A Terranova da Sibari un bell’esempio di accoglienza dei migranti.

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La Calabria, da secoli, è terra di migrazione e ora di approdo per i migranti che attaversano il mediterraneo. Una svolta epocale che necessita di una governarce che veda in prima fila anche le comunità locali e i corpi sociali, come è di recente successo a Terranova da Sibari, paese di 5180 anime nell’Alto Jonio cosentino.

In questo centro infatti una onlus – la “Per un’Europa dei Popoli” di Castrovillari – ha aperto infatti un centro interculturale che si rivolge a a donne native, migranti o richiedenti asilo e a minori di ogni provenienza, con laboratori di formazione, una sartoria e un punto informativo per donne.

A promuovere l’interessante iniziativa è stata Antonia Romano, consigliere comunale a Trento ma di solide origini calabresi secondo cui il centro in questione “è solo la prima azione che si propone di promuovere in territorio calabrese l’associazione nata un anno fa dalla necessità di tre donne di dare un contributo tangibile a una terra troppo spesso descritta e vissuta come terra di degrado, malavita e inciviltà”. Il tutto agendo nella certezza che “il territorio compreso tra la piana di Sibari e il massiccio del Pollino possa diventare laboratorio sperimentale in cui il capitale sociale sia l’unico capitale da valorizzare e da incrementare”.

Prossimi obiettivi della onlus saranno poi l’apertura di un Centro di Accoglienza Straordinaria per donne vulnerabili, l’avvio di un progetto di agricoltura sociale e – a giugno –  la presentazione del libro di Maurizio Alfano dal titolo Italiani Razzisti per Bene.

 

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