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Metodo immorale. La Regione ignora la delibera comunale e le proposte delle istituzioni riconosciute della dieta mediterranea di Nicotera..

Analizzando la proposta di legge Orlandino Greco – Franco Sergio, entrambi eletti nella circoscrizione Nord per la lista “Oliverio Presidente”, sulla valorizzazione della dieta mediterranea, non si può non evidenziare come, ancora una volta il ruolo di Nicotera – cioè della città da cui grazie al celebre Seven Country Studies ebbe inizio tutto il processo di recupero e valorizzazione del regime alimentare mediterraneo – ne esca fortemente sminuito. Uno “scippo” che la Regione sta operando, volendosi appropriare d’autorità, e senza il consenso della Città di Nicotera, del marchio e della territorialità della Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento che la stessa Regione, da una parte riconosce a Nicotera e dall’altra rimette in discussione.

Il Comune di Nicotera, del resto nella seduta consiliare del 20 agosto 2015, aveva deliberato all’unanimità, di: a) manifestare totale e incondizionato dissenso avverso la proposta di legge regionale n°54/2015; b) esortare i consiglieri regionali eletti nel vibonese ad impedire che i promotori della proposta di legge 54/2015  possano perpetrare un ennesimo colpo di mano a danno del territorio nicoterese; c) invitare il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, tutti gli assessori e i consiglieri in carica, a vigilare sul corretto evolversi della situazione, provvedendo, altresì, ad avviare la piena applicazione della legge regionale n 45/2013 rimasta  colpevolmente inapplicata, attivando a Nicotera la sede della prevista Fondazione della Dieta Mediterranea che la contestata proposta di legge 54/2015, cancella e abroga.

Ma a quanto pare il presidente Oliverio ha imboccato un altro percorso cedendo a interessi ed intrecci di inaccettabili logiche politiche, ignorando o quanto meno snobbando, con spregio istituzionale il deliberato comunale. Il grido di giustizia istituzionale della cittadinanza di Nicotera, quindi, non è stato minimamente ascoltato, nonostante le promesse da marinaio dei consiglieri regionali presenti a Nicotera nella sala del consiglio comunale il 20 agosto 2015. In quella occasione, infatti, i consiglieri Vincenzo Pasqua, Michele Mirabello e Orlandino Greco  prendevano impegno solenne, poi disatteso nei giorni successivi, di recepire il deliberato comunale e tutte le proposte pervenute dalle associazioni e dall’Accademia della dieta mediterranea, storicamente presenti e tutt’oggi operanti a Nicotera, con statuti e marchio registrati. E disattesi sono rimasti anche i suggerimenti che queste associazioni avevano indirizzato alla regione stessa, in sede di audizione presso la terza commissione consiliare regionale.

Se infatti si scorrono i sette articoli della proposta di legge, si nota come a Nicotera, venga solo dato il contentino di essere la futura sede dell’ODMIR, l’Osservatorio della Dieta mediterranea italiana di riferimento, (organismo già esistente a Nicotera, ma che è stato progressivamente svuotato in previsione della nuova legge). E attenzione, perchè anche se il primo comma dell’articolo 2, dice che “l’Osservatorio ha sede in Nicotera” aggiunge poi un “previo accordo con l’amministrazione comunale”. E se l’accordo non si trovasse, cosa succederebbe?  Salterebbe anche il contentino?

Difatti, il diavolo sa fare le pentole e non i coperchi, – dice un  vecchio e saggio adagio – e nel dispositivo della proposta di legge, i proponenti, nella relazione tecnica finanziaria, scrivono ” Ai fini dell’attuazione della presente legge, la Regione Calabria istituisce, presso il Consiglio Regionale, l’Osservatorio per la Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento (ODMIR) con funzioni consultive, propositive e di monitoraggio per la sua promozione”. Ecco quindi svelato l’intento vero e recondito della Giunta Oliverio: quello di espropriare di ogni cosa Nicotera, privandola del riconoscimento della Dieta Mediterranea.

Quindi, senza il consenso del Comune di Nicotera, già manifestato nella citata delibera consiliare del 20 agosto 2015, senza il consenso dell’Accademia Internazionale della Dieta Mediterranea Italiana di riferimento, istituita a Nicotera nel 2010 dal Comune, dalla provincia di Vibo Valentia, dall’INDIM e dal Comitato Parlamentare per l’Innovazione Tecnologica e lo Sviluppo Sostenibile, nonché senza neanche il consenso dell’Associazione ADIMEN che, attraverso l’Unioncamere, ha sottoscritto con la Camera di Commercio di Vibo Valentia, un progetto di avvio e di sviluppo della Dieta Mediterranea di Nicotera. Tutte istituzioni che potrebbero ora unirsi per far rimanere il Presidente della  Regione con un pugno di mosche in mano, facendo fallire il suo tentativo maldestro e tipicamente calabrese, che profuma di scarsa trasparenza e mancanza di sensibilità amministrativa.

A Nicotera verrebbe poi affidata la sola presidenza dell’ODMIR, ma si badi bene una presidenza “onoraria” cioè senza nessun tipo di potere se non quello puramente cerimoniale per tagliare qualche nastro o fare i saluti introduttivi in qualche convegno, quando sarebbe stato auspicabile che tra i componenti del comitato scientifico, previsto all’articolo 3, e che ci pare di capire sia l’organo direttivo dell’ODMIR, sedesse – di diritto – almeno  un rappresentante designato dal Comune di Nicotera.

Incredibile poi che questo organismo si debba riunire solo una volta ogni tre mesi e ci chiediamo quale programmazione possa sviluppare in quattro sedute l’anno!!! Sarebbe stato più giusto rimandare ad un regolamento attuativo della legge questi aspetti organizzativi interni. Così come sarebbe stato più proficuo prevedere sotto il Comitato scientifico – organo di indirizzo generale – delle commissioni di lavoro.

Un’altra beffa per Nicotera si coglie poi all’articolo 4 della legge che istituisce “Roccaforti e presidi territoriali, singoli o con la costituzione di consorzi locali pubblici e/o privati, identificanti territori con particolari produzioni e relative comunità culturali (ad es. arbereshe, occitana, grecanica, permanenze  ebraiche, arabe, sinti, ecc.) caratterizzanti, per le loro specificità, il modello di Dieta mediterranea italiana di riferimento”. E ci domandiamo, ad esempio, come si possa conciliare una rigida dieta casherut ebraica con la dieta mediterranea di Nicotera ed anche la dieta araba ricca di carni ed altri alimenti che mirano ad un modello femminile di sostanza, preferendo il sovrappeso corporeo. Comunque tutte comunità culturali non rientranti nei sette paesi studiati dal Seven Countries Study. Una cosa infatti, è l’incontro l’integrazione tra comunità culturali ed altro è la dieta mediterranea. E comunque Nicotera avrebbe dovuto essere scritta d’ufficio in questo elenco come Roccaforte e presidio territoriale di riferimento, almeno in virtù del fatto che lo Studio dei sette paesi si tenne qui, mentre adesso la città dovrebbe fare richiesta come tutti gli altri comuni. Inoltre, a detta di molti osservatori locali, fare Roccaforti disseminate e presidi diffusi, non fa altro che spezzettare, frantumare e polverizzare la dieta mediterranea, svuotando completamente nel tempo il ruolo di Nicotera e la sua tipicità di Città della Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento.

Il punto c) parla poi di un marchio identificativo della dieta mediterranea quando invece questo marchio esiste già ed è stato registrato dall’Accademia internazionale della dieta mediterranea di Nicotera già anni fa e dall’ADIMEN che con l’Unioncamere, tramite la CCIAA di Vibo Valentia, si è attivata per la Dieta Mediterranea di Nicotera. Due istituzioni che si opporranno a termini di legge, per tutelare il loro marchio registrato.

Ma la cosa sconcertante è l’impegno di spesa per l’attuazione della legge. La Campania ad esempio, con la legge regionale 6/2012 si è dotata di un Osservatorio regionale sulla dieta mediterranea e poco più di un mese fa il Comune di Pollica – dove lo stesso Keys visse e morì – ha istituito un GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione territoriale) insieme alle rappresentanze di altri paesi europei ed extra europei come Cipro, Croazia, Spagna, Portogallo e Marocco per “agguantare” i cospicui fondi comunitari. I GECT – lo ricordiamo – perseguono l’obiettivo di facilitare e promuovere la cooperazione transfrontaliera, transnazionale o interregionale al fine esclusivo di rafforzare la coesione economica e sociale ai sensi del regolamento UE 1082/2006.

A queste latitudini invece si scopre che la Regione Calabria investirà l’incredibile somma di 160.000 euro poi ridotti a 100.000 per le due annualità successive. Di questi centomila poi, 15000 se ne andranno per il funzionamento dell’ODMIR e per le spese di missione del direttore. Alla promozione della Deco (denominazione comunale) dei 409 comuni calabresi secondo i signori consiglieri regionali dovrebbero bastare 8000 euro (19.5 euro a comune in pratica). Diecimila euro per le attività nelle centinaia di scuole presenti in tutta la regione e altri diecimila per la promozione della dieta nei certo non meno numerosi plessi ospedalieri della regione. Infine – ciliegina sulla torta – 40000 euro dovrebbero essere spesi per un premio sulla dieta mediterranea (da tenere dove? mistero !!!) e un Forum annuale sulla dieta “quale luogo di incontro e di sviluppo delle tematiche di cui alla presente legge” (il solito mega-convegno spot?)

Tutti motivi che spingono la stessa Accademia Internazionale della Dieta Mediterranea a ipotizzare il ricorso al TAR se la legge fosse approvata dal Consiglio Regionale, previo diffida da predisporre per tempo. Legge che, nel frattempo, non mancherà di sollevare polemiche e prese di posizione anche dagli altri corpi intermedi della società nicoterese, visto che tutte le indicazioni migliorative avanzate nei mesi scorsi sono state completamente disattese.

L’attuale terna commissariale del Comune di Nicotera, investita del problema, pare che non tarderà ad inviare una sua lettera di protesta nei confronti della Regione Calabria.

 

 

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