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Stilo: uno dei borghi più belli d’Italia.

Stilo (Stilu in calabrese, Stylon in greco-calabro) è un comune italiano di 2.608 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria, in Calabria, ed inserito nel circuito de I borghi più belli d’Italia.

Stilo si trova ai piedi del Monte Consolino. Nelle vicinanze di Ferdinandea, si estende il bosco di Stilo, un esempio tipico di bosco delle Serre calabresi, con abeti bianchi e faggi e con un ricco sottobosco con forte presenza di eriche e agrifogli. Come fauna sono presenti il gatto selvatico, la martora e numerose specie di picchi. Dista circa 150 km da Reggio Calabria e 75 km da Catanzaro. Il territorio si estende, con un sottile lembo, fino al mare in località Caldarella.

Secondo il Barrio e il Marafioti Stilo prende il nome dalla fiumara Stilaro e non viceversa come pensa l’Aceti, il quale ritiene che la città abbia ricevuto tale nome in virtù della conformazione a colonna, in greco: Stylon, del promontorio di Cocinto (attuale Punta Stilo) dove si trovava una volta il primo insediamento. Altri pensano si chiami Stylon, appunto colonna, per la forma del Monte Consolino, sua attuale ubicazione.

Le origini della storia di Stilo sono legate alla distruzione durante il periodo greco da parte di Dionigi di Siracusa della città di Kaulon. Secondo Apollinare Agresta (Vita di San Giovanni Therestis, 1677) fu edificata in ben 3 luoghi diversi, di cui la prima volta nel promontorio di Cocinto, attuale Punta Stilo, nel medioevo sempre in quest’area sulla destra della fiumara Assi e infine sul Monte Consolino. In principio fu una città fortificata, un oppidum magnogreco di nome Consilinum o in greco Kosilinon (da kosi= villaggio e silinon = della luna). Stilo nel periodo del basso impero romano era considerata la Kaulonia italiota e successivamente cambiò il nome in Stilida. Il nome Stilida deriva dalla fiumara Stilaro, dalla forma del promontorio allungato e dalla colonna del tempio di Giove Omorio. Considerata nell’Itinerarium Antonini una stazione itinerante distante 400 stadi (Unità di misura di distanza greca) da Locri. Stilo divenne parte dell’Impero Bizantino nel VI secolo. Il 15 luglio del 982 subì danni a causa di una battaglia tra Ottone II e gli arabo-bizantini, vinta da questi ultimi. Tra il 1065 e il 1071 Stilo resiste all’invasione Normanna. Col periodo normanno Stilo diventa di Regio Demanio a differenza di altre città come Cotrone, Catanzaro e Gerace di proprietà di signori feudali. Conserverà questo privilegio fino nel XIV secolo quando Carlo V di Spagna gli revocherà i privilegi. Nel 1540 Carlo V d’Asburgo vendette le terre demaniali di molti paesi tra cui Stilo poiché serviva denaro per difendere i territori italiani dalle invasioni turche. Stilo finisce nelle mani del marchese Concublet di Arena. Nel 1575 il re di Spagna Filippo II restituisce il Demanio e la contea a Stilo. Sotto Filippo III avviene una ribellione capeggiata da Campanella e soffocata dal governo spagnolo. Nel 1658 sotto il regno di Filippo IV furono riconcessi i privilegi di regio Demanio da come si evince dalla Copia del Real Decreto Della Maestà del Rè Nostro Signore Filippo Quarto in confirmatione dell’antichisimo Demanio e Reali Pirvilegii ella Regia Città di Stilo nel Regno di Napoli.  Nel 1783 un terremoto danneggia il borgo di Stilo. La cittadina venne saccheggiata dalle truppe francesi nel 1806.

Il genius loci è sicuramente Tommaso Campanella, al secolo Giovan Domenico Campanella, noto anche con lo pseudonimo di Settimontano Squilla (Stilo, 5 settembre 1568 – Parigi, 21 maggio 1639), che è stato un filosofo, teologo, poeta.

Tantissisme le cose che il patrimonio storico archiettonico offer ai vistatori a cominciare dal Duomo o chiesa matrice del XIV secolo, ricostruita dopo il terremoto del 1783 con all’interno pala monumentale del Caracciolo. Vi è poi l’Abbazia di San Giovanni Therestis, il cui ingresso è caratterizzato da un portone in granito grigio e rosa, al di sopra del quale vi è un balcone con inciso il nome del priore che lo fece costruire. Ha una cupola impostata su 4 pilastri con 2 archi a tutto sesto e 2 archi a sesto acuto. All’interno c’è un dipinto del XII secolo del periodo svevo della Madonna in trono con la mano destra sulla spalla del bambino che benedice. Qui nel 1600 furono portate le reliquie di San Giovanni Therestis da un vecchio convento con il consenso del papa Alessandro VIII tramite la lettera Ad futuram Dei memoria. Altra tappa obbligata è poi la stupenda “Cattolica” chiesa di architettura bizantina del X secolo, un’architettura bizantina, assimilabile alla tipologia della chiesa a croce greca inscritta in un quadrato, tipica del periodo medio-bizantino. All’interno quattro colonne dividono lo spazio in nove parti, all’incirca di pari dimensioni. Il quadrato centrale e quelli angolari sono coperti da cupole su delle colonne di pari diametro, la cupola centrale è leggermente più alta ed ha un diametro maggiore. Su un lato sono presenti tre absidi. Poi vi è la Chiesa di San Domenicodel XVII secolo, a croce latina, facente parte di un convento domenicano di cui sono rimasti solo i ruderi. Qui le famiglie nobili stilesi avevano della cappelle dove seppellivano i loro defunti. Altre chiese da visitare sono: la Chiesa di San Nicola da Tolentino, la Chiesa di San Francesco dei Minori, del Settecento, la Chiesa di Santa Caterina, la Chiesa di San Nicola da Bari, la Chiesa di Sant’Onofrio, la Chiesa di San Biagio al Borgo dove fu battezzato Tommaso Campanella, la Chiesa di Santa Barbara, la Chiesa di Santa Marina e Lucia, la Chiesa della Madonna delle Grazie, la Chiesa della Badia, la Chiesa dei Cappuccini. Una sosta è d’obbligo infine, anche al Convento delle Clarisse con Chiesa di Santa Chiara, costruito nel XIII secolo, fu dedicato a Santa Maria di Ognissanti. Una puntata è poi consigliabile farla anche ai ruderi del castello normanno e alla Fontana dei Delfini.

Sul territorio di Stilo vi sono inoltre due musei: il Museo del territorio e dell’archeologia industriale e il Monumento in bronzo al filosofo Campanella e si celebrano parecchi eventi: la Fiera dell’Epifania (a Gennaio), la Settimana santa a Pasqua, la Festa di san Giorgio (23 Giugno), la Fiera di San Giovanni Battista (24 giugno), il Palio di Ribusa (la prima settimana di agosto)  la più grande rievocazione storica della Calabria dei tempi medioevali-rinascimentali in cui Stilo svolgeva il ruolo di contea raccogliendo a sé i feudi di Pazzano, Stignano, Guardavalle, Riace e Camini, la Festa dell’Assunta (15 agosto) che riprende l’antica festa della Dormitio Virginis ortodossa dei monaci italo-greci come raffigurato anche all’interno della Cattolica, la Festa di San Rocco (16 Agosto) e la Festa dell’Immacolata concezione (8 Dicembre).

La cucina tipica stilese è caratterizzata da prodotti genuini e saporiti come gli antipasti a base di melanzane, i pomodori secchi, i funghi, le soppressate, il capicollo e le olive. Piatti tipici della cucina locale, sono la “pasta cu alivi” , la pasta con il ragù di carne, i carciofini spinosi sott’olio, le saporite olive “cumbitè” o in salamoia. Dell’arte dolciaria ricordiamo le “nzulle”, la “pitta di San Martino”, la “cuzzupa”, le “zippule”.

 

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