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Dopo i fatti di ieri, a Nicotera e Limbadi, è ancora caccia all’uomo. Nelle due città intanto c’è sgomento e indignazione.

E’ stata estesa a tutto il territorio nazionale, la caccia all’uomo che ieri ha seminato il panico tra Nicotera e Limbadi, uccidendo due persone e ferendone altre tre.

Ma fino ad ora, nessuna traccia del presunto killer, nonostante le ricerche che si susseguono incessantemente e che vedono all’opera un imponente spiegamento di uomini e mezzi. Le forze dell’ordine si stanno avvalendo dell’uso degli uomini dello Squadrone Cacciatori, un’unità speciale dei carabinieri specializzati nella ricerca degli ostaggi, in particolare, nella zona dell’Aspromonte. Gli investigatori intanto, dal canto loro, cercano di capire le motivazioni che hanno spinto il soggetto in questione a compiere questa mattanza. Smentita intanto la notizia che sia stata ritrovata l’automobile dell’uomo che in un primo tempo si diceva fosse stata rinvenuta nelle campagne di Limbadi. Anche la Prefettura di Vibo valentia, segue ovviamente l’evolversi della vicenda con particolare attenzione.

Intanto i due paesi – Nicotera e Limbadi – sono ancora sotto choc per questo nuovo, ennesimo atto di violenza che non può non colpire l’immagginario collettivo e scuotere le coscienze. Sui social network, molti i commenti con diverse sfumature: da chi rivolge un pensiero alle vittime e ai feriti, a chi invoca una maggiore presenza dello stato su questa parte del territorio vibonese a cominciare dall’istituzione di un Commissariato di Polizia proprio a Nicotera.

Il clima comunque, molto pesante, è quasi da “stato d’assedio”. Sono molti infatti coloro che stamattina, non hanno mandato i propri figli a scuola. Molti non escono di casa da ieri per la paura che si diffonde per ogni via e quartiere delle due città e viene amplificata dalle continue notizie diffuse su tutti i telegiornali nazionali e locali e dai siti internet.

 

 

 

 

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