Summit Hospitality, a Lamezia Terme il futuro dell’ospitalità passa da tecnologia, territorio e strategia di destinazione

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Lamezia Terme, 23 febbraio 2026 – Si è chiusa con grande partecipazione la nuova edizione di Summit Hospitality al T-Hotel di Lamezia Terme, che ha riunito albergatori, operatori del turismo, studenti universitari ed esperti del settore per due giornate di confronto su innovazione, revenue management e accoglienza. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere alcuni tra i migliori software presenti sul mercato, con particolare attenzione alle soluzioni di intelligenza artificiale e ai sistemi di revenue management applicati alla gestione quotidiana delle strutture ricettive.

I partecipanti hanno evidenziato il valore concreto dell’evento: non solo formazione, ma strumenti pratici e immediatamente applicabili per migliorare redditività, organizzazione interna e qualità del servizio. Molti studenti universitari hanno espresso grande entusiasmo per l’opportunità di confrontarsi con professionisti e casi reali, vivendo da vicino le dinamiche di un settore in rapida evoluzione. I prodotti calabresi di eccellenza – dall’enogastronomia alle produzioni locali – sono stati protagonisti di degustazioni e momenti di networking, dimostrando come il territorio possa diventare un elemento distintivo dell’esperienza in hotel. La convivialità dell’evento è stata curata da Salvatore Calió e dalla sua RBA Agency, che hanno fatto conoscere ai partecipanti alcune eccellenze locali e non solo: dal gin Caffo al Cinzano, da Lemonier all’Amaro del Capo, con una particolare attenzione al bere responsabile grazie alla proposta di cocktail analcolici di qualità. Presente anche Maragò Caffè, con il suo pregiato caffè al bergamotto, autentica espressione del territorio calabrese.

Nella parte conclusiva, una tavola rotonda ha messo a confronto università, politica, imprenditoria e mondo del Made in Italy, con il coinvolgimento di Calabria Straordinaria, della Casa del Made in Italy e dei rappresentanti del Dipartimento Turismo regionale. Al centro del dibattito: la partecipazione alle fiere con una strategia chiara e prodotti già pronti e vendibili (itinerari archeologici, esperienze uniche, artigianato locale), il turismo lungo tutto l’anno e non solo nei mesi di picco, un maggiore supporto all’incoming strutturato e la valorizzazione dell’artigianato e delle seconde case, oggi ancora poco integrati nell’offerta turistica. Tra le proposte emerse, anche la presenza con interventi in lingua – almeno in inglese – nei grandi appuntamenti internazionali, come la prossima ITB di Berlino, per rafforzare il posizionamento della Calabria sui mercati esteri.

Università e mondo della formazione sono stati indicati come partner fondamentali per sviluppare ricerca, corsi e master dedicati ai destination manager e alle nuove professionalità del turismo, figure da inserire nei dipartimenti comunali e nelle organizzazioni che si occupano di sviluppo turistico. L’obiettivo condiviso è presentarsi alle fiere e sui mercati con proposte strutturate, itinerari pronti e iniziative realmente vendibili, frutto di una sinergia stabile tra istituzioni, imprese, Made in Italy e nuove generazioni di professionisti.

«L’obiettivo di Summit Hospitality è dare agli albergatori e al territorio strumenti, idee e relazioni per crescere in modo strutturato, mettendo insieme tecnologia, strategia e identità locale» dichiara Bruno Strati, co-founder e amministratore di Brainy RMS, società con sede operativa a Palmi e organizzatrice del Summit. «Vogliamo che la Calabria si presenti alle fiere e sui mercati con offerte pronte, itinerari vendibili e un sistema di operatori, istituzioni, studenti e Made in Italy che lavorano nella stessa direzione, con una presenza più forte anche all’estero, a partire da eventi come l’ITB di Berlino».

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