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Il Papa smentisce e “manda all’inferno” quanto scritto da Eugenio Scalfari.

C’è un antico detto che dice che non ci sta peggior sordo di chi non vuol sentire.  E così sarà stato anche per un ateo come Eugenio Scalfari af-fondatore del quotidiano Repubblica che, da “sordo” non credente, avrà ascoltato l’eco del suo inconscio freudiano che gli avrà fatto sentire il contrario di ciò che non voleva sentire,”frutto della sua ricostruzione”, subito smentito dal Sommo Pontefice Francesco ribadendo che l’inferno esiste e, come altrettanto chiaramente scritto dal Sommo Dante Alighieri,  le anime degli atei insieme agli epicurei vanno all’inferno così come, difatti, nella Divina Commedia sono collocati al Decimo Canto dell’ Inferno  nel sesto cerchio, nella città di Dite,  puniti a pene indicibili.

Ieri il nonagenario giornalista Scalfari, non credente, metteva in pagina e in bocca a Francesco che l’inferno non esiste e che le anime «cattive» semplicemente scompaiono, affermazioni contrarie alla Rivelazione e al Magistero della Chiesa.

Verso le 15 di ieri pomeriggio la Sala stampa vaticana ha finalmente pubblicato un comunicato in cui si prendono le distanze dal “resoconto” di Scalfari: «Il Santo Padre Francesco ha ricevuto recentemente il fondatore del quotidiano La Repubblica in un incontro privato in occasione della Pasqua, senza però rilasciargli alcuna intervista. Quanto riferito dall’autore nell’articolo odierno è frutto della sua ricostruzione, in cui non vengono citate le parole testuali pronunciate dal Papa. Nessun virgolettato del succitato articolo deve essere considerato quindi come una fedele trascrizione delle parole del Santo Padre».

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