Nicotera: martedì 17 Ottobre, il I° Forum provinciale sullo spopolamento dei comuni del vibonese

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Dalla situazione della crisi demografica del vibonese, alla valorizzazione del patrimonio culturale per finire alle analisi possibili e concrete per uno sviluppo dei territori, tramite  la valorizzazione integrata di patrimoni umani e materiali, per creare lavoro e nuove opportunità di investimento, utili a invertire il trend di spopolamento e impoverimento in atto nei comuni. Sono questi, alcuni dei temi che saranno trattati, martedì 17 ottobre alle 17.00, a Nicotera, nella sala consiliare comunale a Palazzo Convento, nel “I° Forum annuale sullo spopolamento dei comuni del vibonese” che quest’anno ha scelto come sua parola d’ordine la frase “Cosa resta per ricominciare“.
Il Forum è una iniziativa nata dall’elaborazione progettuale del Centro Studi Nicoterese (CeSNi) patrocinato dall’Accademia Internazionale della Dieta Mediterranea Italiana di Nicotera in sinergia con altre importanti associazioni e istituzioni culturali del nostro territorio come l’Archeclub di Vibo Valentia, il Club Unesco di Vibo Valentia, e il polo culturale d’eccellenza del Sistema Bibliotecario Vibonese (SBV) che con grande entusiasmo hanno raccolto l’invito del Centro a realizzare questo appuntamento che avrà cadenza annuale, nonchè l’ANCI Calabria e ANCI giovani, l’Ente Comunale, la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.
“L’obiettivo – chiarisce una nota del CeSNi stesso – non è solo quello di compiere una seria e approfondita analisi delle problematiche inerenti allo stato di salute demografica dei comuni della nostra provincia ma sopratutto di uscire dalla logica dell’autoreferenzialità e del vittimismo fenomeni purtroppo diffusi in Italia e nel nostro Mezzogiorno per avviare un percorso che illustri le tante ricchezze di cui i nostri cinquanta comuni dispongono e faccia emergere dei percorsi progettuali concreti che, per il tramite della valorizzazione, del recupero, della fruizione del patrimonio culturale, possano servire ad innescare quei processi di sviluppo in grado di frenare la piaga dello spopolamento che affligge il nostro territorio, spingendo i comuni stessi e gli enti di governo superiore come ad esempio la Regione o comunque interessati come la Diocesi o le associazioni ad unirsi in una progettualità condivisa e realizzata in una logica di rete”.
Il programma di questa prima annualità del Forum prevede i saluti del Dott. Gustavo Valente della Commissione straordinaria del Comune di Nicotera, del sindaco di Pizzo Calabro e Presidente ANCI Calabria e ANCI giovani Dott. Gianluca Callipo, del Vescovo della Diocesi di Mileto- Nicotera- Tropea, Mons. Luigi Renzo e l’introduzione ai lavori del Dott. Antonio Leonardo Montuoro, Presidente dell’Accademia Internazionale della Dieta Mediterranea Italiana di Nicotera.
A seguire gli interventi dei vari relatori: Giovanni Durante (“Le dinamiche demografiche nella provincia di Vibo valentia: dalla crisi all’emergenza”); la Prof.ssa Anna Murmura Presidente dell’Archeoclub di Vibo Valentia (“I beni archeologici del vibonese e le buone pratiche avviate per la loro valorizzazione”); la Dott.ssa Maria Loscrì Presidente del Club Unesco di Vibo Valentia (“Le politiche dell’Unesco e i possibili percorsi progettuali nel vibonese”); il Prof Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese (“Le possibilità d offerta culturale nei centri urbani in crisi demografica”).
Le conclusioni del dibattito saranno invece tenuto dal Prof. Antonio Viscomi Vice-presidente della Giunta Regionale della Calabria.
“La situazione di sofferenza demografica che investe il vibonese con punte di eccezionale gravità – si legge nella nota diffusa dal CeSNi – preoccupa non solo per la perdita complessiva della popolazione ma anche perchè la profonda modifica intervenuta all’interno della struttura della popolazione stessa, frutto di una azione a tenaglia – che vede, da un lato l’aumento degli anziani e dall’altro la diminuzione della popolazione giovanile – fa capire come, queste due dinamiche, insieme, ed associate, sia al saldo naturale negativo (frutto del rapporto tra le nascite e i decessi) e al saldo migratorio altrettanto negativo (dovuto all’emigrazione), generano infatti un vero e proprio processo sistemico che può avere vaste ripercussioni sulle nostre comunità, fino a metterne a repentaglio la stessa esistenza. E purtroppo non è una questione che riguarda solo il vibonese poiché dai dati in nostro possesso osserviamo che è un fenomeno che interessa anche le altre province. Un processo di spopolamento, dapprima confinato nelle zone montane o pedemontane del vibonese, che adesso inizia anche ad interessare la costa e che mette a rischio comuni che custodiscono una consistente fetta del nostro patrimonio storico artistico che quindi, indirettamente, viene a trovarsi minacciato da questo problema”.
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