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Elezioni politiche. Riflessioni a sinistra. La spada e la scopa.

Pino Macino, da Pupari & Pupi
In tutta Italia la sinistra si interroga sul voto, sugli errori, sul presente e sul futuro. A Roma, certamente…con Cuperlo e tanti tanti altri….ma dappertutto ed in tutta Italia ci si incontra con tessera o senza tessera e senza spirito da combattenti e reduci.Ieri anche a Gioia Tauro e Palmi…ma anche a Reggio…mentre Salvini festeggiava il 12,50 % della Lega a Rosarno. Il leghista del Sud= Africa gli ha detto che li vuole bene ed i rosarnesi, che sono buoni ed accoglienti, hanno regalato applausi formaggio e nduja. Tutto  va bene. Intanto Veltroni ci spiega che la responsabilità sta nel distacco consumato tra Sinistra e popolo.Ma Va!?…ci voleva la zingara…e l’abbiamo trovata.Io penso che tutto sia molto più semplice….e sia da ricercarsi nella discontinuità imposta ad una Comunità politica che certamente aveva i suoi riti ed i suoi miti …ma aveva anche ben altro: intanto i “luoghi” della discussione e della elaborazione politica…le sezioni…..dove ci si incontrava e ci si scontrava ma tenendo conto delle esigenze della gente…dove si parlava di sanità..del bilancio comunale…della protezione dell’ambiente…delle discariche…di costruire asili nido…di come fare meglio dell’avversario….dove la questione morale era coltivata…dove si parlava di territorio, di Italia..del mondo. Un partito che venendo dalla rappresentanza delle classi operaie e contadine…aveva saputo conquistare  a poco a poco ed in mezzo secolo il ceto medio senza fare politiche per abbatterlo….che aveva conquistato i lavoratori della scuola…che sapeva dare e farsi dare una mano dal Sindacato senza le bastonate demolitrici dell’oggi…una comunità politica che aveva un senso di appartenenza ma sapeva aggiornare la sua carta di identità raccogliendo e rappresentando pensieri nuovi, esigenze nuove, nuove aspirazioni. E che sapeva riconoscere le nuove povertà del precariato , della giustizia lenta, dei nuovi bisogni, della questione femminile, del sud, della nuova emigrazione dei giovani italiani oltre alla giusta solidarietà verso la disperazione dei migranti dei barconi e delle guerre. E l’ultima occasione quel gran popolo l’ha data a Renzi  dandogli un 40% alle Europee …40% di fiducia, di speranza…non di chiacchiere. No…cari amici….l’analisi deve partire da lì. Per sapere perchè in quattro anni la sinistra è stata messa in un angolo bisogna analizzare le ragioni del tradimento di quelle aspirazioni e di quella fiducia. E per ripartire bisognerà ancora una volta tornare all’impegno e sapere usare  ancora una volta  la spada e la scopa. Prima cominciamo prima saremo in grado di scrivere pagine nuove e belle per la società italiana.
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