Si è tenuta sabato 14 febbraio 2026, alle ore 16.15, presso il Circolo PD “Francesco Vinci”, a Cittanova, la conferenza stampa con i rappresentanti della stampa ed ha avuto per tema: “UN PAESE DOLENTE E UN’AMMINISTRAZIONE INADEGUATA. Il Fallimento politico e le insufficienze amministrative della coalizione del Sindaco Antico a quasi due anni dall’insediamento”.
Nell’occasione è stato consegnato un “Libro Bianco” sul tema predisposto dal Circolo PD, che nei prossimi giorni sarà distribuito in paese.
Il Segretario del Circolo
Sergio Zappone
“UN PAESE DOLENTE
E UN’AMMINISTRAZIONE INADEGUATA
Il Fallimento politico e le insufficienze amministrative
della coalizione del sindaco Antico
a quasi due anni dall’insediamento
Premessa
A distanza di poco meno di due anni dall’insediamento dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Antico si è costretti a prendere atto che la nostra cittadina versa in condizioni di grande sofferenza.
Clamorose bugie, negligenze, ritardi e iniziative ampiamente discutibili restituiscono un quadro veramente desolante che testimonia l’inadeguatezza del sindaco, della giunta e di quello che resta della maggioranza ad amministrare il Comune, risultando già naufragate le promesse della campagna elettorale e ampiamente tradite anche le più modeste aspettative dei cittadini.
- Fallimento politico e inadeguatezza amministrativa
Cittanova deve purtroppo fare i conti con il fallimento di un improvvisato programma politico-amministrativo messo in piedi in fretta e furia per finalità squisitamente elettorali. Oggi siamo costretti a prendere atto dell’incapacità amministrativa della coalizione che, su tale improvvisato programma, aveva carpito, senza troppi scrupoli, la fiducia dei cittadini elettori.
Avevamo previsto e reso partecipe l’opinione pubblica di quanto fosse intrinsecamente fragile e inadeguata la coalizione a sostegno di Antico, composta da forze totalmente eterogenee, illuse che sarebbe bastato mettere assieme i rispettivi “pacchetti di voto” per amministrare la nostra nobile cittadina.
La verità è che quand’era trascorso meno di un anno quella gracilissima coalizione, che pure si era presentata agli elettori come la panacea di tutti i problemi, è deflagrata e miseramente naufragata, mettendo in scena un siparietto di inconsistenti e indecorose accuse verso gli antichi alleati nel tentativo di galleggiare ancora un po’.
Il fallimento non solo ha acuito i problemi interni ma ha anche avuto conseguenze dall’esterno in quanto, privi come siamo di una guida forte e autorevole, come paese abbiamo subito una grave penalizzazione nei luoghi istituzionali ove vengono assunte le principali decisioni riguardanti il più ampio territorio, con seri pregiudizi per il futuro della nostra cittadina.
Il sindaco e le forze che lo sostengono avrebbero dovuto prendere atto della condizione di precarietà determinatasi a seguito della deflagrazione della maggioranza e consapevoli dei limiti della loro rappresentanza, avrebbero dovuto evitare atteggiamenti divisivi, comportamenti faziosi e reiterate forzature delle regole, operando per un equilibrio istituzionale con il coinvolgimento, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, delle altre rappresentanze consiliari e politiche.
Ripiegati su piccoli e banali interessi personali, concentrati in mille capricci individuali e privi della benché minima visione strategica il sindaco e la sua maggioranza provano ad amministrare la Cosa pubblica alla giornata incapaci di gestire l’esistente e di programmare il futuro.
Questo stato di grave inadeguatezza emerge con forza soprattutto nei settori strategici: lavori pubblici, pianificazione urbanistica, manutenzione del patrimonio, gestione del verde, rifiuti, utilizzo delle risorse finanziarie.
- Lavori pubblici ereditati: tra ritardi e immobilismo
Un nodo centrale riguarda i finanziamenti di lavori pubblici ereditati dalle precedenti amministrazioni. Ad oggi, non è chiaro quali interventi siano stati effettivamente completati, quali siano in corso e quali, invece, risultino bloccati o rallentati.
CHE FINE HANNO FATTO I FINANZIAMENTI EREDITATI?
Uno degli aspetti più critici riguarda le risorse finanziarie che erano già disponibili al momento dell’insediamento del sindaco Antico e della sua giunta. È legittimo chiedersi:
- quali fondi siano stati effettivamente utilizzati;
- per quali interventi;
- con quali risultati concreti.
L’assenza di una rendicontazione alimenta dubbi sull’incapacità di gestire le importanti risorse pubbliche e assicurare l’efficacia della spesa. Le ingenti risorse ereditate dalla precedente amministrazione rappresentavano un’opportunità immediata per migliorare il territorio comunale e la vita dei cittadini. Sono stati, invece, in buona parte disperse a causa di imperdonabili ritardi, rimodulazioni e scelte dannose e poco comprensibili.
DUE ESEMPI TRA I TANTI
- PROGETTO CULTURA, SPORT E INCLUSIONE SOCIALE.
Nessuna notizia è stata fornita in ordine al finanziamento PNRR di DUE MILIONI DI EURO, in partnership con il comune di Molochio, indirizzato a Servizi e Infrastrutture Sociali di comunità, che prevedeva interventi presso l’ex carcere, il Teatro Gentile e la Contrada Torre.
Si tratta di un importante finanziamento finalizzato a rimuovere situazioni di disagio e fragilità sociale, mediante la messa in opera di nuovi servizi, la realizzazione di infrastrutture sociali, culturali e sportive ed il miglioramento di quelle esistenti.
- FORESTERIA AL SERVIZIO DEL CENTRO ANTIVIOLENZA.
Il silenzio è sceso anche sul finanziamento di DUE MILIONI DI EURO, per la realizzazione, su un terreno confiscato alla mafia, di sei alloggi da adibire a Residenza protetta per donne vittime di violenza.
Il completamento dell’opera dovrà avvenire entro il 31.12.2026, ma la prolungata inoperosità, i ritardi accumulati nelle diverse fasi del procedimento di assegnazione dei lavori, e da ultimo la mancata consegna all’impresa appaltatrice da parte dell’ufficio tecnico, rischiano di fare perdere il finanziamento e di compromettere la realizzazione dell’opera pubblica.
- Villa Comunale e verde pubblico: il fallimento di una gestione incapace
La Villa comunale come simbolo di incuria
Oggi la Villa comunale è diventata il simbolo più evidente del fallimento amministrativo nella gestione del patrimonio collettivo.
Un luogo che ha sempre rappresentato verde, vivibilità e aggregazione sociale, versa oggi, a dispetto delle ingenti risorse pubbliche consumate, in uno stato di indecente abbandono e di progressivo degrado.
L’incuria naturalmente non è frutto del caso: è, invece, la diretta conseguenza di indolenza, di scelte mancate, di assenza di programmazione e più in generale dell’incapacità di amministrare i beni pubblici.
6 IMPERDONABILI ERRORI
NEI LAVORI DELLA VILLA COMUNALE
I lavori di riqualificazione, valorizzazione e tutela del patrimonio botanico e culturale della Villa Comunale – Monumento Nazionale di straordinario valore storico e culturale, che da sempre identifica la nostra cittadina – presentano gravi criticità amministrative, tecniche e gestionali che non possono essere ignorate e che richiedono esaustivi chiarimenti, ad oggi negati.
Il sindaco e la sua maggioranza, dopo avere inutilmente provato a sminuire la gravità dei fatti, non potendo più negare l’evidenza, si sono da ultimo precipitati a proclamare in manifesti murali e volantini che esisterebbe “una polizza fidejussoria da parte dell’impresa appaltatrice proporzionata al valore dell’appalto che consentirà all’Ente di rivalersi per i lavori non eseguiti a regola d’arte”. A prescindere dai legittimi dubbi sull’esistenza di tale polizza – la quale, come l’araba fenice, che ci sia ognun lo dice ove sia nessun lo sa – e sulla concreta possibilità di fare rivalere sull’impresa i danni che derivano dall’inerzia della giunta comunale e dalla negligenza del personale comunale preposto alla direzione e al controllo dei lavori, viene da chiedersi se non sarebbe stato più sensato prevenire gli incalcolabili danni, anziché consentire che venisse deturpato un bene pubblico di inestimabile valore per la soddisfazione di chiedere, poi, il risarcimento.
Considerato, inoltre, che tali danni erano per buona parte conoscibili e conosciuti prima che l’opera venisse collaudata, non sarebbe stato più corretto interrompere le operazioni di collaudo per obbligare l’impresa, com’era suo dovere, a eseguire l’opera e regola d’arte? Perché è stato certificato in tutta fretta (sembra che il collaudo di un’opera così importante si sia esaurito in una sola giornata) che i lavori erano stati eseguiti a regola d’arte se così non era?
- Affidamenti e scelte discutibili
Oltre agli incalcolabili danni arrecati con incredibile disinvoltura al bene pubblico più caro a tutti i Cittanovesi, vengono in rilievo altre irresponsabili scelte della giunta comunale e degli uffici. Tra queste la decisione di affidare i lavori attraverso il criterio del massimo ribasso. La scelta è molto discutibile, in quanto, trattandosi di un intervento destinato ad incidere su un bene pubblico vincolato di inestimabile valore, la qualità delle lavorazioni avrebbe dovuto avere prevalenza sul prezzo.
La mancata adozione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, (attraverso il confronto qualità/prezzo) che ogni amministratore di buon senso avrebbe adottato, ha di fatto annullato il peso della componente tecnica, esponendo l’opera a evidenti e conclamate criticità in termini di qualità e durata.
- Direzione dei lavori: una gestione opaca
A quanto è dato sapere il bando per l’affidamento dell’incarico di Direzione Lavori, prevedeva criteri talmente restrittivi da sconsigliare la partecipazione di aspiranti liberi professionisti e per tale ragione è andato deserto. A ciò è seguito un affidamento interno, ma è ragionevole ritenere che non sia stata condotta alcuna puntuale verifica circa l’esistenza in capo al funzionario designato dei requisiti richiesti nel bando. Non risulta, poi, la costante presenza sul cantiere del Responsabile Unico del Procedimento e del Direttore dei Lavori, e neppure risulta che si sia provveduto a garantire alternative misure di rigoroso controllo e costante verifica per tutta la durata dei lavori.
- Lavori non qualificati su un Monumento Nazionale
Sebbene la Villa comunale costituisca un Monumento Nazionale d’interesse storico-naturalistico, sono state eseguite prestazioni in assenza delle necessarie qualificazioni specialistiche, in aperto contrasto con le norme che impongono competenze elevate e controlli rigorosi quando si interviene su patrimoni storici e ambientali di tale rilievo.
- Cantieri senza controllo
L’assenza di costante vigilanza da parte della Direzione Lavori, che nel complesso si è dimostrata inadeguata al compito affidatole, ha comportato interventi discutibili e risultati insoddisfacenti, tra i quali possono sottolinearsi:
- vialetti interni realizzati senza adeguati standard qualitativi;
- manto erboso dei giardini gravemente danneggiato sebbene sia stato oggetto di reiterati rifacimenti tutti fallimentari;
- impianto di irrigazione con tubi a vista volanti;
- siepi di bosso compromesse;
- pulizia arborea incompleta;
- omesso regolare smaltimento di materiali di risulta e di resti arborei, piante e arbusti, che a seguito di accertamento dei Carabinieri Forestali si è scoperto essere stati abbandonati in maniera illegale presso l’isola ecologica;
- orangerie (serra) ridimensionata e affetta da gravi problemi di impermeabilizzazione;
- sostituzione dei previsti vasi di Seminara con altri esemplari privi di qualsiasi armonia con il contesto ambientale.
- 440 mila euro non utilizzati e restituiti al Ministero
A fronte di un ribasso d’asta che ha generato economie per circa 440.000 euro, l’Amministrazione comunale non ha richiesto l’utilizzo di tali risorse per interventi migliorativi, come invece avvenuto in numerosi altri Comuni. Una scelta incomprensibile – soprattutto se si tiene conto delle condizioni di degrado nelle quali versa la villa comunale – che ha precluso la possibilità di eseguire interventi migliorativi volti alla valorizzazione dell’opera, con conseguente restituzione delle risorse inutilizzate al Ministero.
- Collaudi da chiarire in Consiglio Comunale
Come anticipato, la procedura di collaudo tecnico-amministrativo presenta gravi criticità che meritano un chiarimento formale che fino ad oggi né il Sindaco, né la Giunta, né il RUP (che è anche Responsabile dell’Ufficio Tecnico) hanno ritenuto di dovere fornire.
- Emergenza punteruolo rosso: ritardi, omissioni e silenzi
Altrettanto grave è la situazione legata alla diffusione del punteruolo rosso, che continua indisturbato a distruggere le palme della Villa e del territorio comunale.
Si tratta di un’emergenza nota da anni, che richiederebbe interventi specialistici, tempestivi e continuativi. Eppure, ad oggi:
- non risulta che il Sindaco e la Giunta Comunale abbiano messo in atto un piano di prevenzione e monitoraggio, né una strategia volta a contrastare efficacemente il fenomeno;
- come di consueto si è scelto di intervenire quando il danno si era già verificato.
L’inerzia amministrativa ha già determinato gravi conseguenze e le responsabilità sono ben individuabili in quanto, com’è noto, il Sindaco ha riservato per sé la delega alla manutenzione del verde pubblico.
- Errare è umano, perseverare è diabolico!
Per i lavori di Piazza Calvario si replicano gli stessi errori commessi per la Villa Comunale
Per nulla soddisfatti dei disastrosi risultati conseguiti con l’appalto che ha riguardato la villa comunale, i nostri amministratori hanno deciso di replicare gli stessi errori per l’importante finanziamento di ben 2 milioni 300 mila euro, anche questo ereditato dalla precedente amministrazione, finalizzato alla riqualificazione dell’area compresa tra Piazza Calvario e il belvedere di Piazza Parise.
Anche per questo intervento, come già avvenuto per la Villa comunale, gli attuali amministratori hanno deciso che l’affidamento dei lavori sarebbe dovuto avvenire secondo il criterio residuale del massimo ribasso, senza nessuna attenzione per gli standard qualitativi dell’opera pubblica che si sarebbero potuti agevolmente assicurare utilizzando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, come da noi proposto, l’unico idoneo a garantire il miglior rapporto qualità/prezzo.
Se, poi, l’attività di direzione e controllo dei professionisti incaricati dall’amministrazione (e lautamente retribuiti) dovesse essere pari a quella registrata per i lavori della villa comunale, sul risultato dell’opera le scommesse sono aperte.
- Piazza Croce.
L’abbattimento dei pini, una soluzione sbagliata, palliativa e non risolutiva
Lo scempio perpetrato in Piazza Croce con l’abbattimento di ben quattro pini secolari ha dell’incredibile. Se solo si tiene conto del dispendio di risorse pubbliche sostenuto per affidare a professionista esterno l’incarico di prendere le misure del “muretto” del sindaco, nel disperato tentativo di scongiurarne la dovuta demolizione, risulta decisamente opinabile la temeraria scelta di procedere all’abbattimento di un patrimonio arboreo di indiscutibile valore identitario (l’albero di pino è presente nello stemma del Comune), paesaggistico e ambientale, senza minimamente curarsi di richiedere ad un professionista altamente qualificato e (possibilmente) indipendente l’indicazione di soluzioni alternative.
E’ noto che per giustificare l’abbattimento dei maestosi pini ci si è avvalsi di una relazione interamente copiata, foto comprese, ricavata da un documento pubblicato nel 2020 da Legambiente di Carrara riferito al ben diverso contesto di quella città, senza alcun serio approfondimento in ordine alle possibili valide alternative sperimentabili nel contesto urbano della nostra cittadina.
Al grave pregiudizio arrecato al patrimonio naturale e all’amenità dei luoghi si aggiunge il paradosso contenuto nella relazione del direttore dei lavori nella quale si sostiene che la soluzione adottata non è risolutiva del problema bensì solo palliativa, in quanto, non essendo stata eseguita la completa rimozione dell’intero apparato radicale, “la pavimentazione soprastante potrà subire nuove deformazioni e instabilità”.
Sarebbe anche interessante conoscere dove sia stato conferito tutto il legname e l’uso che è stato fatto.
E’ bene che i cittadini sappiano che per realizzare questo vero e proprio scempio ambientale sono stati sottratti 50 mila euro, previsti nel progetto originario, per interventi riguardanti la Villetta di Via Malombra, il Parco giochi di Via Arno e l’area delle case popolari di via Mattarella, eliminando giochi, panchine, alberi e pali dell’illuminazione che erano stati destinati per questi luoghi.
- Piano Strutturale Comunale: un grande assente
Desta forte preoccupazione l’assenza di notizie sul Piano Strutturale Comunale (PSC). Si tratta di uno strumento urbanistico fondamentale che dovrà disegnare il futuro del paese e che riguarda sviluppo, urbanistica, tutela dell’ambiente, del territorio e qualità della vita.
Nell’ottica di un Piano Strutturale Comunale a consumo di suolo zero, la valorizzazione del patrimonio esistente andrà collegata alle più importanti vie di comunicazione che consentono di raccordare la nostra cittadina con i centri di maggior interesse economico e produttivo e più in generale con i territori verso i quali si devono attuare adeguate strategie di razionale sviluppo. Ci si riferisce sia all’asse Taurianova-Molochio e Polistena-San Giorgio Morgeto e sia, verso a monte, all’asse Canolo-Gerace-Antonimina.
E’ assolutamente necessario che il PSC torni al centro del dibattito pubblico per consentire la piena condivisione della cittadinanza in ogni fase del suo percorso di formazione, non essendo tollerabile che le sorti del paese vengano decise in ambiti ristretti a discapito dell’interesse pubblico e della trasparenza dell’azione amministrativa.
- Gestione del servizio rifiuti: da fiore all’occhiello al grave declino
La precedente amministrazione aveva costruito nel tempo, in piena sinergia con i preposti Uffici comunali, un servizio di raccolta differenziata efficiente e virtuoso, posizionatosi tra i primi dell’intera Calabria. I lusinghieri risultati sono stati conseguiti grazie a:
- una gestione interamente pubblica del servizio;
- investimenti programmati, compresa la predisposizione di un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per il rinnovo del parco mezzi;
- un rapporto di stretta collaborazione tra amministrazione, uffici comunali e cittadini;
- un forte senso civico della popolazione, sostenuto dall’organizzazione del servizio secondo criteri di efficienza;
- tutela dell’occupazione e rispetto della dignità degli operatori impegnati nel servizio.
In meno di due anni l’attuale amministrazione è riuscita a condurre il servizio sulla via di un inesorabile, progressivo e grave declino.
- Gli annunci epici e i solenni proclami della campagna elettorale in ordine all’efficientamento del parco macchine e all’uso di mezzi green, si sono rivelati poco meno di un fuoco di paglia. Anzi importanti risorse pubbliche (circa 100.000 euro) sono state irresponsabilmente sperperate per il noleggio di mezzi inefficienti costringendo gli operatori a lavorare con veicoli insicuri e fatiscenti.
- Il servizio è diventato irregolare e inefficace, il paese è sempre più sporco e le contrade risultano letteralmente abbandonate.
- Il disinteresse per gli operatori del servizio è stato totale, al punto da costringerli ad assumere clamorose forme di protesta perché lasciati senza stipendio.
- Il totale fallimento della gestione ha trovato conferma nell’annunciata intenzione del sindaco e della giunta (delibera G.C. n. 2 del 14 gennaio 2026) di esternalizzare la raccolta differenziata, con tutte le intuibili conseguenze per le tasche dei cittadini e le sorti delle numerose persone attualmente impiegate nel servizio.
- La disastrosa gestione dei Servizi ambientali, per i quali il sindaco ha riservato a sé la delega, è culminata nel sequestro penale dell’isola ecologica comunale, trasformata in sito di stoccaggio illegale di rifiuti in parte provenienti addirittura dal cantiere della villa comunale, che, in quanto prodotti nel corso dei lavori eseguiti in appalto, dovevano essere conferiti a cura dell’impresa appaltatrice in centri di smaltimento autorizzati (sarebbe interessante conoscere se il Direttore dei Lavori, il RUP e il collaudatore abbiano verificato, com’era loro dovere, la documentazione relativa allo smaltimento dei rifiuti, prima di certificare la regolare esecuzione dei lavori).
- Al nostro paese serve un rinnovato clima di coesione sociale
Dopo quasi due anni di amministrazione, il bilancio dell’operato del Sindaco Antico e di quel che rimane della sua coalizione è decisamente negativo.
La cura esclusiva di personalissimi interessi che ha ostacolato il normale lavoro degli uffici e degli stessi organi di amministrazione, gli ingiustificati ritardi che hanno rallentato l’azione amministrativa, le tante scelte discutibili accompagnate dalla mancanza di trasparenza, l’assenza assoluta di una visione strategica, delineano un quadro desolante che certifica il tradimento degli impegni assunti dalla traballante maggioranza nel corso della campagna elettorale.
Se Cittanova conserva ancora una sua vitalità lo si deve all’operosità dei suoi cittadini e all’impegno del ricco tessuto di associazioni. A loro va il ringraziamento del Partito Democratico perché da loro è necessario ripartire per dare vita al cambiamento possibile e per ripristinare condizioni di serenità nella dialettica politica.
Il Partito Democratico, convinto della necessità di ricostituire quel clima di coesione sociale che ha reso la nostra cittadina un riferimento per l’intero comprensorio, invita l’attuale precaria maggioranza ad abbandonare velleitarie corse solitarie e improbabili prove muscolari, dedicandosi finalmente alla cura degli interessi generali della cittadinanza che da circa due anni è stata abbandonata al proprio destino.
È assolutamente indispensabile nell’immediato un deciso e radicale cambio di passo, per ripristinare il rispetto delle regole, nella consapevolezza che l’agire degli amministratori pubblici incontra limiti invalicabili nei principi di legalità, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.
Come Partito Democratico confermiamo il proprio impegno a esercitare un ruolo responsabile, rigoroso e costruttivo, soprattutto di fronte a un’amministrazione che, nei fatti, si è dimostrata inadeguata ad affrontare con visione e competenza le sfide che ha davanti il nostro paese.
La nostra azione sarà sempre improntata alla volontà di tutelare l’interesse pubblico, denunciare inefficienze, ritardi e scelte sbagliate, e allo stesso tempo proporre soluzioni alternative credibili e realizzabili.
Continueremo a svolgere il nostro ruolo con determinazione, trasparenza e senso delle istituzioni, pronti al confronto quando utile ma altrettanto pronti a contrastare decisioni che riteniamo dannose o prive di una reale prospettiva.
L’opposizione che rappresentiamo guarda al presente ma anche al domani, con uno sguardo rivolto al futuro di Cittanova, alla qualità dei servizi, allo sviluppo sostenibile, alla coesione sociale e alle opportunità per le nuove generazioni.
Cittanova merita un’amministrazione all’altezza e un progetto politico capace di restituire fiducia, visione e concretezza ai nostri concittadini”.




