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Limbadi, fra paura e sgomento la cittadina si prepara alla fiaccolata di sabato

Sgomento, rabbia, infinita tristezza. L’autobomba che lunedì, intorno alle 15, ha ucciso sul colpo Matteo Vinci, 44 anni, e gravemente ferito il padre Francesco, 75 anni, che attualmente lotta tra la vita e la morte presso il Centro ustioni di Palermo, in città non ha lasciato nessuno indifferente, abulico, disinteressato. A Limbadi, infatti, il forte boato che ha dilaniato e lacerato la Ford Fiesta di Vinci stroncando la vita del giovane ha turbato l’intera comunità, ancora oggi confusa, disorientata, smarrita davanti a un atto criminale così brutale e vigliacco.

“La prima parola che mi viene in mente è “bestiale” – afferma il giovane Antonio –. Queste azioni le faceva Salvatore Riina negli anni ’80 e’90. Un evento che ci ha scioccati tutti e che ha colpito una persona timida e poco loquace. Che io ricordi, negli ultimi 60anni, in città, non si è mai verificato un fatto criminale così eclatante. A parte lo scioglimento del consiglio comunale avvenuto nel 1983 dall’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, quando, ancora, non c’era una normativa antimafia che consentisse il commissariamento, ricordo solo, circa 40anni fa, un omicidio in piazza. Oggi, Limbadi è sotto shock, primo per il modo come è avvenuto l’episodio che ha coinvolto Vinci che ricorda i luoghi di guerra, poi perché ha stroncato la vita di una persona onesta”.

Anche sui social, come nel gruppo Limbadi Chat 2.0, emerge il grande dispiacere da parte di tutti per un’esistenza forzatamente conclusasi troppo presto. “Provo un grande turbamento – dichiara un’anziana signora – perché il ragazzo è morto nel modo più atroce possibile, misto all’indignazione per chi non può difendersi, per chi, quando succedono fatti del genere, non capisce cosa gli stia accadendo. Matteo era una persona gioviale e allegra e non meritava tutto ciò”.

Lo stesso sentimento di costernazione misto a rabbia si coglie anche nelle scuole, fra i più giovani. “Non doveva succedere – afferma Davide –. Questo drammatico fatto deve smuovere la coscienza di un pò di persone”. Per Emanuele “non è giusto che un essere umano possa togliere la vita ad un altro suo simile”, così per Francesca “quello che è successo mi ha colpito molto – dichiara –. Chi ha commesso questo grave omicidio dovrebbe capire che non ha solo spezzato la vita di una persona, ma di tutti i suoi familiari”.

A Limbadi, la condanna nei confronti dell’episodio è unanime, anche se la violenza e la spregiudicatezza dell’atto dinamitardo sono stati così gravi da preoccupare un pò tutti su un possibile, quanto pericolosissimo, salto di qualità dell’azione dell’antistato. Urge, perciò, ripristinare al più presto, legalità e vivibilità. “E’ sempre assurdo morire precocemente – ribadisce un signore –, poi per mano assassina è sconcertante. Dopo un simile fatto, quello che abbiamo provato noi, gente onesta, è, appunto, sconcerto e poca sicurezza. Tutto ciò rileva una sconfitta per l’intero il paese”.

Intanto, in seguito al fatto accaduto ed in virtù dell’affetto nutrito nei confronti di Matteo Vinci, sabato 14 aprile, con inizio alle 20:30, si svolgerà una fiaccolata. Presente anche Libera“Diamo una risposta corale – affermano i responsabili –  a chi ha voluto mandare messaggi di morte e di violenza. Ora è tempo di metterci la faccia, per onorare la memoria di un giovane onesto e umile che non ha ceduto ai soprusi e per camminare insieme verso un futuro senza più sangue”.

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