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Sui fatti di cronaca di Nicotera e Limbadi, primeggia una fantasiosa lista di nomi. Disinformazia…

La voglia di dare notizia sta prendendo la mano agli addetti ai lavori. Alcuni organi di stampa stanno diramando alcune notizie fantasiose e prive di fondamento, scaturite a margine di un fatto concreto e ben definito i cui contorni sono ormai noti e ben delineati. Anche la stampa nazionale e addirittura i TG Rai e Mediaset avevano diramato, già nello stesso pomeriggio dei tragici fatti di Nicotera e Limbadi, la falsa notizia della cattura di Francesco Olivieri con il ritrovamento della Fiat panda dallo steso usata per scorrazzare tra le strade provinciali, comunali e centri storici. Invece Olivieri è ancora uccel di bosco e, cosa più incredibile, è il mancato ritrovamento dell’autovettura a distanza di giorni.

I morti ammazzati sono due di Nicotera, Giuseppina Mollese di 80 anni e Michele Valerioti di 63 anni e i feriti lievi sono tre di Limbadi, Francesco Di Mundo, 58 anni, Pantaleone Timpano, 61 anni e Pantaleone D’Agostino.

Francesco Olivieri ha ucciso e ferito senza avere in tasca alcuna “lista di nomi”. Un gesto meditato, covato probabilmente da tempo, ma definito, circoscritto e circostanziato dai fatti che la cronaca ha messo crudelmente in evidenza. E’ imprudente e pruriginoso, dare in pasto alla cronaca altri nomi che di fatto e, stando ai fatti, non risultano essere mai stati nella mente dell’omicida.

Uno sfogo in tal senso è stato espresso questa mattina proprio da uno della fantasiosa lista, persona che sembra essere entrata nel tritacarne dell’opinione pubblica e di certa informazione disinformata. La persona di cui non diamo neanche le iniziali, proprio per non alimentare ulteriormente la smania dei complottisti che, così facendo, – riferisce amaramente – “alimentano nella mente di terzi quello spunto ad agire su un eventuale e ulteriore fatto inconsulto, grave alla incolumità della mia persona”. Difatti,  durante le concitate ore dei tragici avvenimenti, risulta falso che l’omicida sia andato a cercarlo, e ne ha avuto alcuna scorta o protezione da parte dalle forze dell’ordine come vox populi afferma, e tantomeno risulta che sia stato ascoltato dagli organi inquirenti, a dimostrazione dell’estraneità completa da questa vicenda.

Oggi sui social locali vi è addirittura un lungo sfogo, con tanto di nome e cognome riconducibile alla suddetta fantasiosa lista, post che sarebbe opportuno rimuovere, proprio per non ingenerare quell’involontario stimolo a chi oggi sta vivendo questa tragedia da protagonista omicida, trovandosi sotto stress emotivo e compulsivo. Altresì infondata è l’altra notizia che circola insistentemente e colorata dall’immaginazione collettiva, relativamente ad altro nominativo riconducibile alla ipotetica e fantasiosa lista, comprendente addirittura il nome di uno stretto parente dell’omicida. Anche la famiglia Olivieri è provata da questa vicenda che subisce come tutti, mai immaginando che potesse covare tale efferatezza nel proprio congiunto che ricordiamolo, è in cura e da giorni non sta probabilmente facendo uso dei farmaci prescritti.

Duole sapere altresì, che anche la famiglia Valerioti è stata costretta a diramare un comunicato stampa pubblicato oggi sulle pagine di questo quotidiano, che qui riportiamo : “la tragedia che l’ha colpita non fonda alcuna origine di vendetta legata a fatti delittuosi o di mafia, di cui erroneamente qualche testata giornalistica ha in questi giorni riportato. il tragico episodio è frutto della casualità e della follia omicida del ricercato che ha visto in Michele Valerioti un bersaglio facile anche per le sue condizioni fisiche, in quanto malato oncologico. si diffida, pertanto, a riportare notizie che non hanno alcun fondamento, rispettando il dolore dei familiari e lasciando il compito di indagare agli inquirenti, credendo fermamente nella giustizia”.

Pertanto, l’invito è a rimanere calmi e con la mente lucida, attenendosi ai tragici fatti accaduti, già sufficienti a rendere la cronaca piena e insopportabile. Quanto accaduto deve far riflettere sul mancato controllo del territorio, laddove città come Nicotera e Limbadi sono additate, a buon ragione, come aree ad alta densità mafiosa, aggravata dall’inserimento di centinaia di immigrati che, seppur buona gente, gli organi preposti al controllo del territorio, nulla sembra abbiano fatto per rendere le due città sicure e poste sotto il totale controllo dello Stato. Se così fosse stato non ci sarebbe omicida che potrebbe agire indisturbato per ore, armato, seminando il panico, uccidendo e ferendo onesti e innocenti cittadini. Il tutto in pieno giorno.

La beffa è che dopo aver agito, si è comodamente dileguato in auto senza lasciare traccia, ancora uccel di bosco, nonostante l’imponente spiegamento di forze dell’ordine e reparti speciali.

Qualcuno, ad operazione conclusa, dovrà spiegare le molte lacune preventive sul territorio nonchè quelle attualmente operative. Non vorremmo assistere al fatto che sia l’omicida a dettare anche l’agenda della legittima resa magari tramite il suo legale, anziché essere catturato senza più colpo ferire, ma lasciando l’onore delle armi a chi le detiene per la prevenzione e il controllo del crimine.

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