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Sciolti cinque comuni calabresi per asserita infiltrazione mafiosa. Una legge da rivedere

Pino Macino , da Pupari & Pupi
Ieri cinque Consigli Comunali di  cinque Comuni calabresi  sono stati sciolti per asserita infiltrazione mafiosa. Non ho seguito..e comunque nulla so dei lavori delle  Commissioni di accesso che hanno  preparato il terreno per lo scioglimento. So che questa storia non ha più senso….anzi appare un rito oramai vuoto ed inconcludente. Capiamoci: è giusto ed è necessario preservare gli Enti locali dall’aggressione mafiosa. Ci mancherebbe. Ma oramai – fatti e constatazioni alla mano – lo strumento si è rivelato inadeguato su tutta la linea. Un fallimento, sarebbe più corretto dire. Ho anzi la assoluta convinzione che sia   proprio l’allontanamento delle amministrazioni elette a favorire una più radicale infiltrazione della Cosa Pubblica. E questo perchè per almeno due anni …ma la cosa solitamente supera i due anni e mezzo…il malaffare ha più larga possibilità di penetrare nei gangli della gestione. Ormai è sperimentato : i Commissari nominati –  di solito prelevati dagli stanchi e disincantati  giardini del cimitero degli elefanti –  si occuperanno dell’ Ente  solo nei pagatissimi due giorni a testa di presenza, e solo per atti di straordinarissima amministrazione. Quando bisogna semplificare ed allontanare la responsabilità delle scelte….tendono a dichiarare dissesti e poi si guardano bene dall’intervenire sulle cause. Il Governo insiste e continuando così sarà difficile trovare un’Amministrazione Ordinaria. Il Ministro degli affari Interni non vuole prendere atto di una verità che non si può più nascondere. Il fallimento delle gestioni commissariali mostra come siano  inconsistenti  o comunque traditi  tanto  la lettera che lo  lo spirito della legge ……che per le finalità  da raggiungere pretenderebbe  un  impegno sul territorio tale da restituire la fiducia al Corpo elettorale…un esempio di buona Amministrazione capace di incoraggiare i dubbiosi….idonea a far crescere nuove consapevolezze della dignità del cittadino. Tutte speranze di solito seppellite dalle montagne di incomunicabilità con le Città che si pretende di amministrare . E e spesso – ahi noi! – dalla spazzatura che non sono nemmeno capaci di vedere.
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