Aldo Alessio:27 gennaio 2026 – Giorno della Memoria Il ricordo di Auschwitz

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Oggi, 27 gennaio 2026, si celebra il Giorno della Memoria per ricordare le vittime dell’Olocausto.

Il 27 gennaio del 1945, un’avanguardia dell’Armata Rossa entrò nel campo di concentramento nazista di Auschwitz, uno dei tanti luoghi di morte creati dal regime.

I soldati sovietici si trovarono di fronte alla morte, all’orrore e a tutta la brutalità del Nazismo. In quel momento, il mondo venne a conoscenza dell’inimmaginabile.

Le lezioni non apprese della storia

Quel triste passato, tuttavia, non ha ancora insegnato nulla all’umanità. La barbarie nazista non terminò ad Auschwitz: oggi centinaia di focolai di guerra sono ancora sparsi nel mondo.

I conflitti contemporanei

La tragedia di Gaza, le stragi che continuano a consumarsi quotidianamente in diverse parti del pianeta, il barbaro assassinio di donne, bambini, anziani e civili inermi, le uccisioni di migliaia di manifestanti in Iran che si battono per il diritto alla libertà: tutto questo deve farci riflettere. Ci dimostra che la diplomazia mondiale è stata sostituita dalla legge della giungla.

Una riflessione sulla natura umana

Oltre 3.500 anni di civiltà alle nostre spalle non sono serviti a cambiare l’indole belligerante dell’essere umano.

Il significato di “non dimenticare”

Non dimenticare significa ricordare, lottare e impegnarsi attivamente per la pace, affinché la guerra — tutte le guerre — venga abiurata dall’intera umanità.

La Terra è di tutti!

“E’ un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo”.

Anna Frank

Poesia Shemà (Ascolta) di Primo Levi, che introduce il libro “Se questo è un uomo”.

Voi che vivete sicuri

nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:

considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

 

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

 

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

 

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa e andando per via,

coricandovi alzandovi;

ripetetele ai vostri figli.

 

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

 

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