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La strage di Marcinelle nel ricordo di Nicola Iozzo.

Riceviamo e pubblichiamo.

In Italia, proprio in ricordo di quella immane tragedia dove morirono 262 persone,136 delle quali italiani ed una di loro calabrese di Piscopio (V.V.) il giorno 8 di ogni anno si celebra la Giornata Nazionale Del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

La tragedia scaturì sicuramente da un errore umano, ma la prevenzione e le norme di sicurezza in quella miniera erano quasi inestitenti. L’addetto di turno in quel giorno ,di sua iniziativa, carico’ l’ascensore fermo nel pozzo di aerazione della cava belga alla profondità di circa 975 mt. con vagoncini pieni di carboni. Il cattivo funzionamento del freno di un vagoncino vuoto blocco l’ingresso di quelli pieni. L’ascensore si mise in corsa bruscamente senza che l’addetto dell’ascensore potesse bloccarne il movimento .Nella corsa di risalita i vagoncini sporgenti dal corpo dell’ascensore tranciarono la condotta d’olio di pressione,i fili telefonici e due cavi dell’alta tensione, oltre alle condotte dell’aria compressa. S’ innesco un incendio di vaste proporzioni ed i minatori presenti in miniera privi dei necessari D.P.I.(Non avevano in dotazione la maschera antigas) morirono ,come fu accertato dalle indagini, alcuni per le ustioni causate dalle fiamme ed altri per soffocamento.

Tutti i rappresentanti istituzionali a cominciare dal capo dello Stato ,tralascio le polemiche politiche fuori senso e fuori luogo, almeno per il rispetto delle vittime, seguite alle loro dichiarazioni, hanno sottolineato l’importanza della sicurezza sul mondo del lavoro. Ancora, nonostante l’emanazione di nuove norme e l’accresciuta sensibilità su un tema così importante, gli incidenti sono tantissimi. La Calabria, una delle regioni con maggior numero di emigrati per motivi di lavoro, ha pagato un tributo enorme con le sue numerosissime vittime. Non c’è paese che non ne abbia avuto una o abbia avuto persone con invalidità permanenti. Non solo Piscopio , ma anche Filogaso ha avuto le sue vittime (alcune nel lontano Canada, altre a Torino).

Anni or sono, da assessore, proposi l’edificazione di un monumento per i caduti sul lavoro. Le ristrette casse comunali o la poca sensibilità politica su questo tema o entrambe non hanno consentito di realizzare l’opera, ma si riuscì a dedicare una lapide su uno dei lati del monumento ai caduti in guerra. L’accostamento ,se si riflette bene, è significativo.I morti in guerra sono dovuti alla barbarie umana, quelli sul lavoro ad un’altrettanta colpevolezza dell’uomo il cui unico credo è il guadagno e lo sfruttamento dei suoi simili. Credo, e lo dico da semplice cittadino e da esperto in sicurezza sul lavoro conoscendo le problematiche in tale campo, che tutti i comuni dovrebbero dedicare un monumento ai caduti sul lavoro non solo come ricordo del loro sacrificio, ma anche come monito costante per prevenire eventuali altri incidenti ed evitare nuove vittime.

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