Una mattonella ricorda Luigi Mamone: il vate della Valle del Marro

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A Taurianova nel corso della Giornata della Poesia, è stata inaugurata  la “Via dei Poeti”,  un percorso poetico , un’ installazione molto originale  prodotta attraverso la posa definitiva e permanente, lungo il perimetro esterno della biblioteca Renda, di una serie di mattonelle recanti versi poetici, fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata da Roy Biasi su imput dell’assessore alla Cultura Maria Fedele. , ricordando che la parola poetica può trasformare la quotidianità in esperienza condivisa

Tra le mattonelle recanti versi poetici , non poteva mancare quella dedicata a Luigi Mamone.

Il verso di Mamone , tratto dalla poesia dal titolo L’Orizzonte Infuocato:

”L’orizzonte infuocato suscita mari infiniti di ricordi e voglia di volare nel grembo di un cielo senza nubi”.

Luigi Mamone è stato un grande poeta, ma anche giornalista, scrittore, vignettista, pittore, storico, politico e sportivo.

Nelle sue opere poetiche, Mamone,  ha  tratteggiato una mirabile sintesi di malinconia, speranza e ricerca interiore.

Una tradizione lirica che fonde paesaggio, memoria e una tesa tensione esistenziale.

La sua ultima silloge: “Ultimi Canti Da Shangri-la” contiene una serie di liriche che accompagnano il lettore lungo itinerari interiori: ricordi d’infanzia, incontri casuali, ombre della città e paesaggi naturali che sembrano sfiorare il misticismo orientale di Shangri-La.

Le liriche descrivono un viaggio non solo geografico, ma soprattutto psicologico, dove la bellezza del tramonto e la solennità della notte, diventano strumenti per interrogare il senso della vita, della perdita e della rinascita.

Nell’opera, il  passato ritorna come un vento che è difficile  trattenere, ma che insegna a riconoscere la bellezza nel quotidiano.

Il silenzio è protagonista, usato come spazio di ascolto interiore piuttosto che come assenza.

E ancora paesaggi naturali fungono da ospiti e tribunali, offrendo chiarezza alle domande esistenziali.

Non ultimo, i canti si interrogano sul destino e sull’idea di casa, senza cadere nel pietismo.

Mamone privilegia una lingua limpida, succinta e allusiva.

Le immagini sono essenziali ma potenti, costruite con pochi elementi ma carichi di suggestione.

Il ritmo alterna strofe regolari a passaggi più spezzati, creando una musicalità che imita il canto stesso: un canto che arriva, si ferma, torna con una nuova sfumatura.

Le liriche chiudono un cerchio aperto tra memoria e sogno, offrendo al lettore una chiave per decifrare gli enigmi lasciati aperti nei componimenti precedenti. L’eco di Shangri-La rimane lontano ma tangibile, come una promessa di pace raggiungibile solo attraverso l’ascolto sincero di sé e del mondo.

Luigi Mamone ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti quelli che lo hanno conosciuto e amato, e nel panorama culturale calabrese.

La mattonella rappresenta  la volontà di affidare la memoria del poeta Mamone al tempo, un punto di riferimento culturale che fissa i valori, le storie e le passioni da lui narrate, rendendole iconiche,  legano l’esistenza alla terra. In  sintesi, la mattonella è un ponte tra passato e futuro, che fissa il legame tra la penna del poeta e il territorio che lo ha ospitato o ispirato.

Caterina Sorbara

 

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