Teo Intelligence. In Iran si sta svolgendo una guerra escatologica tra le tre religioni abramitiche.

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Bando alle chiacchiere in merito alle fake news. In Iran non si sta svolgendo una guerra per il petrolio, semmai sarà il bottino di guerra, ma più banalmente è una guerra escatologica di carattere spirituale su chi si crede di essere il protagonista, in competizione con altri, in questa fine dei tempi profetati in riferimento alle rispettive sacre scritture. Trump (cristiano evangelico con una forte componente cattolica nella sua amministrazione, che attende il ritorno di Cristo come descritto nel libro dell’Apocalisse) l’Ayatollah in Iran (sciita duodecimano che attende la ricomparsa del Dodicesimo Mahdi) e Netanyahu (ebreo sionista revisionista che attende la venuta del Messia) sembrano formare una triade investita da una missione messianica.

Per Trump e il suo entourage cristiano, questo tempo è la parusia che precede la seconda venuta del Messia Cristo in spirito, descritta nell’Apocalisse; per Netanyahu è l’attesa del Messia in corpo descritta nel Talmud e nella Bibbia ebraica, in particolare nei passi di Ezechiele, Isaia, Geremia, Zaccaria e Sofonia; per l’Ayatollah, è il tempo della Summa e del Corano, con una visione escatologica sciita in attesa dell’ultimo Messia, il Mahadi, scomparso nell’874 d.C., occultandosi nel Mausoleo di al-Askariya nella città irachena di Samarra. La cupola dorata del mausoleo è stata distrutta dalle bombe lo scorso febbraio, ma la Porta dell’Occultamento è rimasta intatta. Da oltre un millennio gli sciiti attendono il ritorno del Mahadi e, con lui, la fine dei tempi.

Nel Libro di Zaccaria si afferma che alla fine dei giorni Gerusalemme sarà il campo di battaglia tra Gog e Magog. L’interpretazione attuale di Trump e Netanyahu li porta a credere che Gog sia l’Ayatollah e Magog sia l’area Iran-Libano-Yemen-Gaza, che sono i principali focolai sciiti fomentati rispettivamente dalle Guardie Rivoluzionarie, dai paramilitari di Hezbollah, dalle milizie Houthi e dai soldati di Hamas, nonché da numerosi militanti terroristi sparsi in missioni segrete in Europa e negli Stati Uniti, pronti ad agire con attentati al primo segnale iraniano, qualora riuscissero a lanciarlo.

Ma la guerra in corso sta segnando una sconfitta epocale per l’Iran, nonostante ciò che affermi la stampa occidentale, concentrata nel diffondere paure da teorie del complotto su una ennesima terza guerra mondiale, annunciata decine di volte a ogni scoppio di petardo natalizio, piuttosto che documentare la razionale evoluzione di due giganti militari contro una nazione sciita ben armata ma ormai irrilevante e in declino. L’unica variabile rimane l’imponderabile, come in tutte le cose di questo mondo.

In questo caso, l’imponderabile potrebbe ritrovarsi nello sviluppo segreto di un’arma nucleare iraniana, oppure di un missile tecnologicamente avanzato rimasto segreto, e il tutto darebbe fondamento ai timori degli Stati Uniti. Oppure, più semplicemente, una variabile imponderabile in grado di ribaltare, nel bene o nel male, l’attuale coalizione basata sugli Accordi di Abramo, o una reazione interna alla Cina che minerebbe l’attuale equilibrio di potere mantenuto dal prudente Xi Jinping; infine, l’imponderabile in assoluto.

Nei precedenti conflitti succedutisi in quella regione mediorientale, con il senno di poi possiamo dire che l’imponderabile era l’ISIS, il Daesh e i vari terroristi islamici, che non erano una creazione spontanea, ma una realtà sostenuta e finanziata dalle potenze occidentali, utilizzate proprio per prolungare “guerre infinite”, per occulti interessi globalisti.

L’Iran è destinato a fallire la sua missione escatologica sciita anche perché, viste le condizioni attuali, il dodicesimo Imam Mahadi non si è fatto vivo, e questo è un dato di fatto. Tra l’altro, i Pasdaran nel corso delle manifestazioni ripetevano lo slogan «O Dio, custodisci tra di noi Khomeini fino al ritorno del Mahdi», stesso mantra per il successore Khamenei, che non è stato “custodito” per via delle bombe USA. L’Iran sta pagando il peccato originale di una spaccatura all’interno del mondo islamico con la nascita della minoranza sciita, che si è sempre isolata e chiusa nel proprio mondo religioso, sopravvivendo grazie al terrore e alla repressione della propria popolazione, che storicamente si è sempre ribellata alla corrente sciita.

L’escatologia sciita è, per certi aspetti, simile al cristianesimo, riconoscendo Gesù, chiamato Isà, che, secondo la loro visione, è preceduto dall’Anticristo (per gli sciiti, identificato con il Messia ebraico), seguito dalla venuta di Gesù che scaccia e sconfigge l’Anticristo. Tutto ciò avrebbe dovuto preannunciare l’arrivo del loro Mahdi. In virtù di questo sentirsi invasati profeticamente e divinamente, come gli unti ortodossi discendenti dopo la morte del profeta Maometto, tramite Alì suo cugino e genero, provocando lo scisma del 632 d.C., nascendo il secondo ramo sunnita che si è espanso in circa l’90% del mondo musulmano, seguaci della discendenza di Abu Bakr, suocero del profeta.

Ritornando ai tempi attuali, l’Ayatollah, l’Assemblea degli Esperti che lo hanno eletto e i Pasdaran, hanno perso la ragione a causa degli effetti dirompenti degli Accordi di Abramo, promossi da Trump durante il suo primo mandato. Si tratta di un patto lungimirante siglato tra paesi mediorientali per portare la pace nella regione, una “mission impossible” che ha sfidato le profezie popolari andando controcorrente rispetto alle visioni apocalittiche, intervenendo con il libero arbitrio positivo, quello gradito al Dio di Abramo e dei suoi discendenti: il ramo di Ismaele partorito dalla serva egizia Agar, il quale in seguito ispirò l’Islam, e del secondogenito Isacco avuto con la moglie Sara il quale, ispirò il Cristianesimo e l’Ebraismo. Le tre religioni si definiscono abramitiche proprio per queste comuni origini patriarcali.

L’Iran ha rifiutato ad accettare gli Accordi di Abramo perché questi contraddicono le sue profezie sciite, che non prevedono un patto tra i paesi islamici del Golfo Persico e Israele, smentendo quindi l’escatologia sciita. In Iran, dopo gli ultimi anni di intensi attacchi terroristici da parte di Hamas, Hezbollah e Houthi, tutto era pronto per l’attacco finale contro Israele, l’Occidente cristiano e gli Stati Uniti. Questi ultimi, tuttavia, hanno anticipato la situazione, scatenando l’attuale guerra preventiva. Questa guerra è diretta solo contro l’Iran e non contro l’intera regione che si sarebbe schierata dalla parte dell’Iran se gli Accordi di Abramo non fossero stati sottoscritti, creando così un conflitto regionale estremamente pericoloso.

La differenza tra le guerre provocate e/o sfruttate dai precedenti presidenti statunitensi e questa di Trump, sta nel fatto che i primi hanno fomentato guerre con false prove all’ONU, mostrando Colin Powell una fiala di antrace come pretesto per invadere l’Iraq, innescando così la strategia delle guerre infinite dopo l’11 settembre 2001, il cui attacco alle Torri Gemelle rimane avvolto nello stesso mistero della falsa fiala. Trump, d’altro canto, si distingue perché sta ponendo fine alla guerra in Iran, fomentata per 47 anni dai suoi predecessori, con l’aggravante dell’ormai elevato rischio di contaminazione da parte del terrorismo sciita ad organizzazioni terroristiche, non più tollerabile per la sicurezza internazionale.

Il destino non è stato favorevole alla causa sciita iraniana, ritrovandosi in un capovolgimento delle profezie che sta decretando la fine della Teocrazia ortodossa sciita, a tutto vantaggio della maggioranza islamica dei sunniti moderati. Se si è discendenti dallo stesso ramo abramitico, non è tollerabile che un secondo caso Caino (Iran Sciita), possa ripetere l’uccisione del fratello Abele (Ebrei e Cristiani).

Adesso si sta assistendo alla fase successiva dello scontro finale tra ebrei e cristiani dove Netanyahu e Trump sono amici solo all’apparenza. L’alleanza tra sionisti messianici e sionisti cristiani è al tempo stesso interessante e macabra, un cammino uniti sottobraccio nell’ultimo miglio escatologico, ognuno intento a superare in astuzia l’altro. I sionisti cristiani (USA) sostengono e incoraggiano i sionisti messianici ebrei (Israele) e la contraddizione ha una macabra spiegazione il cui unico scopo è quello di fare adempiere le profezie delle Sacre Scritture, nelle quali si afferma che la venuta di Cristo è preceduta dall’apparizione del Messia, l’unto degli ebrei. In realtà, questo Messia è, per i sionisti cristiani, l’Anticristo profetizzato nel Libro dell’Apocalisse, la cui venuta preannuncia il ritorno di Cristo.

Ritornando al conflitto escatologico attuale, il popolo iraniano è fortemente oppresso e chiede alla comunità internazionale di essere liberato come lo fu l’Europa dal nazismo, una dittatura non dissimile dalle ambizioni iraniane degli ayatollah. Presto, nuove proteste di piazza si prevede che diventeranno inarrestabili, infliggendo il colpo di grazia a questo gruppo di criminali, ben camuffati e armati dietro il credo sciita.

Chi può salvare il salvabile in questa intricata situazione escatologica? Papa Leone XIV è attualmente l’unico spiritualmente credibile nel chiedere la pace, sebbene il Catechismo della Chiesa Cattolica, nella sua pragmatica realtà riguardo alla proporzionalità della legittima difesa, affermi al punto 2309, che “l’uso delle armi non deve produrre mali e disordini più gravi del male da eliminare”. In breve, i mercanti del Tempio devono essere decisamente espulsi di fronte al genocidio di 42.000 giovani civili, massacrati dal regime iraniano negli ultimi mesi.

Restiamo attenti, dal punto di vista escatologico, agli eventi finali che si susseguiranno tra l’attesa di un Messia ebreo o cristiano, con uno scontro che sarà la battaglia finale di Armageddon. Secondo la visione biblica sarà la finalissima di una partita per il primo e il secondo posto nella storia spirituale, di una volontà di Dio che, in Abramo e nei suoi discendenti, ha posto il libero arbitrio per affermarsi e realizzare un piano per una terra promessa agli ebrei e di una Gerusalemme celeste per i cristiani. La matrice bipartisan è ben predisposta sia per l’inganno che per la vittoria: godetevi lo spettacolo.

Antonio Leonardo Montuoro. Analista di Teo Intelligence.

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