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Joppolo, marito e moglie segnalano la violazione delle norme legislative in materia di inquinamento acustico

Una segnalazione relativa alle violazioni delle norme legislative in materia di inquinamento acustico è stata inviata dai coniugi Antonino Pugliese e Antonietta Malvaso, al sindaco Carmelo Mazza, al responsabile dell’Area tecnica e di vigilanza del Comune, alla Provincia di Vibo Valentia, settore ambiente e inquinamento acustico e all’Arpacal.

Marito e moglie evidenziano che da qualche anno il Comune avrebbe fatto costruire un apparato elettrico di sollevamento e spinta delle fogne nere nel vicino impianto di depurazione mediante collocamento di elettropompe sommerse in due camerette realizzate sotto la sede stradale all’incrocio tra le vie “San Bruno Melia” e “Correa” con adiacente altra attrezzatura esterna costituita da tubi di acciaio, saracinesche e valvole, “dove vengono convogliati – affermano – i liquami fognari che scorrendo violentemente provocano rumori continui e insopportabili durante la notte. L’esercizio notturno di queste apparecchiature situate a pochi metri di distanza da casa nostra per spingere le fogne comunali nel depuratore a monte, determina una sorgente di rumore fissa e costante che si espande e si propaga intorno penetrando nell’ambiente abitativo per cui la permanenza a casa è divenuta impossibile non potendo più dormire per l’insopportabile rumore delle pompe e delle acque luride che le stesse pompe spingono provocando, quindi, cattivo odore, fastidio e disturbo tanto al riposo quanto alle altre attività quotidiane oltre a minacciare la nostra salute già notevolmente compromessa anche dall’età avanzata”.

Da parecchi mesi, i due si sarebbero premurati di segnalare verbalmente sia all’autorità comunale, sia al gestore degli impianti, tale anomala situazione, facendo rilevare che il funzionamento di macchinari ed impianti è incompatibile con la normativa vigente in materia di inquinamento acustico. Gli stessi avrebbero anche chiesto di modificare l’esercizio delle pompe esistenti facendole funzionare di giorno anziché di notte in quanto di giorno il rumore si confonde con quello di fondo dell’ambiente. Richieste che, ad oggi, però, non sarebbero state accolte nonostante l’articolo 32 della vigente Carta Costituzionale tuteli la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Pertanto, con l’idea di adire ad altre sedi legali competenti, qualora la situazione dovesse continuare a perdurare, i coniugi chiedono l’adozione delle eventuali misure cautelari a carattere di urgenza per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica dell’area interessata, “minacciata e bombardata costantemente dai decibel prodotti durante la notte che qualsiasi orecchio umano non riuscirebbe a sopportare, allo scopo di ridurre l’esposizione a tale fonte di rumore”, nonché, l’intervento degli esperti dell’Arpacal per controllare e stabilire se i valori limite di immissione di rumore nelle case adiacenti e in quella dei Pugliese è compatibile con la vita notturna e la salute delle persone oppure se si è in presenza di un potenziale rischio per la salute pubblica pesantemente esposta. “Non si comprendono le motivazioni – dichiarano – per le quali il travaso dei liquami fognari venga effettuato dai gestore dell’impianto nelle ore notturne, anziché in quelle diurne. Restiamo in attesa che le autorità interessate, ciascuna per le proprie competenze, adottino i provvedimenti più opportuni per affrontare tale situazione”.

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