“Le critiche piovute dai due partiti dell’opposizione rasentano il ridicolo, perché ci devono spiegare come funziona la loro logica. Esistono forse sottosegretari di serie A e sottosegretari di serie B in base al colore del governo regionale? Dati alla mano – dichiara ancora Giannetta – la figura del sottosegretario alla Presidenza della Giunta è una realtà consolidata in tantissime regioni italiane come Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Umbria e Veneto. Ma soprattutto questa figura esiste anche nelle due regioni rosse per antonomasia, ovvero Toscana ed Emilia-Romagna. Proprio in queste ultime due regioni, dove i dem e i grillini governano a braccetto senza problemi, nessuno ha alzato un dito.
Anzi, dopo le vittorie di De Pascale ed Eugenio Giani, i due governatori hanno nominato in pompa magna i loro rispettivi sottosegretari. In quel caso, sia all’interno del Pd che tra i 5 Stelle, è stato tutto un fiorire di complimenti e festeggiamenti. Nessuno scandalo e nessuna polemica sull’opportunità o sui costi, perché lì la figura del sottosegretario è considerata utile e funzionale al buon governo.
Se un sottosegretario serve a far correre più velocemente l’Emilia-Romagna o la Toscana allora va bene, mentre se serve a rendere più efficiente la macchina amministrativa in Calabria diventa improvvisamente uno scandalo.
La verità è che Irto e Tridico sono a corto di argomenti e usano due pesi e due misure solo per meri scopi politici.
La smettano con questa ipocrisia – conclude Giannetta – perché la Calabria non accetta lezioni di morale da chi festeggia in Emilia e in Toscana quello che contesta in Calabria”.

- Tags: calabria, Domenico Giannetta, giunta, regione



