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Consigli comunali di Briatico e San Gregorio d’Ippona, resi noti i motivi dello scioglimento

comune di briatico
comune di briatico

Dopo le motivazioni dello scioglimento del consiglio comunale di Limbadi, arrivano anche quelle di Briatico e San Gregorio d’Ippona. Il linguaggio utilizzato in entrambe le relazioni è più o meno lo stesso e non si discosta di molto neppure la narrazione dei fatti posti a base del provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri nella seduta dello scorso 7 maggio. I due centri costieri erano andati al voto nelle consultazioni amministrative del 24 e 25 maggio 2014 e ora si ritrovano nel sempre ribollente pentolone degli scioglimenti sulla scorta di una formula ormai consolidata e che, in via preliminare, sottolinea sempre la presenza <di forme di ingerenza da parte della criminalita’ organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialita’ dell’amministrazione>. Relativamente a Briatico, il ministro Marco Minniti recepisce in toto i contenuti della relazione prefettizia. Nella stessa viene rimarcato il fatto che l’Ente aveva già subito i rigori dell’art. 143 del del decreto legislativo 267/200 il 14 gennaio 2012 e il 17 marzo 2003. Gioca un ruolo importante soprattutto l’operazione “Costa pulita” condotta dalla Dda di Catanzaro nell’aprile 2016 e dalla quale erano emersi <indefettibili relazioni e rapporti parentali tra i componenti dell’attuale compagine di governo dell’ente ed esponenti della criminalita’ organizzata nonche’ evidenti elementi di continuita’ tra l’amministrazione in carica e quelle gia’ sciolte nel 2003 e nel 2012>.

andrea niglia
andrea niglia

Tanto bastava per far scattare l’accesso agli atti da parte di una commissione all’uopo nominata dal prefetto di Vibo. Commissione che prendeva <in esame, oltre alla generale gestione dell’amministrazione comunale, la cornice criminale ed il locale contesto ambientale, con particolare riguardo ai rapporti tra gli amministratori e le cosche territorialmente egemoni>. Ne veniva fuori <un uso distorto della cosa pubblica> a vantaggio di <soggetti o imprese collegati direttamente od indirettamente ad ambienti controindicati>. Nella tornata elettorale del 2014 era stata, peraltro, presentata una sola lista guidata da Niglia, già sindaco dal 2005 al 2010, e nella quale veniva eletto un consigliere di minoranza già presente nel Consiglio del 2010. La relazione di Minniti mette, inoltre, in evidenza <anomalie e irregolarità> nella gestione degli incarichi professionali, le interdittive gravate su più ditte tra cui una che ha gestito l’accoglienza migranti. Problemi legati anche al <disordine amministrativo> con carenze gestionali e parentele di dipendenti con soggetti legati alla criminalità organizzata. Nel mirino anche il mancato completamento delle procedure relative alle lottizzazioni e i mancati controlli del territorio da parte dell’Ente. Irregolarità segnalate anche nella gestione dei rifiuti e delle risorse idriche. Ne sono derivati <lo svilimento d la perdita di credibilità> dell’amministrazione a discapito degli interessi della collettività.

san gregorio d'ippona
san gregorio d’ippona

Nel caso di San Gregorio d’Ippona, il cui consiglio comunale era stato sciolto il 24 aprile 2007, la relazione ministeriale mette in evidenza il contesto ambientale dominato e condizionato <dalla pervasiva ingerenza di una potente ’ndrina> che opera in sinergia con la criminalità locale come risulta da un’operazione di polizia sfociata nel gennaio 2017 in numerosi arresti per traffico di stupefacenti. La relazione di Minniti, peraltro, non trascura la <continuità> nella gestione dell’Ente che vedeva l’ex sindaco ed altri sei consiglieri presenti anche nella precedente consiliatura. Questo non è certo un reato, ma per il Ministro assume, invece, rilievo il fatto che il sindaco e tre consiglieri vantano parentele con ex amministratori presenti nel Consiglio sciolto nel 2007. Grava sull’ex sindaco anche la comproprietà di un immobile ricevuto per eredità nel 1990 e abitato da un esponente di spicco del clan dominante senza che lo stesso ex primo cittadino si sia mai attivato per sanare la situazione. Illegittimità anche nell’affidamento di lavori e nell’espletamento di gare con ricadute vantaggiose per ditte vicine a famiglie malavitose. Carenze anche nella gestione di rifiuti e nella lotta all’abusivismo edilizio, nonché nella gestione dei beni confiscati alla mafia.

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