Il mondo dell’informazione piange la scomparsa di Michele Albanese un giornalista che ha dedicato la propria vita alla ricerca della verità, al rigore professionale e al racconto onesto dei fatti.
Dal 2014 dal 2014 sotto scorta per le sue inchieste sulla ‘ndrangheta.
Con la sua morte si spegne una voce autorevole, che per tantissimi anni ha rappresentato un punto di riferimento per colleghi e pubblico, distinguendosi per uno stile sobrio ma incisivo, lontano dal clamore e vicino alla sostanza.
Nei suoi articoli non c’era spazio per il superfluo: ogni parola era scelta con cura, ogni analisi poggiava su studio, esperienza e rispetto per i fatti. La sua firma è stata sinonimo di credibilità in un mestiere sempre più complesso e sotto pressione.
Giornalista del ‘Quotidiano del Sud’, in particolare della redazione di Gioia Tauro.
Era stato anche consigliere nazionale e responsabile per la legalità della Fnsi. Nel novembre 2016 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per aver affermato il valore della legalità e della libera informazione in un contesto con forte presenza criminale”.
Oggi il silenzio che lascia è pesante, ma non vuoto. Dentro quel silenzio rimangono le sue parole, che continueranno a guidare chi sceglie di raccontare il mondo con onestà e coraggio. Perché i grandi giornalisti non se ne vanno davvero: restano nelle storie che hanno saputo raccontare e nell’esempio che hanno lasciato.
Alla moglie Melania e alle figlie Maria Pia e Michela un forte abbraccio da parte del dott. Antonio Leonardo Montuoro e dalla redazione di Mediterranei news.

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