è un semplice prodotto, ma un alimento vivo accompagnato nella sua trasformazione da un artigiano che non utilizza additivi non dichiarati in etichetta.

Cos’altro deve avere un vino per piacerci?

Prima di tutto vorremmo che fosse genuino, una parola che a molti può suonare retorica, ma che ha un significato ben preciso: un vino dev’essere il meno artefatto possibile e allo stesso tempo avere caratteristiche di buona bevibilità e di relativa salubrità.

Per fare questo crediamo sia importante partire da un vigneto non trattato con prodotti chimici di sintesi, i quali non solo sono responsabili della morìa di insetti indispensabili per l’ecosistema, ma hanno la facoltà di distruggere qualsiasi forma di microfauna presente nel sottosuolo, importantissima per la sua vitalità e capace di influire sulle caratteristiche organolettiche dell’uva.

Il vigneto che ci piace è popolato da piccoli e microbici esseri viventi dentro e fuori dal suolo.

Poi deve avere personalità, carattere, possedere un’anima che lo renda vivo e speciale. Per ottenere questo siamo convinti che solo la cura e la dedizione di un artigiano, che non utilizza lieviti selezionati, né le decine di additivi permessi dalla moderna enologia, può garantirne la riuscita. Il vino che ci piace porta dentro la bravura e la personalità di chi lo produce. In ultimo, ma non per questo meno rilevante, non deve avere quantità eccessive di solfiti aggiunti. La legge, a nostro parere, permette nel vino quantità esagerate di questi conservanti che possono alterare il gusto e in ogni caso sono nocivi.

Premettendo che nel vino il danno maggiore alla salute arriva dall’alcol, crediamo tuttavia che, se si ritiene necessario proteggere il proprio vino aggiungendo dei solfiti, questi vadano usati in minima quantità. Va detto che il vino produce naturalmente una piccola quantità di solfiti in fase di fermentazione e che alcuni produttori ottengono vini eccezionali senza aggiungerli mai.

 

 

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