Rigassificatore nel porto di Piombino. Valutazione metodologica e compatibilità territoriale. La relazione di Giovanni Tonini. Rigassificatore nel porto di Piombino. Valutazione metodologica e compatibilità territoriale. La relazione di Giovanni Tonini.

Rigassificatore nel porto di Piombino. Valutazione metodologica e compatibilità territoriale. La relazione di Giovanni Tonini.

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Giovanni Tonini

Il documento che segue è un’analisi tecnica indipendente del Piano di Emergenza Esterna relativo alla presenza operativa della nave rigassificatrice “Italis LNG” nel porto di Piombino. Non è un atto politico. Non è un’opinione. È una verifica metodologica. Quando si parla di infrastrutture classificate a rischio rilevante, la questione non è stabilire se un evento sia “probabile” o “improbabile”. La normativa europea in materia non si fonda su rassicurazioni, ma su dimostrazioni. La compatibilità tra un impianto industriale e un contesto urbano deve essere tecnicamente provata, non semplicemente presunta. Il rapporto evidenzia che alcune componenti fondamentali della valutazione — dalla base meteoclimatica agli scenari incidentali, dalla modellazione delle conseguenze alla resilienza del sistema territoriale — richiedono una dimostrazione esplicita e aggiornata. In assenza di tale dimostrazione, non è possibile affermare che la compatibilità territoriale sia stata tecnicamente comprovata.

Questo non significa affermare che il Piano sia illegittimo o errato. Significa affermare che, in un contesto urbano portuale ad alta densità funzionale, la sicurezza collettiva non può essere affidata a ipotesi non esplicitate, o a verifiche non pubblicamente documentate. La sicurezza non è un’opinione e non è una promessa. È un processo dimostrabile. Ed è su questo terreno — quello della dimostrazione tecnica — che il documento si colloca. L’intento è offrire alla comunità strumenti di comprensione e favorire un confronto fondato su dati, metodo e trasparenza.

SINTESI ESECUTIVA

Il presente rapporto analizza l’eventuale adeguatezza metodologica del Piano di Emergenza Esterna relativo alla presenza operativa di una FSRU nel porto di Piombino, con particolare attenzione alla robustezza delle ipotesi di base, alla rappresentatività dei dati meteoclimatici, alla completezza dello spettro degli scenari incidentali, all’integrazione safety-security e alla compatibilità territoriale in contesto urbano portuale.

La documentazione esaminata presenta coerenza interna rispetto alle ipotesi assunte e agli scenari modellati. Tuttavia, alla luce della letteratura tecnica internazionale e dei benchmark metodologici più avanzati, risulta assolutamente necessario integrare e dimostrare in modo esplicito una serie di elementi strutturali che incidono direttamente sulla validità dell’analisi e sulla dimostrazione della compatibilità territoriale.

Questo documento non assume la non esistenza di eventuali analisi riservate o non pubblicate. L’analisi è limitata alla documentazione resa disponibile e ai materiali tecnici consultabili.

1. SCOPO E PERIMETRO DELL’ANALISI

Il rapporto ha lo scopo di:
– esaminare la completezza metodologica del Piano di Emergenza Esterna relativo alla FSRU in porto di Piombino;
– verificare la conservatività delle ipotesi di rilascio;
– valutare la rappresentatività della base meteoclimatica utilizzata;
– confrontare l’impianto modellistico con la letteratura tecnica internazionale;
– analizzare la compatibilità territoriale in contesto urbano portuale.

L’analisi è condotta su:
– Piano di Emergenza Esterna e relativi allegati tecnici1;
– planimetrie, inviluppi, scenari top event, tabelle incidentali1;
– analisi meteoclimatica allegata1;
– documentazione cartografica relativa a distanze e viabilità1;
– letteratura tecnico-scientifica di riferimento2—7.

2. BASE METEOCLIMATICA E RAPPRESENTATIVITÀ DEGLI INPUT

L’analisi meteoclimatica allegata al PEE risulta fondata su dati riferiti al biennio 2007–2008 con redazione 20091, quindi elementi registrati quasi 20 anni prima della redazione del documento in esame.

La modellazione di dispersione del LNG è notoriamente sensibile a:
– velocità e direzione del vento;
– stabilità atmosferica;
– turbolenza locale;
– condizioni di stratificazione termica.

La letteratura tecnica evidenzia come variazioni anche moderate di tali parametri possano modificare significativamente l’estensione e la distribuzione delle concentrazioni di gas3.

Negli ultimi anni l’area tirrenica ha mostrato crescente variabilità meteoclimatica, con incremento della frequenza di eventi convettivi intensi, raffiche improvvise e fenomeni temporaleschi severi.
Alla luce di tali elementi, risulta tecnicamente necessario:
– aggiornare la base anemologica su serie temporali recenti e statisticamente rappresentative;
– eseguire analisi di sensitività su combinazioni vento–stabilità–turbolenza;
– verificare formalmente la conservatività delle condizioni meteo assunte nei modelli di-spersionali.

La valutazione della capacità di disormeggio della nave rigassificatrice in condizioni meteo-marine severe richiede dimostrazione tecnica esplicita delle ipotesi assunte, in particolare per quanto riguarda:
– velocità del vento limite;
– configurazione di ormeggio;
– operatività dei rimorchiatori in assetto di spinta laterale su fiancata libera.

L’aggiornamento della base meteoclimatica, che può essere facilmente realizzata riferendosi ai dati storici registrati sulle stazioni locali, costituisce elemento strutturale per garantire la robustezza scientifica della modellazione delle conseguenze.

3. SPETTRO DEGLI SCENARI E PROVA DI CONSERVATIVITÀ

Gli scenari incidentali riportati nel PEE producono inviluppi di danno coerenti con le ipotesi di rilascio considerate1.

Il punto metodologico centrale non riguarda la correttezza formale dei calcoli, bensì la dimostrazione che le ipotesi adottate rappresentino l’evento massimo credibile nel contesto portuale urbano.

La letteratura distingue chiaramente tra:
– worst case teorico;
– maximum credible event, fondato su plausibilità tecnica e barriere effettive3.

Ulteriore elemento di riferimento metodologico è costituito dagli studi condotti da Sandia National Laboratories8 nell’ambito dell’analisi dei rischi associati a rilasci di grandi quantità di gas naturale liquefatto su acqua.
In tali studi, relativi a scenari severi di pool fire conseguenti a rilasci significativi di LNG, l’impatto termico modellato può estendersi a distanze superiori al chilometro, con potenziale innesco di incendi secondari in presenza di adeguato carico combustibile ambientale.

La richiamata letteratura internazionale non è automaticamente trasferibile al caso specifico di una FSRU ormeggiata in ambito portuale urbano, poiché la propagazione dell’irraggiamento termico dipende in modo determinante dalla massa rilasciabile, dalle modalità di rottura ipotizzate, dalle condizioni meteo-marine e dalla configurazione geometrica del contesto.
Tuttavia, in presenza di riferimenti tecnico-scientifici che contemplano scenari di estensione significativamente superiore al chilometro, risulta metodologicamente necessario esplicitare le ragioni per cui, nel caso in esame, l’inviluppo di danno termico sia contenuto entro valori sensibilmente inferiori, fornendo adeguata dimostrazione della conservatività delle ipotesi assunte.

In assenza di esplicitazione documentale della prova di conservatività, risulta tecnicamente necessario richiedere:
– indicazione della massa massima realisticamente rilasciabile in scenari severi;
– durata del rilascio in condizioni conservative;
– analisi di sensitività sui parametri principali;
– dimostrazione che gli scenari modellati coprano l’intero spettro degli eventi credibili nel contesto specifico.

La prova di conservatività è elemento strutturale della validazione metodologica.

4. COLLISIONE E VULNERABILITÀ STRUTTURALE

Uno studio peer-reviewed del 2023 analizza il comportamento del sistema di contenimento del carico delle metaniere LNG in risposta a impatti dinamici, evidenziando vulnerabilità strutturali delle membrane criogeniche5.
Ulteriori ricerche del 2024 introducono approcci di Advanced Cryogenic Risk Analysis che integrano:
– simulazioni CFD di rilascio e dispersione;
– analisi strutturale FEM;
– indicatori probabilistici di rischio individuale4.

Questi riferimenti dimostrano che la vulnerabilità sotto impatto è fenomeno analizzabile e modellabile con metodi quantitativi avanzati.

In un porto urbano con traffico continuo e operazioni di affiancamento, una modellazione dedicata di collisione ad alta energia e verifica strutturale appare tecnicamente necessaria per dimostrare la completezza dello spettro credibile.

5. QUANTITATIVE RISK ASSESSMENT E RISCHIO SOCIETARIO

Il progetto europeo SUPER-LNG descrive un impianto QRA strutturato che integra:
– hazard identification;
– event tree e fault tree;
– integrazione frequenza–conseguenza;
– curve FN e iso-risk contours2.

Tale punto di riferimento evidenzia che la sola rappresentazione di distanze di danno non costituisce di per sé una dimostrazione completa di compatibilità territoriale.
Nella documentazione esaminata non emerge, in modo esplicito e sistematico, una rappresentazione completa di rischio individuale e societario limitatamente al materiale reso disponibile1.
L’adozione o pubblicazione di una sintesi QRA integrata risulta necessaria per una dimostrazione metodologicamente robusta.

6. LEZIONI TECNICHE DALLA STORIA INCIDENTALE LNG

Le analisi di settore evidenziano che:
– la nube visibile non coincide necessariamente con l’area infiammabile effettiva6;
– in ambiente aperto lo scenario più plausibile è il pool fire con irraggiamento predominante3;
– sovrapressioni elevate richiedono condizioni di confinamento specifiche6.

Questi elementi confermano l’importanza di una modellazione aderente alla fisica del fenomeno e basata su condizioni ambientali rappresentative.

7. CLASSIFICAZIONE PER HAZARD E COMPLETEZZA DELLA MATRICE DI RISCHIO

La gestione del rischio LNG si fonda su una classificazione sistematica dei pericoli (hazard), tra cui:
– rilascio criogenico;
– dispersione di nube;
– pool fire;
– sovrapressione;
– danni criogenici ai materiali;
– hazard secondari ed effetti domino7.

In contesto portuale urbano, caratterizzato da prossimità a funzioni civili e attività industriali, la verifica esplicita della copertura di tali categorie è di vitale importanza.
L’assenza di una dimostrazione documentale chiara della copertura integrale costituisce un elemento di criticità metodologica nella valutazione complessiva.

8. ASSETTO TERRITORIALE, VIABILITA’ E RESILIENZA OPERATIVA

Le planimetrie evidenziano:
– collocazione dei centri operativi;
– accessi e viabilità;
– prossimità a insediamenti civili e attività industriali1;
– che il sistema di evacuazione del centro urbano risulta strutturalmente incardinato su un’unica direttrice primaria di deflusso. Tale configurazione, in termini di ingegneria della sicurezza e pianificazione della protezione civile, è assimilabile a una condizione di single point of failure infrastrutturale.
In assenza di percorsi alternativi indipendenti e funzionalmente separati, l’intero meccanismo di evacuazione risulta subordinato alla piena operatività di una sola infrastruttura lineare. L’eventuale compromissione della suddetta direttrice – per effetti diretti dell’evento incidentale, per fenomeni indotti o per congestione – potrebbe incidere in modo significativo sulla capacità di allontanamento della popolazione esposta, riducendo il margine di sicurezza operativo del sistema territoriale.
Nei sistemi critici ad elevata esposizione collettiva, il principio di ridondanza costituisce elemento fondamentale di resilienza. In un contesto caratterizzato dalla prossimità tra sorgente di rischio e tessuto urbano, la dimostrazione della compatibilità territoriale non può prescindere da una valutazione esplicita della robustezza del sistema di evacuazione e della sua effettiva capacità di funzionamento in scenari complessi.

In scenari complessi con meteo avverso e traffico attivo, la resilienza dipende quindi da:
– ridondanza dei percorsi;
– mantenimento dei corridoi emergenziali;
– coordinamento tra enti.

La presenza di funzioni civili e industriali limitrofe rafforza la necessità di valutazione esplicita di effetti domino.

L’assetto viario così configurato costituisce pertanto un elemento strutturale che deve essere oggetto di specifica dimostrazione nell’ambito della valutazione del rischio territoriale e della compatibilità dell’installazione con il contesto urbano circostante.

9. INTEGRAZIONE SAFETY-SECURITY

Nel quadro attuale di protezione delle infrastrutture critiche, risulta metodologicamente necessario integrare analisi safety accidentale e valutazione security.

Nella documentazione pubblicamente disponibile non emerge una trattazione strutturata e integrata di scenari combinati, limitatamente al materiale accessibile1.

L’integrazione safety–security costituisce elemento essenziale della resilienza comples-siva.

10. CONCLUSIONI

La documentazione esaminata presenta coerenza tecnica rispetto alle ipotesi adottate.
Tuttavia, alla luce delle evidenze tecniche e della letteratura scientifica richiamata, risulta assolutamente necessario integrare e dimostrare in modo esplicito:
– aggiornamento meteoclimatico su base statistica recente1;
– prova documentale della conservatività delle ipotesi di rilascio3;
– modellazione collisione e verifica vulnerabilità strutturale5;
– adozione o pubblicazione di QRA completo con rischio individuale e societario2;
– copertura integrale delle categorie di hazard inclusi effetti domino7;
– integrazione strutturata safety–security1.

Tali elementi non costituiscono perfezionamenti accessori, bensì componenti strutturali indispensabili per garantire la robustezza metodologica dell’analisi e la piena dimostrazione della compatibilità territoriale in contesto portuale urbano.

La compatibilità territoriale, in presenza di prossimità tra sorgente di rischio e tessuto urbano, richiede dimostrazione esplicita della robustezza del sistema nel suo complesso, inclusi gli elementi infrastrutturali di evacuazione.
In assenza delle integrazioni sopra richiamate, la compatibilità territoriale dell’installazione non risulta tecnicamente dimostrata sulla base della documentazione disponibile.

Di Giovanni Tonini

NOTE BIBLIOGRAFICHE

1. Piano di Emergenza Esterna FSRU Piombino e allegati tecnici.
2. SUPER-LNG, Risk Management for LNG in Ports, Interreg ADRION Project, 2022.
3. Ditali S., Fiore R., A realistic assessment of LNG hazards and consequences of release scenarios, CISAP3, AIDIC.
4. Nubli H. et al., Advanced Cryogenic Risk Analysis, Process Safety and Environmental Protection, 2024.
5. Jeon S.-G. et al., Impact failure characteristics of LNG carrier cargo containment system, International Journal of Mechanical Sciences, 2023.
6. Gexcon, Key lessons from LNG incidents for safer operations.
7. Gexcon, The 7 essential hazards in LNG facilities.
8. Sandia National Laboratories, Guidance on Risk Analysis and Safety Implications of Large Liquefied Natural Gas (LNG) Spills Over Water, SAND2004-6258, U.S. Department of Energy, 2004.

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