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La Repubblica del gossip e la Nicotera da bere…che ha ripreso il volo…

Sul quotidiano la Repubblica, diretto da Mario Calabresi, nella pagina della cronaca, leggiamo un articolo a firma del giornalista Maurizio Crosetti, inviato in piena calura estiva, per scrivere non dei successi della Città della Dieta Mediterranea Italiana di Riferimento, del Taranta Festival in atto, delle numerose attività associazionistiche culturali e poetiche o del boom di presenze turistiche a Nicotera Marina, ma costretti a leggere ancora di gossip e cronaca trita e ritrita di gilettiana memoria.

Per questo, vi è un malumore che ci giunge da parte di cittadini nicoteresi, onesti e laboriosi, di quelli che si son rimboccati le maniche per risollevare le sorti di una città, piegata dalla mancanza dello Stato che ha latitato troppo e spesso, lasciando al proprio destino molte comunità calabresi, senza risolvere l’annoso problema delle mafie, della disoccupazione, del degrado infrastrutturale, dell’abbandono delle politiche di sviluppo, o degli scioglimenti comunali per infiltrazioni mafiose per via di una legge più politica che amministrativa, di cui a Nicotera le prime due sciolte a tutela degli amministratori, quindi senza alcun atto amministrativo mafioso, e il terzo di recente, non per la vicenda elicottero, successiva alle motivazioni del  decreto di scioglimento, ma per fatti e cose  che esperti hanno considerato lacunose e passibile di ricorso, al pari di tanti altri comuni sciolti per mafia, come ad esempio il vicino comune di Tropea che ha visto il ritorno della vecchia amministrazione, riabilitata dopo il ricorso al TAR vinto da parte del Sindaco Pino Rodolico.

Sul giornale di oggi 19 luglio già diretto da Ezio Mauro, nella pagina della cronaca, si è voluto infilare nuovamente il coltello nella piaga della nota vicenda elicottero e sposini in volo, riproposta in maniera tanto inopportuna e stonata in pieno turismo agostano, peraltro priva di notizia, perché l’avremmo potuta immaginare e forse giustificare se pubblicata in occasione dell’anniversario dell’accaduto, avvenuto il 14 settembre 2016. Ma si sa, la cronaca è un pasto farcito da somministrare in piena calura estiva, un gossip da assaporare sotto la frescura dell’ombrellone, buttati sulla sdraio ancora sgocciolanti di fresca acqua marina, stringendo in mano il drink offerto dallo stabilimento balneare, così, completamente immersi in quella magica atmosfera tanto agognata,  preludio dello sbavante chiacchiericcio tra villeggianti…

La Repubblica con l’inviato Maurizio Crosetti collaborato da Alessia Candido intervistando persone, tra queste, alcune “smemorate” cittadine nicoteresi,  dove leggendo, ricordiamo, infatti, nostro malgrado che, non avranno saputo i primi e dimenticato le ultime, che il giorno 13 luglio 2017 si è tenuto un concerto della Fanfara del 12^ Battaglione Carabinieri “Sicilia” davanti a un pubblico numeroso e alla presenza delle autorità civili, militari e religiose del luogo. L’evento è stato promosso a Nicotera dall’Arma dei Carabinieri e dalla Commissione Straordinaria che amministra il Comune, allo scopo di lanciare un chiaro messaggio di vicinanza ai cittadini e riaffermare, in modo tangibile e non solo simbolicamente, la legalità e la presenza delle Istituzioni. Il concerto, infatti, si è tenuto nella stessa piazza ove il 14 settembre scorso atterrò abusivamente sulla “rosa dei venti” un elicottero noleggiato da una giovane coppia di sposi di cui, lo sposo, impropriamente indicato come nipote del boss locale.

Con il Concerto della Fanfara dei Carabinieri e la numerosissima presenza di cittadini nicoteresi, si è inteso rimarginare nonché degnamente sanare, con un rito di Stato riparatore, l’onta subita da un atterraggio non autorizzato dell’elicottero nel centro storico della Città.

La “pietra tombale” posta sul caso di cronaca a molti, evidentemente, pare non essere piaciuta. Meglio il cinismo di un’onta perenne che una più opportuna onestà intellettuale, che riconosca ad una comunità civile che, insieme all’arma dei Carabinieri, alle autorità civili, religiose e militari, ha consacrato la ripresa di largo Roberto il Guiscardo, riconsegnandolo all’onore della Città, per sancire che non vi è omertà, contiguità o collusione con mafie e/o antistato.

I soloni del politichese, dell’associazionismo tiepido, i professionisti dell’antimafia alla moda, i consiglieri della scorciatoia delle dimissioni, i cittadini che amano stare sull’altra parte della sponda dei fiumi, i disfattisti, i falsi moralisti e quant’altri appartenenti alla mischia, farebbero bene a fare un bagno di umiltà unitamente ad un passo indietro alle loro aspettative pubbliche e lasciare il campo a donne e uomini di buona volontà, che amano fare e non disfare, rimboccarsi le maniche e lavorare, affrontare i problemi e non fuggire da essi, che non amano le sporadiche apparizioni e le comparsate tipiche di chi è ormai giunto ai titoli di coda, di chi non è più tra gli attori da primo atto sul  palcoscenico, e fanno di tutto per non fare recitare  la propria parte a chi adesso, spetta il ruolo di primo attore in questo melodramma  paesano, da trasformare in film di azione, efficace e produttivo.

Stendiamo un velo pietoso sull’articolo nella sua interezza, lasciamolo alla libera facoltà di cronaca giornalistica, senza entrare nel merito dell’insalatona che ha mischiato acqua potabile, mare pulito, sposi in elicottero, scioglimento comunale, mafia, ‘ndrangheta,…e quant’altro.

L’articolo non è piaciuto a tanti ed è comprensibile. Non per come è stato scritto, ma per quello che il cronista, ha voluto evidenziare e che ha riportato nelle interviste per caso di sole o quasi tutte donne, rappresentando, una comunità divisa, un paese in crisi di identità, una cittadinanza omertosa che, in verità, è l’opposto della realtà e ci saremmo aspettati almeno qualche tipo di difesa e di risposte positive nelle interviste, atteso il grande risultato raggiunto dalla comunità intera, in tema di rilancio e conquiste sociali, con comitati e associazioni costrette ad ingoiare il rospo e pretendere anche di digerirlo, dopo un anno di grandi sforzi per riportare la meritata dignità a Nicotera e alla sua cittadinanza. Certo è vero che ci sono divisioni schizzate, in parte venute fuori nelle interviste, ma sono solo il pensiero e l’opinione di singole minoranze.

Guarda caso, nell’articolo/intervista, il cronista ha posto l’accento su cose e misfatti di cui ne dovrebbero rispondere esclusivamente gli organi dello Stato mentre invece, si tenta di riversare le responsabilità sui cittadini onesti e mai omertosi, attese le decine e decine di denunce presentate per il mare inquinato, l’acqua non potabile, esposti per atti contro la persona e il patrimonio, violenze, ecc. Tutte archiviate e/o senza risultato…

Quest’anno il mare è pulitissimo e qualche organo dello Stato, adesso, deve spiegare il perché, da decenni, si è subìto un inquinamento

indiscriminato, chiedendo altresì conto, del perché sono state disattese le varie denunce e gli esposti dei cittadini, spiegando ancora, perché solo dopo il clamore delle proteste, quello che sembrava un problema insuperabile di colpo e per incanto, è scomparso e si è risolto nel volgersi di una notte di mezza estate, nella scomparsa del mare inquinato ed invaso da fioriture algali. Dove sono stati sversati quei liquami che prima e per anni si immettevano impunemente in mare? Un detto calabrese per risolvere l’arcano, recita: “o zucchu, o lupu o pedi i castagnaro”… in altri termini …Tizio, Caio o Sempronio sono i colpevoli.

Adesso avete i nomi e gli indizi per indagare ed arrestare chi dei tre è il colpevole. A chi di competenza, diciamo, fatelo in fretta per cortesia, oltre che per dovere, se volete essere seri e credibili… lasciando in pace la comunità civile che paga le tasse e che, da Popolo Sovrano, attende di essere servito dallo Stato.

Il fiume Mesima per anni e fino allo scorso mese di maggio, era una cloaca, adesso il 14 agosto come documentato in foto è diventato per incanto, un fiume cristallino.

Ma di tutto questo nella Repubblica nulla si dice…

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