Sul Presidente della Regione pesa ancora la bocciatura del candidato a Palazzo Luigi Razza VIBO, SANITA’ AL BIVIO: VANNO A CASA I COMMISSARI. ROBERTO OCCHIUTO SI GIOCHI UNA CHANCES  E ASSICURI LA GUIDA DELL’ASP AD UN GIOVANE MANAGER LOCALE

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Dal prossimo 10 aprile, o giù di lì, a Palazzo ex Inam, l’Asp cambia pagina. La scadenza del mandato per 18 mesi, affidato alla Commissione straordinaria, dal Governo Meloni, su proposta del Capo del Viminale, Matteo Piantendosi, per infiltrazioni mafiose, manda a casa Gandolfo Miserendino, Gianluca Orlando e Gianfranco Tomao, quest’ultimo subentrato al dimissionario Vittorio Piscitelli. Giunta da Roma a “miracol mostrare”, la terna Commissariale, è stata al centro di un tormentoso percorso dovuto al fatto che il suo arrivo  è coinciso, purtroppo, con l’avvio della fase critica più intensa ed allarmante del sistema sanitario vibonese, ed oggi sta per uscire di scena, probabilmente, senza aver portato a casa il risultato sperato.

Praticamente i numeri spiegano che si è insediata in piena bagarre critica e sta per abbandonare la scena in piena crisi. Una gestione che ha lasciato perplessi molti cittadini. Pare siano emersi ampi dubbi e mancate risposte, misti ad assurdi atteggiamenti, da parte della Regione Calabria, soprattutto negli atti che hanno preceduto e condotto alle improvvise dimissioni del Prefetto Vittorio Piscitelli. Quest’ultimo, secondo indiscrezioni raccolte nel palazzo, avrebbe preferito fare, anzitempo, le valige in assenza di serie e concrete risposte al convincente piano di ripresa avanzato in direzione della urgente necessità di uscire, sia pure gradatamente, dal tunnel della crisi.

Le attese riflessioni su questo grave momento, non ci sono state, per come spesso avviene l’accaduto è durato appena l’alba di un giorno. Fuori Vittorio Piscitelli è calato il sipario sulla vicenda e questo non è stato affatto gradito soprattutto tra chi ha avuto sempre a cuore la speranza per una immediata ripresa della “buona sanità”. Ma è tempo di voltare pagina. Se è vero che tutto questo autorizza a pensare che tra qualche giorno, dietro l’angolo, si farà strada ad un ultima speranza, legata alla legittima curiosità di capire, ed è anche triste scriverne in questi termini, il perchè già occorre chiedersi a chi verrà affidata la gestione del critico sistema sanitario vibonese ? A questo punto l’attesa diventa spasmodica.

Da qui la domanda: l’Asp resterà commissariata o verrà nominato un Direttore Generale ?  Chi sarà ? Niente Generali e amici di appartenenza ?  Roberto Occhiuto ha forse a portata di mano una buona occasione per riacquistare credito nel suo partito e ancor in quei cittadini vibonesi dopo la secca bocciatura a Palazzo “Luigi Razza”. Una proposta che non può non scaturire da una vera e propria spinta  popolare riguarda quella preminente e di sempre, motivata e fortemente attesa dai cittadini vibonesi: affidare la poltrona più scottante di palazzo ex Inam ad un professionista locale. Ad un attento e competente cittadino che conosce la storia, le traversie, i disagi, la più recente odissea della sanità vibonese.

Alla guida dell’Asp, in attesa che si concretizzi il progetto delle “dieci belle cose del 2026” e che venga inaugurato il nuovo costruendo presidio ospedaliero, come va affermando per tentare di recuperare credito nel mondo della delusione, Roberto Occhiuto inviti un giovane manager capace con la sua intelligenza e conoscenza della realtà ospedaliera e della medicina territoriale, di assicurare la “normalità della gestione sanitaria”. Un gesto di buona volontà, possibile, che supera la cultura dell’appartenenza  e quella del potere romano.

Associazione Ali di Vibonesità

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