L’Associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria, presieduta da Giuseppe Livoti continua a pieno ritmo il suo programma animando la domenica pomeriggio della città di Reggio Calabria.
La presentazione del Calendario Mauriziano ha ricordato Livoti in apertura di manifestazione, rientra nell’ambito di una importante collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Decorati di Medaglia d’oro Mauriziana Nastro Verde – Sezione Calabria, sodalizio che riunisce ex appartenenti ed appartenenti alle Forze Armate e Corpi Armati dello Stato (Esercito Italiano, Marina Militare, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza ed ex Corpo delle Guardie di P.S.) che, per l’eccellenza e la durata del servizio prestato, sono stati insigniti della Medaglia d’Oro Mauriziana. Inoltre il loro scopo è dare voce a tanti “mauriziani” che desiderano difendere e tramandare i Valori che sono o sono stati alla base della vita professionale. Essa si ripromette anche di consolidare i sentimenti di amicizia fra commilitoni di ogni grado, Arma e Specialità attraverso incontri, manifestazioni, impegni in campo sociale ecc. e s’impegna affinché a chi tanto ha dato alle Istituzioni possano essere riconosciuti alcuni benefici, non tanto di carattere economico, ma quale segno di attenzione nei diversi settori della vita pubblica.
Ha aperto la manifestazione con una introduzione storica il prof. Raffaele Schimio che da docente di discipline scientifiche si è soffermato sul senso storico e sulla nascita del calendario. Ogni civiltà dice Schimio, ha sentito la necessità di misurare il tempo e la base più sicura per farlo era il moto degli astri e dei pianeti, in particolare del Sole e della Luna. Gli Egizi adottarono un calendario solare mentre i Sumeri ed anche gli Ebrei, uno basato sui cicli lunari. Le parti dell’anno variavano di numero, quindi di durata, e spesso erano legate a cicli naturali. Nel calendario giuliano l’anno solare era considerato di 365 giorni e 6 ore e perciò l’anno civile venne fissato in 365 giorni, stabilendo però di aggiungere un giorno ogni quattro anni. In questo modo si compensava la differenza delle sei ore in meno rispetto all’anno solare. Dopo tre anni comuni di 365 giorni, si aveva pertanto un anno bisestile di 366 giorni (il giorno in più venne attribuito al mese di febbraio).
Il presidente Capitano Cosimo Sframeli, socio Muse si è soffermato sull’importanza della Medaglia Mauriziana istituita dal Re Carlo Alberto, per gli ufficiali già decorati dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, con Regie Magistrali Patenti del 19 luglio 1839, con il nome di “Medaglia Mauriziana per merito militare di 10 lustri”, disciplinata con Regio decreto 21 dicembre 1924. Nel dopoguerra è stata svincolata dall’Ordine Mauriziano rimasto nella mani di Casa Savoia e con Legge del 7 maggio 1954, n, 203 prima e con Legge 8 novembre 1956, n. 1327 poi, venne estesa ai sottufficiali e modificata, assumendo il nome di “Medaglia Mauriziana al Merito di 10 lustri di carriera militare”. Essa ha dato origine all’Associazione Nazionale Decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana con l’appellativo “Nastro Verde”; nastro derivante dall’Ordine Mauriziano e più esattamente dall’ex Ordine di San Lazzaro. La Medaglia viene concessa dal Presidente della Repubblica a ufficiali e sottufficiali delle Forze Armate e Corpi Armati dello Stato (Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, al compimento di 50 anni di servizio utile, lodevolmente prestato. La Medaglia Mauriziana viene consegnata ai nuovi insigniti, per norma, da un Generale di Corpo d’Armata (o grado equipollente) ed in forma solenne, al cospetto di rappresentanze di tutte le categorie dell’Istituzione di appartenenza e di quella dell’Associazione “Nastro Verde”. Inoltre importante ha continuato è il calendario storico Mauriziano 2026 quest’anno dedicato all’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana ha concluso Sframeli. Nel 2026 l’Italia festeggia gli 80 anni della Repubblica, un traguardo significativo che commemora il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, la nascita dell’Assemblea Costituente e il primo voto delle donne, celebrando i principi di democrazia, diritti e dignità sanciti dalla Costituzione. Ogni pagina ha continuato Sabrina Apollinaro avvocato e responsabile delle Dame Mauriziane del “Nastro Verde” -Calabria testimonia i valori e i principi su cui si fonda la nostra Costituzione. Gennaio, la nascita della Repubblica “La libertà non è un privilegio, ma un dovere di ogni cittadino” A. De Gasperi; febbraio, l’impegno civile – essere cittadini significa partecipare; marzo, le donne e la Repubblica – la forza, il coraggio silenzioso, la capacità di costruire e custodire la libertà; aprile, la ricostruzione – l’Italia rinasce dal lavoro; maggio, la cultura – l’anima viva della Repubblica; giugno, la Repubblica in cammino; luglio, l’Italia del progresso – il lavoro e la conoscenza costruiscono il futuro; agosto, la bellezza dell’Italia – la cultura e il paesaggio sono la nostra eredità più preziosa; settembre, San Maurizio protettore delle nostre armi – onore, disciplina e servizio; ottobre, la forza della Repubblica è nella solidarietà; novembre, la memoria e l’onore – chi non ricorda non costruisce il domani; dicembre, la Costituzione vive – la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo. Importante per noi donne ha ribadito l’avvocato è il mese di marzo che ricorda come anche la libertà è femminile, poiché “noi” siamo parte integrante della Repubblica con pari dignità. Anche se non appartengo al mondo militare, da avvocato sono esperta di diritto militare e la mia è anche una responsabilità prima di tutto etica, morale che appartiene anche a tutte quelle donne che nel 1999 sono entrate dentro le forze armate.
Interessante l’intervento storico e religioso di don Luigi Cannizzo parroco di Santa Maria della Candelora di Reggio Calabria che si è soffermato sulla figura di San Maurizio nato intorno al 250 d.C. da genitori pagani. Il nome Maurizio significava “Cavaliere africano” e per il suo coraggio e le particolari attitudini, gli fu dato il comando della Legione Tebana (di stanza in Tebe), composta da egiziani cristiani e posta a difesa dei confini dell’Impero Romano. Nei primi anni del 300 la Legione venne inviata sulle Alpi, per ordine di Massimiano, con il compito di contrastare gli attacchi dei marcomanni e per combattere le popolazioni del Vallese perché si erano convertite al cristianesimo. Il Comandante Maurizio – ha continuato don Cannizzo -, si oppose e subì la decimazione dei suoi soldati per non abiurare la religione cristiana; decimazione ripetuta più volte sino all’uccisione di buona parte dei soldati, iniziando da Maurizio. La leggenda dice che la Legione era formata da 6.666 uomini. Questo elevatissimo senso del dovere verso la religione cristiana sfociato in un drammatico epilogo, fece eco tra le Alpi e venne eretto un piccolo santuario nel luogo del martirio, il quale prese il nome di San Maurizio (Saint Maurice, nel cantone svizzero del Vallese), in sostituzione di quello originario di Agaunum. Nel 515 San Teodoro fece edificare una Abbazia, luogo di culto per le popolazioni cristiane molto venerato ben oltre le zone circostanti. San Maurizio, peraltro, è anche il Patrono del Corpo degli Alpini. Dobbiamo cogliere l’eredità spirituale di queste figure ha ricordato don Cannizzo, in un tempo in cui si è perso il ruolo dello Stato, della scuola, della famiglia e della Chiesa. Queste sono figure leggendarie, modelli di vita come lo stesso San Giorgio, sono per il credente un faro, indicano una strada che occorre percorrere sempre con l’aiuto di Dio. La serata ha visto inoltre vari momenti musicali con l’interpretazione dell’Inno d’Italia e dell’Inno dei Paracadutisti “Vent’anni” interpretati dalla performer Margherita Modafferi.




