Migrante morto a Nicotera, il Comune di Dasà apre le porte del suo cimitero per accogliere la salma del giovane Migrante morto a Nicotera, il Comune di Dasà apre le porte del suo cimitero per accogliere la salma del giovane

Migrante morto a Nicotera, il Comune di Dasà apre le porte del suo cimitero per accogliere la salma del giovane

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Un paradosso burocratico, un passaggio di responsabilità, un vero scandalo istituzionale che umilia uno Stato civile. È questa la fotografia impietosa di una vicenda che ha dell’assurdo.

Al centro del caso Jabbie Lamin, 21 anni, originario del Gambia, ospite del Centro accoglienza straordinaria (Cas) di Nicotera. Il poveretto era morto, travolto da un pullman di linea, il 9 marzo scorso, sulla strada provinciale 35 che collega Nicotera alla frazione Marina, ma, dopo quasi venti giorni, il suo corpo giace ancora nell’obitorio dell’ospedale di Vibo Valentia dove era stato portato, subito dopo il tragico incidente, per l’autopsia disposta dalla Procura. (https://mediterraneinews.it/2026/03/09/incidente-mortale-a-nicotera-muore-un-giovane)

A sollevare il caso è stato Enzo Comerci (Opposizione Civica), che ha inviato una nota formale al Comune di Nicotera, nonché, per conoscenza, al prefetto di Vibo Valentia. “Gli amministratori di palazzo Convento – afferma – non vedono, non sentono, non fanno. Pare che il Comune non sia in condizione nemmeno di assicurare un loculo o una fossa nel proprio cimitero”.

Non è tardata la replica del sindaco Giuseppe Marasco il quale ha sottolineato che in Comune non sarebbe giunta alcuna richiesta riguardo il giovane deceduto, ma “siamo pronti a intervenire – dichiara –se ne sussistono le condizioni, come abbiamo fatto altre volte in passato. Come Comune siamo disponibili a fornire un loculo e a coprire le spese. Va verificato che il centro di accoglienza non abbia esso stesso obblighi in caso di malattia o morte dei migranti che ospita”.

Non sono rimasti immobili di fronte all’impasse burocratico, invece, il Comune di Dasà e il suo sindaco, Raffaele Scaturchio. Il piccolo centro vibonese, infatti, ha bypassato lungaggini e cavilli e ha aperto le porte del proprio cimitero comunale, dove esiste la disponibilità di posti, offrendo una soluzione concreta là dove la burocrazia ha lasciato solo vuoti. “Si tratta di una scelta ispirata a ragioni di umanità – affermano gli amministratori –, rispetto e responsabilità istituzionale. A ogni persona deve essere garantita una degna sepoltura”. Il primo cittadino, confermando la disponibilità a procedere con la tumulazione, disegna il profilo di una pubblica amministrazione più pratica e umana, che sceglie di scendere sul terreno del problema reale anziché rifugiarsi dietro ai muri delle procedure formali rompendo il solito schema di grovigli di carte, competenze sovrapposte e autorità che si scaricano a vicenda le colpe.

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