L’ Associazione “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” continua i suoi appuntamenti settimanali e la sua programmazione seguendo i principali avvenimenti e ricorrenze internazionali proponendo la quarta edizione “Donne al centro…tra servizio, tutela, introspezione e senso della Vita”.
Giuseppe Livoti in apertura dell’evento, ha ricordato come oggi più che mai si sente la necessità di raccontare storie di donne che vivono la loro vita in un mondo sommerso, non con modalità eclatanti ma, donne, che lavorano per il bene comune, nella società, nel mondo istituzionale e nel volontariato. Una conversazione che è servita a raccontare cosa le donne oggi fanno, nel silenzio e con passione nell’ area metropolitana e magari cosa si potrebbe fare ancora di più con l’aiuto della collettività.
Il tema “Give to Gain” (Dare per Guadagnare), promuove l’impegno concreto per la parità di genere, l’empowerment femminile e il lavoro ed i punti salienti del 202 sono “dare per guadagnare” (Give to Gain), incoraggiando azioni concrete, volontariato e supporto per le cause femminili ed una forte enfasi sulla parità nel mondo del lavoro, l’emancipazione femminile (empowerment) e la necessità di creare un “pianeta 50-50”. La manifestazione ha commentato Livoti rientra nell’ambito della Giornata Internazionale che nel 1977 vede un riconoscimento formale dell’Onu, con l’istituzione della Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale. Negli anni Ottanta in Italia, fino al 1996, lo stupro era considerato reato contro la morale e non contro la persona. Era quindi la violenza sessuale uno dei temi più sentiti durante le giornate di lotta. Successivamente il senso sociale e simbolico di questa data sembrò affievolirsi, ma, gli ultimi esiti di vari accadimenti hanno posto la donna al centro del dibattito sociale, politico, istituzionale. In anni più recenti il movimento Non una di meno, nato in Argentina, ha restituito forza simbolica a questa data: nel 2017 è stato proclamato per la prima volta uno sciopero globale e manifestazioni contro la violenza di genere, il machismo, le diseguaglianze che ancora sono vive nella società e in modo differente in tutto il mondo.
Anna Bellantoni Presidente AMI – Avvocati Matrimonialisti Italiani Distretto di Reggio Calabria e Consigliera Comitato Pari Opportunità presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rc sin da subito si è soffermata sull’AMI – Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani che è l’associazione italiana per la formazione professionale multidisciplinare, sia di base che di aggiornamento professionale più attiva in Italia. Vanta di numerosi soci sostenitori come psicologi, medici psichiatri, mediatori familiari, sociologi, pedagogisti, assistenti sociali e insegnanti e oggi far parte dell’AMI significa contribuire attivamente a questo grande progetto sempre più in crescita ed importanza nazionale. In questi ultimi mesi ha continuato il noto avvocato, abbiamo siglato vari protocolli d’intesa tra cui quello con il Comune di Villa San Giovanni, che è anche capofila di molti comuni – ben 14 – con i quali cerchiamo di lavorare in rete affinché, appunto, come associazione di categoria chiamata alla tutela delle vittime di violenza ed a dare un contributo fattivo all’intera comunità. Noi con questi sportelli aperti anche a S. Eufemia d’Aspromonte e prossimamente a Reggio Calabria nei pressi di piazza Castello, offriremo un supporto di tipo legale e gratuito e di tipo psicologico attraverso dei professionisti specializzati e nei luoghi preposti anche all’interno dell’Ambito 14. Luoghi intimi e discreti che sono aperti in determinati giorni e con personale disponibile all’utenza, garantendo un posto protetto e sicuro per tutti coloro che vorranno usufruire di questo servizio, cercando dove è possibile di abbattere il muro del silenzio ma soprattutto incoraggiando le vittime a denunciare.
Enza Pecora Dirigente Psicologa – Psicoterapeuta ASP RC e vice presidente Ass. Cuore di Medea ha parlato della sua esperienza nel territorio metropolitano rilevando come purtroppo le donne oggi iniziano a denunciare soprusi dai 35 anni in su, dato inversamente proporzionale ad un tempo in cui l’età si alzava ai 50 anni. Tante denunce vengono fatte e ultimamente l’area da dove ne arrivano di più è quella ionica. Inoltre la dottoressa Pecora si è soffermata anche sul suo ruolo di vice presidente di una associazione che si rivolge alle donne e a tutti coloro che, vittime incolpevoli di questi abusi e comportamenti criminosi, sono alla ricerca di una giusta tutela che li possa far sentire protetti e nello stesso tempo permetta loro di uscire da quel limbo di anonimato che per troppo tempo ha nascosto una società corrotta e malata. Oggi io testimonio con il mio lavoro su più fronti molte situazioni di donne e delle loro problematiche, di valori ed aspetti di identità e di disagio, proprio per questo, ogni giorno sono a contatto con donne in difficoltà che meritano di essere informate e di una presenza psicologica. Un servizio aperto a donne, mamme, figli, sorelle ad essere invisibili e smarriti che vivono anche di disagio socio economico e di vergogna.
Intima e personale la storia di Caterina Filippone Muscatello presidente Associazione Donatori di Sangue per il Paziente Emopatico ADSPEM FIDAS la quale ha ricordato come all’età di 40 anni entra in contatto con il mondo dell’ematologia grazie al compianto prof. Alberto Neri ematologo di grande prestigio e fondatore anche della sezione AIL di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Sono presidente storica dell’Adspem che nasce da un primo nucleo di Donatori di sangue dell’A.I.L. (Associazione Italiana contro le Leucemie) si costitui’ legalmente, nel 1992, l’A.D.S.P.E.M. (Associazione donatori di sangue per il paziente emopatico). L’associazione ha continuato la Muscatello è regolarmente iscritta al Registro Regionale del Volontariato e al Registro Comunale del Volontariato. Dal 1996 fa parte della F.I.D.A.S. (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue). Opera presso il S.I.T. (Servizio di Immunoematologia e Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Bianchi – Melacrino – Morelli di Reggio Calabria) ed i volontari Adspem Fidas sono costantemente impegnati in prima linea nella scrupolosa opera di: diffusione della cultura della donazione del sangue, tutela della salute del donatore, controllo del buon uso del sangue. Notevolissima nel tempo è stata la crescita del numero di donatori periodici iscritti all’Adspem Fidas dal 1992 ad oggi, così come il numero delle donazioni. Da un nucleo attivo iniziale di circa 300 donatori, sono oggi oltre 3000 coloro che periodicamente effettuano una donazione di sangue ma, purtroppo oggi più che mai ha denunciato la presidente Muscatello c’è poca attenzione alla donazione. Occorre dunque costruire un nuovo senso del volontariato ma quello attivo che coinvolga i giovani e la società comprese le istituzioni.
Durante la serata anche un momento che ha visto una lettura “poetica, artistica e dunque simbolica della donna” attraverso testimonianze poetiche visive ed artistiche con la presenza di poeti ed artisti delle Muse che hanno raccontato “storie caratteriali di donne” trasportate su tela e descritte con versi attraverso l’illusione della comunicazione. Ognuno di loro ha trasposto una parola per descrivere la donna oggi per una analisi condivisa di ruoli e diversità. Hanno aderito Francesca Avenoso, Margherita Battaglia, Cristina Benedetto, Patrizia Crupi, Tina Nicolo’, Francesca Perina, Francesca Triolo, Anna Frascati, Giovanni Milasi, Luigi Barberio, Teresa Celestino, Francesco Ravenda.

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