Dagli Appennini Alle Ande, Al Caribe E All’Amazzonia di Vittorio Cappelli, Rubbettino

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Uno degli obiettivi di questo libro consiste in una sorta di sfida al senso comune nella narrazione della grande emigrazione che attraversò l’Atlantico per molti decenni tra l’Ottocento e il Novecento. Dalle ricerche che compongono il volume emerge uno scenario molteplice e sorprendente, irriducibile a immagini stereotipate e rappresentazioni uniformi. Il principale filo conduttore si fonda sulla individuazione di una regione migratoria meridionale, peculiare per la sua precocità e per le sue caratteristiche sociali e culturali, posta al confine tra la Campania, la Basilicata e la Calabria. Da essa si sono diramate catene migratorie dirette il più delle volte verso mete inconsuete come la Colombia e il Centroamerica, il nordest del Brasile e l’Amazzonia. In queste “altre Americhe”, fino alle regioni transandine dell’Ecuador e del Perù, si sono dipanate vicende migratorie di straordinario interesse sociale e culturale. Le traiettorie migratorie, le storie collettive e le biografie individuali hanno disegnato, nei percorsi di integrazione, la sociabilità dei migranti, il ruolo precipuo svolto molto spesso dalla massoneria e talora dal protestantesimo. L’intraprendenza di questi migranti, i loro successi, le loro difficoltà e le loro sconfitte, hanno dato vita a vicende spesso mobili e complicate e talora a percorsi circolari. Infine, molti artisti – pittori, scultori, architetti, musicisti – assieme a studiosi e scrittori, mostrano in queste “altre Americhe” quanta importanza abbia avuto la cultura italiana nella costruzione della modernità dell’occidente latinoamericano.

Vittorio Cappelli (Castrovillari, 1947). Già professore di Storia Contemporanea nell’Università della Calabria, è direttore dell’Icsaic-Centro di ricerca sulle migrazioni, associato all’Istituto Nazionale Ferruccio Parri.

Ha fondato e diretto per più di vent’anni Daedalus Quaderni di storia e Scienze Sociali; Condirettore del «Giornale di Storia Contemporanea» e  direttore  della Rivista Calabrese di Storia del 900.

E’ un insigne studioso di storia del mezzogiorno, di storia del fascismo e di storia culturale in virtù degli studi migratori cui si è poi dedicato, ha effettuato numerosi soggiorni di ricerca in America Latina, dove ha tenuto lezioni e conferenze presso varie università e istituzioni culturali.

Molti dei suoi studi migratori sono stati tradotti e pubblicati in spagnolo e portoghese.

Tra i suoi libri: Il fascismo in periferia (1992 e 1998); Nelle altre Americhe (2004); Storie di italiani nelle altre Americhe (2009); La belle époque italiana di Rio de Janeiro (2013), edito anche in Brasile, in traduzione portoghese, nel 2015.

 

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