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Strada provinciale 23, appuntamento mercoledì in Prefettura per avviare il secondo step

Fissato per mercoledì 5, alle 12.30, presso la Prefettura di Vibo Valentia, il tavolo tecnico istituzionale, già annunciato dal prefetto Giuseppe Gualtieri, per discutere e avviare il secondo step relativo alle opere di consolidamento del costone sovrastante il tratto Joppolo-Coccorino della strada provinciale 23.

All’incontro parteciperanno i tecnici della Provincia di Vibo Valentia, il sindaco del comune di Joppolo, Carmelo Mazza, il responsabile della Protezione civile regionale, Carlo Tansi e i tecnici del dipartimento lavori pubblici della Regione Calabria. Questi ultimi produrranno una proposta progettuale definitiva per la chiusura del percorso amministrativo che porterà all’avvio della gara e alla cantierizzazione dell’opera.

L’interruzione al transito dell’arteria, dallo scorso novembre, da parte della Provincia, a causa della caduta di alcuni massi, ha creato notevoli disagi a lavoratori, impiegati, studenti, operatori del settore agro-turistico e commerciale, al 118, tutti costretti a “servirsi” di un percorso alternativo, la Sp 25, ai limiti della percorribilità come dimostra l’ncidente di questa notte con una Peugeot andata fuori strada in una scarpata profonda diverse decine di metri fortunatamente senza gravi conseguenze per il conducente.

Solo a luglio, in Prefettura, si è svolto un incontro durante il quale la Regione ha assunto formalmente, in sostituzione di un’inoperosa e inerte Provincia, la cabina di regia per la copertura finanziaria dei lavori, dalla fase della progettazione a quella dell’esecuzione. In particolare, nel tratto interessato che sarebbe, a detta dei tecnici, già ultimato al 60 per cento comprendendo una strada che non presenta alcun segno di cedimento così come i muri laterali, una squadra di rocciatori si metterà all’opera per scheggiare i massi pericolanti, installare delle reti ancorate a funi e chiodi di acciaio che dovranno entrare nella roccia anche per qualche metro per contorniare i massi, dopodiché, per garantire una maggiore sicurezza, sarebbe stato previsto d’installare a valle delle barriere paramassi.

Un’ipotesi progettuale pienamente condivisa da tutte le istituzioni preposte e adottata sulla scorta della relazione depositata da Tansi dopo il sopralluogo svoltosi a giugno, nella quale veniva evidenziata la pericolosità di riaprire il tratto in quanto, a monte, sono presenti migliaia di blocchi di roccia di varie dimensioni pronti per cedere a causa del fatto che le strutture di protezione si sarebbero dimostrate inefficaci, danneggiandosi e permettendo alle rocce rilasciate dalle pendici sovrastanti di raggiungere la sede stradale. Era giunto alle stesse conclusioni anche il geologo Giuseppe Scalamandrè che, su incarico della Provincia, aveva redatto uno studio lungo le scarpate di monte del tratto interessato. “Nonostante si tratti di fenomeni sporadici – si legge – le zone del pendio potenzialmente capaci di innescare i crolli sono così diffuse da rendere il fenomeno assai pericoloso”. Una soluzione semplice e veloce, quindi, che, nell’arco di 6-7 mesi, potrà garantire la riapertura della strada considerando che altre soluzioni progettuali richiederebbero anni di lavoro.

Per svolgere i lavori di consolidamento del costone in località “Petto della Torre”, dovrebbero essere rimessi in circolazione le risorse residue del vecchio Accordo di programma quadro con la Regione numero 14 del 29 luglio 2006. Circa 13milioni di euro attualmente in perenzione, anche se l’ente regionale sarebbe pronto ad irrorare con altre eventuali risorse se quelle dell’Apq non dovessero bastare. All’epoca, il progetto della Provincia prevedeva la realizzazione di tre lotti, due varianti, una per Pizzo e l’altra per Ricadi e la galleria lunga circa 800 metri nel tratto Joppolo–Coccorino. I lavori per la sua realizzazione iniziarono a marzo 2010, ma furono sospesi dall’Ente a febbraio 2011 e mai più ripresi. Adesso, sembrerebbe essere giunto il momento di concretizzare quelle opere più volte annunciate in questi mesi così da restituire tranquillità ai pendolari e agli utenti che attraversano il tratto.

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