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Nicotera: sette punti cruciali per una adeguata programmazione turistica.

La stagione turistica è ormai imminente in tutta la regione, Nicotera compresa. Così ente i primi ombrelloni sono spuntati sulle spiagge, nella stragrande maggioranza dei centri urbani – sia costieri che dell’interno – della penisola, si notano i segni dell’attivismo delle pubbliche amministrazioni, delle associazioni di categoria, dei sodalizi civici e di altri enti e/o corpi intermedi della società, nell’avviare la programmazione estiva.

Tutto questo fervore non può che farci pensare anche alla nostra città, che tanto avrebbe da offrire ad un turista che oggi – a differenza del passato – non si accontenta più di sole e di mare, ma è diventato attento nello scegliere le proprie mete e sempre più esigente. Un turista che “chiede” al territorio che lo ospita, di vivere un’esperienza che lo metta al contatto con la cultura, con il patrimonio culturale, quello dei riti, delle tradizioni, con la gastronomia locale e quant’altro.

E Nicotera – come dicevamo – avrebbe tutte le carte in regola quantomeno per concorrere alla pari con le altre località turistiche, in un mercato che ormai si è fatto globale e dove vi è una concorrenza agguerritissima. Ma a patto che si faccia un’adeguata programmazione che non sia un collage di singole iniziative che per quando lodevoli sono inutili se non racchiuse in una cornice di organicità.

Certamente la prima mossa da fere sarebbe quella di rendere riconoscibile il “brand” Nicotera. La città infatti è sconosciuta ai più, occorre dirselo con franchezza se non si vuole cadere – o meglio scadere – nell’autoglorificazione. Innanzitutto dovrebbe dotarsi di un portale internet finalmente degno di questo nome. Sarebbe poi utile avviare una massiccia campagna informativa su quello che la città ha da offrire – condotta con strumenti informativi quali guide, video e depliant – che investa le strutture ricettive ma anche e soprattutto i tour-operator che dovrebbero essere fatti venire in loco, al fine di inserire la città nelle loro offerte turistiche. Anche la realizzazioni di maxi manifesti da distribuire nelle grandi città del nord sarebbe un passo utile. A Parigi per fare un esempio non è insolito trovare gigantografie inneggianti a Tropea sic !!!! La città deve poi partecipare, ma in maniera continuativa e non episodica, ai vari eventi – come la Borsa del Turismo (BIT), la Borsa del Turismo archeologico e la Borsa del Turismo religioso – ma anche a quelli più spiccatamente culturali: se infatti oggi la piccola Soriano è a Torino, al Salone del Libro, state certi che anche questo comporterà una ricaduta in termini di immagine.

Certamente l’altra condizione necessaria è la cura dell’ambiente che la città offre. Una città che deve essere accogliente e pulita ma anche ordinata dal punto di vista cromatico, con i balconi in fiore, con le aiuole e il verde ben curato, con la raccolta differenziata dei rifiuti ben avviata, con un centro storico in cui le macchine non scorrazzino, perché il turista ama spostarsi a piedi. Una città quindi che – unendo queste cose ad un mare che torni ad essere finalmente pulito – e alla valorizzazione del regime alimentare della Dieta mediterranea, potrebbe davvero ambire a proporsi come una “città del benessere”.

La questione della Dieta mediterranea, assume poi in questa direzione,un aspetto centrale. Se vogliamo davvero utilizzare in chiave turistica  quello che ci è stato attributo tanto tempo fa dagli scienziati che qui fecero tappa nell’ambito del celebre “Seven Country Studies”, dobbiamo fare in modo che al turista siano offerti dei menù che propongano piatti unicamente basati sui prodotti del regime alimentare della dieta mediterranea stessa. Se poi a questo, si facesse capire l’importanza di recuperare l’agricoltura locale, sarebbe ancora meglio.

L’altro aspetto cruciale è quello culturale. Le centinaia e centinaia di visitatori che, persino a Pasqua con un tempo non bello, hanno affollato luoghi di interesse come la Chiesetta di Piedigrotta a Pizzo o i musei di Soriano calabro, testimoniano quanto sia cresciuta l’importanza del cosiddetto turismo culturale. In questo senso, Nicotera potrebbe davvero diventare un museo a cielo aperto dove i palazzi storici, l’antica Giudecca e gli altri quartieri storici, i musei esistenti e quelli che si potrebbero creare, le aree di interesse come la cava romana, costituiscano tante tappe di un percorso che si rivela al turista che arrivasse in città. Un patrimonio, alla cui scoperta il turista stesso deve essere guidato da persone adeguatamente formate.

Un turista che ovviamente – altro aspetto da considerare – è ormai anche un “turista in movimento”. Ecco perché l’importanza di avere delle strutture o aree dove esercitare degli sport (pensiamo al beach volley, al tennis, al calcio solo per fare degli esempi) e dei percorsi naturalistici dove potersi immergere nella natura meravigliosa di questi posti e godere di impareggiabili paesaggi.  E riecheggia anche qui il discorso sport e natura = benessere.

E’ necessario poi realizzare un serio cartelloni di eventi – culturali, gastronomici, musicali, teatrali, artistici ecc – con il quale caratterizzare la città. Ma eventi che non sia scollegati gli uni dagli altri, che siano riproposti ogni anno e che abbino una loro logica d’essere nel senso che il filo conduttore deve ssere quello di temi che rientrino nell’obiettivo della “Città del benessere e – aggiungiamo noi – della cultura mediterranea”.

Ovviamente un altro punto nodale resta quello della ricettività. Almeno un altro paio di villaggi turistici sarebbero necessari ma il vero villaggio che forse neanche vediamo e che sta facendo la fortuna di tanti centri come il nostro è costituito dall’immenso patrimonio abitativo del nostro centro storico. Un centro storico – e non parlo solo di quello di Nicotera ma anche di quello della marina e delle frazioni collinari come Comerconi –  che si presta a diventare un grande “paese albergo” dove il turista, elegge nolo come sua base può partire alla scoperta sia delle nostre spiagge oppure scegliere di rifugiarsi nell’amena tranquillità delle nostre colline.

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