L’Associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” continua i suoi appuntamenti e lo fa a pieno ritmo animando la domenica pomeriggio della città di Reggio Calabria con conversazioni collegate all’attualità, alle tematiche sociali ed anche e soprattutto al territorio.
Una domenica utile a riflettere sul nostro patrimonio storico – artistico costruito all’indomani del terremoto del 1908 ha ricordato il presidente Giuseppe Livoti. E’ utile e fondamentale parlare dei beni culturali e della loro valorizzazione, nell’ottica di creare e proporre al mondo istituzionale locale e regionali, delle nuove linee di sviluppo della fruizione di un patrimonio che anche nel novecento ha regalato alla nostra area metropolitana dei veri e propri gioielli architettonici, che potrebbero diventare nuovi attrattori insieme ai grandi richiami archeologici della Magna Grecia ha ricordato il presidente Muse. Ecco perché ci sembra interessante confrontarci con chi conosce queste realtà, le promuove, le studia e cerca di farne memoria. Partiamo stasera da Villa San Giovanni con “Aspetti storico-artistici dell’eclettismo residenziale nell’area metropolitana dello Stretto: la Via Garibaldi” e proprio per questo sono state chiamate a conversare con il numerosissimo pubblico l’arch. Cinzia Basile -storico e l’arch. Silvia Lottero che si occupa della pianificazione programmazione e gestione interventi all’interno del Parco D’Aspromonte.
L’architetto Cinzia Basile, socia Ass. Le Muse ha subito ricordato la sua passione per i beni culturali che negli anni, laureandosi in architettura l’ha condotta per prima a studiare “Il sistema difensivo nell’area dello Stretto: il caso di Forte Beleno” e dal 2023 a ricoprire la carica di vice presidente del Comitato salviamo Torre Cavallo e di componente del Comitato Scientifico Museo Filanda Cogliandro di Cannitello, Villa San Giovanni. Da sempre ho studiato la mia città di origine dice la Basile, città che mi ha visto parte attiva come lavoro pubblico con il restauro conservativo di Fontana Vecchia di Villa San Giovanni nel 2016-17, di cui sono stata la progettista. La Fontana Vecchia è ubicata lungo la Via Fontana Vecchia all’interno dell’omonimo borgo; si erge da quasi 200 anni lungo la strada comunale, adiacente al perimetro della proprietà della famiglia Caracciolo. La Fontana monumentale ispirata alla forma di un tempietto greco e’ stata realizzata nel 1829 su progetto dell’Ing. Stefano Calabrò di Reggio Calabria su incarico dell’Amministrazione Comunale di quel tempo. Oltre all’uso come punto di accesso unico all’acqua pubblica per l’intera popolazione del territorio di Villa San Giovanni dell’epoca, la fontana è stata usata in qualità di lavatoio pubblico e in minima parte per gli usi dello Stabilimento delle Sete della famiglia Caracciolo. La Fontana inoltre ha rappresentato per quasi due secoli un elemento architettonico ed urbanistico ornamentale ed artistico della città di Villa San Giovanni. L’anno di costruzione del bene è del 1792 (scolo delle acque) ha ricordato la Basile mentre l’anno di costruzione nella sua consistenza attuale è il1829. La struttura del tempietto ha un apparato murario realizzato con tecnica definita opus listatum o vittatum ed era stata realizzata soprattutto per pubblica utilità. Il 18 Gennaio 1827 si otteneva definitivamente la distinzione tra l’acqua pubblica del Comune di Villa San Giovanni e quella per uso privato della famiglia Caracciolo. Dunque in base a queste fonti storiche si è proceduto a consegnare alla città il Bene storico “Fontana Vecchia”, mediante un intervento di restauro conservativo, che ha riportato alla luce la lucentezza dei materiali originali, conservando e consolidando, l’identità del manufatto storico e l’apparato murario, dopo un lungo iter burocratico iniziato nel 2013 e concluso nel 2018”.
Da qualche anno dice l’arch. Basile mi occupo anche dello studio dell’antica Via Garibaldi chiamata dal popolo ancora “a calata du nglisi” cioè la discesa dell’Inglese, per la presenza dell’industriale inglese Thomas Hallam che vi fece costruire una filanda e un palazzo elegante. Lungo la Via Garibaldi, oltre alle imponenti filande, Marra e Florio, furono realizzati successivamente palazzi signorili in stile Liberty, tra cui il palazzo Aricò, i palazzi Versace, Marra e lungo l’adiacente Via Nazionale, il Palazzo San Giovanni o Municipio e l’elegante palazzo Caminiti, i palazzi Arena, Coppola, Giovine, Corigliano, ecc…I prospetti dei palazzi sono decorati da elementi floreali, da forme vegetali, con finti bugnati, lesene, cornici, marciapiano, cagnoli che reggono esili balconcini in ferro battuto, tutto ad imitazione degli elementi in pietra che strutturano gli edifici crollati. Il liberty cercò ispirazione nella natura e nelle forme vegetali, i caratteri distintivi divennero l’accentuato linearismo e l’eleganza decorativa, fattori che caratterizzano le architetture post ricostruzione dopo il terribile terremoto del 1908. Palazzo Arico’ del 1928-1930, Palazzo Caminiti, Palazzo Arena e tanti altri perfettamente conservati al loro interno custodiscono ancora stucchi, affreschi, mobili e decori che attestano che un liberty -locale- arrivò anche a Villa San Giovanni servendosi anche delle maestranze del luogo e siciliane, palermitane in particolare. Occorre promuoverne un restauro che non li alteri, ed una fruizione creando accordi con i proprietari, e magari pensare ad una via Garibaldi musealizzata dotata di pannelli esplicativi e percorsi creati ad hoc ha concluso la Basile.
L’arch. Silvia Lottero si è soffermata sul senso di fare squadra. La rete -dice- porta a grandi risultati e grazie a chi segnala alle amministrazioni ed enti si può e si deve riuscire a mantenere viva la memoria poiché noi addetti ai lavori, cerchiamo la circolarità dei ruoli. Villa San Giovanni come Reggio – ribadisce la Lottero- ha grandi indicazioni e potenziale artistico ma va promosso, protetto e sostenuto. Ogni tanto dobbiamo ricordare le parole del grande Raffaello Sanzio considerato un pioniere nella tutela del patrimonio culturale, avendo definito le basi metodiche per la conservazione delle antichità romane nel primo Cinquecento. Attraverso la “Lettera a Leone X” del 1519, scritta con Baldassarre Castiglione, denunciò l’incuria verso le rovine e propose un piano sistematico per proteggerle. Ecco noi dobbiamo prendere d’esempio queste testimonianze, poiché se non sappiamo chi siamo non possiamo sapere dove andremo. Come figura tecnica operante all’interno dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, specificamente inserita nel nucleo manutentivo e nell’ufficio per la Ricerca Scientifica e Geoparco con il mio lavoro contribuisco alla gestione e valorizzazione del territorio, con focus su progetti per i borghi e procedure amministrative. Il Parco, ha concluso l’architetto Lottero è noto per la sua natura aspra, la biodiversità e come il Montalto è un’area naturale protetta di rilievo nella provincia di Reggio Calabria ma spesso e volentieri dimentichiamo come all’interno del Parco stesso vi è un grande patrimonio architettonico ed archeologico sommerso che in questi anni con grande attenzione e lavoro stiamo facendo emergere e valorizzare.

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