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Joppolo, annullato il Piano strutturale associato

Annullata dal civico consesso e con i soli voti della maggioranza, la deliberazione consiliare datata gennaio 2014, relativa all’adozione del documento preliminare Psa (Piano strutturale associato) che coinvolgeva i comuni di Ricadi e Spilinga. Una decisione che sarebbe scaturita da motivazioni di natura tecnico-giuridica.

Nel 2007, i tre Comuni, con separati provvedimenti consiliari, avevano deliberato di costituire, ai sensi della legge urbanistica regionale 19 del 2002, un piano strutturale in forma associata con capofila Ricadi. Era stata individuata, quindi, l’associazione temporanea di professionisti alla quale veniva affidata la redazione del Psa. Era prevista, inoltre, la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra gli Enti interessati contenente gli obiettivi generali del documento programmatico, gli orientamenti principali e le strategie. Ad oggi, però, secondo la maggioranza, non risulterebbe che gli organi comunali competenti di Joppolo abbiano approvato e sottoscritto tale protocollo.

“Risulta – afferma l’amministrazione – che in questo Comune sono stati tenuti soltanto due incontri partecipativi con la popolazione e le categorie interessate, pur prevedendo la legge regionale che i procedimenti di formazione degli strumenti di governo del territorio richiedono specifiche forme di pubblicità e di consultazione dei cittadini e delle associazioni da cui sarebbero dovuti scaturire criteri e obiettivi da inserire nel documento”. Inoltre, relativamente al Psa, sarebbe stata emanata una nuova legge di modifica, la 35 del 2012, e, quindi, per la maggioranza, “appare evidente – affermano –, considerata la cronologia del procedimento di adozione del piano strutturale che doveva essere previsto l’espletamento di atti preparatori che prima non erano richiesti, quali le linee guida che, peraltro, devono essere precedute da procedure di partecipazione popolare”. In pratica, se, al sopravvenire della nuova norma, la fase preparatoria non è stata conclusa, vale il principio “tempus regit actum”, con conseguente invalidità dell’atto.

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