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Commissioni d’accesso ai Comuni di Gioia Tauro, Cassano allo Jonio e Corigliano Calabro.

Continua lo stillicidio sulle amministrazioni comunali della Calabria.

E così difficile amministrare nel rispetto delle regole, o sono le regole così complicate da non lasciare spazio agli amministratori?  Una legge sicuramente da rivedere.

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Il prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, ha inviato nel Comune di Gioia Tauro una commissione d’accesso antimafia «per compiere accertamenti ed approfondimenti per verificare l’eventuale sussistenza di forme di infiltrazione o di condizionamento di tipo mafioso».

La Commissione appena insediata, è composta dal viceprefetto Franca Tancredi, dal funzionario economico Luciano Caridi e dal maggiore Paolo Nisi, comandante del Gruppo investigativo criminalità organizzata del Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

L’Amministrazione di Gioia Tauro era stata sospesa il 30 dicembre scorso dopo che il Consiglio Comunale aveva approvato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Giuseppe Pedà, votata da 9 consiglieri che erano la maggioranza dei consiglieri assegnati. Avendo confermato la sfiducia nel Consiglio comunale, dopo essere stato appositamente convocato, l’ Amministrazione Pèdà ha cessato di il suo mandato. Inevitabile conclusione di una vicenda che si trascinava oramai da diversi mesi e che ha provocato la paralisi amministrativa dell’Ente.

12189776_1144642865564008_2466409684141936474_nLa maggioranza scaturita dalle elezioni del 2015 si è così dissolta. Una guerra interna che  – nel tempo – ha riguardato 7 consiglieri della maggioranza, regolarmente sfiduciati dal Sindaco e che poi – senza essere rifiduciati – rimanevano in 4. Sono le regole della democrazia? – E’ la domanda che si pone l’Avv. Pino Macino, attento osservatore delle vicende locali, riversate con acume  nel suo blog Pupari & Pupi – Può darsi. La verità è che quando formi una coalizione per governare devi avere coesione politica, forza morale, unità di intenti, visione di quel che vuoi fare , consapevolezza  della missione che ti affidi e ti carichi sulle spalle.

Se questo non ce l’hai….se ti unisci solo per vincere ……solo per salire sulla seggiola…senza le solidarietà vere e non di facciata …prima o poi ti accorgi che è tutto impossibile e sbagliato. E ti accorgi pure che non puoi e non devi contare sulla opposizione, che deve fare un  mestiere diverso da quello di rappresentare una stampella ortopedica……inaccettabile in democrazia …perchè ognuno deve stare al posto che il popolo gli ha affidato.

E se sei chiamato a stare all’opposizione…quella devi fare….un’opposizione costruttiva, intelligente, concreta…ma opposizione. Così come tocca alla maggioranza governare…e quando i numeri non ci sono…chiudere con dignità. Una lezione dura che chiama ancora una volta alla responsabilità di un elettorato non sempre attento al benessere, alla buona amministrazione, ad un impegno per pensare la Comunità come libera e felice.

E raccogliamo, dunque, quel che abbiamo seminato .Impareremo? – Pino Macino ci lascia con un interrogativo a cui è complicato rispondere, ma al quale dobbiamo avere fiducia nella capacità di recupero del prossimo sindaco che la Città eleggerà.

Prefetto-TomaoIl prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao ha nominato le commissioni allo scopo di accertare eventuali infiltrazioni mafiose nelle due amministrazioni comunali di Cassano allo Jonio e Corigliano Calabro.
La commissione d’accesso per il Comune di Cassano allo Jonio è composta dal viceprefetto aggiunto Vito Turco, dal capitano dell’Arma dei carabinieri Francesco Barona e dal Funzionario ingegnere del Provveditorato interregionale opere pubbliche Sicilia e Calabria, Francesco Trecroci.

La commissione d’accesso per il Comune di Corigliano Calabro è composta dal viceprefetto Filippo Romano, dal dirigente in quiescenza del ministero dell’Interno Antonio Scozzese e dal sottotenente della Guardia di finanza Giulio Tavanzo.

L’attività di accertamento per tutti e tre i Comuni, avrà la durata di tre mesi e potranno essere prorogati per altri tre mesi. Di seguito tre grafici per rappresentare la triste realtà degli scioglimenti in Calabria  e nelle provincie calabresi, con una ripartizione per le regioni italiane.

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