“Voi siete il futuro, non fatevi del male scegliendo una strada sbagliata, denunciate qualsiasi ingiustizia”. Sono le parole di Marzia Prestia Lamberti, mamma di Francesco, il 16enne assassinato a Mileto, il 29 maggio scorso, da un suo coetaneo. L’occasione per ascoltare le sue parole è stata offerta dall’incontro con i volontari dell’associazione “Libera” svoltosi presso la sala riunioni della scuola primaria e fortemente voluto dai docenti delle secondarie di I grado di Nicotera e Joppolo del dirigente scolastico Marisa Piro.


All’appuntamento erano presenti Maria Joel Conocchiella di Libera Vibo e membro della segreteria di Libera Calabria e Nicola Rombolà, giornalista e scrittore. Doveva essere presente anche la madre della giovane vittima di mafia, Francesco, ma, per problemi di salute, ha dovuto rinunciare rinviando ad altra data il suo incontro con i ragazzi delle medie. La signora Marzia, però, ha voluto ugualmente esserci , anche se tramite telefono, soprattutto, per “adottare” i giovani nella sua testimonianza di vita.
“Siate un valore e impegnatevi a sfruttare i vostri talenti – ha affermato il dirigente Piro rivolgendosi ai ragazzi presenti –. Imparate grazie a scuola e cultura a divenire adulti responsabili e persone ricche di valori per essere liberi e capaci di operare giuste scelte”.

L’incontro è servito a preparare i giovani alla giornata del 21 marzo quando, a Vibo Valentia, si svolgerà la XXIII edizione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie, affinchè questo appuntamento non venga vissuto come un evento fine a se stesso, ma come tappa di un impegno da alimentare ogni giorno dell’anno perché “se ancora parliamo di mafia – ha dichiarato la Conocchiella – vuol dire che c’è qualcosa che non va e noi non siamo stati abbastanza vigili per combatterla. E’ necessario, perciò, essere tutti uniti per riscrivere la storia di questa terra”. I numeri delle vittime della criminalità organizzata, infatti, sono impressionanti e, dal 1893, quando in Sicilia fu ucciso il banchiere Emanuele Notarbartolo, tendono ad aumentare, anno dopo anno, giungendo oggi a circa mille. “Bisogna partire dalle piccole cose – ha evidenziato Rombolà – costruendo il cambiamento dai piccoli gesti quotidiani. E’ una sfida verso chi tenta di inquinare la nostra vita e la nostra memoria”.