INTELLIGENCE, LUCA ZINZULA AL MASTER DELL’UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA: “LE NUOVE PANDEMIE DEL XXI SECOLO MINACCIANO LA SICUREZZA MONDIALE”

Author: Nessun commento Share:

Rende (10.4.2026) – “Intelligence e pandemie nel XXI secolo” è il titolo della lezione tenuta da Luca Zinzula, docente presso la Shanghai Tech University e guest scientist presso il Max Planck Institute di Monaco, al Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.

Zinzula ha avviato la disamina illustrando la complessa architettura delle discipline che, in seno all’Intelligence, si occupano dello studio dei microrganismi. Superando la logica di un rigido incasellamento accademico, il docente ha proposto una visione di continuità analitica necessaria per affrontare le minacce intangibili poste dalle epidemie e dalle potenziali derive pandemiche. In tale scenario, è stato evidenziato come l’architettura di sicurezza nazionale italiana abbia maturato una postura moderna, inquadrando le minacce biologiche come sfide non convenzionali, transnazionali e intrinsecamente asimmetriche.

L’intervento di Zinzula si è focalizzato sulla definizione dei criteri che determinano il passaggio di una malattia infettiva da questione prettamente sanitaria a rischio per la sicurezza nazionale. Zinzula ha infatti individuato sette driver interconnessi: la sopraffazione della risposta medico-sanitaria, l’elevata mortalità, l’evasione dalle misure di contenimento, nonché la destabilizzazione sociale, politica, economica e delle capacità militari, fino alla generazione di crisi umanitarie che minano la resilienza complessiva dello Stato. Quando più fattori convergono, l’emergenza muta natura e impone un cambio di paradigma nella gestione della crisi.

In questo contesto, il caso del Covid-19 è stato analizzato come un vero e proprio “caso scuola” per valutare la dimensione securitaria legata ai fenomeni pandemici. Al di là delle controversie sulle origini del virus, la pandemia ha palesato i limiti intrinseci dei sistemi di allerta precoce e delle procedure di notifica. Parallelamente, il fenomeno è stato aggravato dalla polarizzazione delle opinioni pubbliche alimentata da massicce attività di disinformazione e controinformazione. A tal proposito, è stato richiamato il monito lanciato dal Direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, alla Munich Security Conference del 2020, che definì l’infodemia come una vera e propria “minaccia ibrida”, capace di compromettere la resilienza sistemica degli Stati.

Sotto il profilo dottrinale, Zinzula ha ripercorso l’evoluzione della postura statunitense, che già dal 1997 – in occasione della diffusione dell’aviaria ad Hong Kong – ha iniziato a considerare le crisi sanitarie come potenziali inneschi di instabilità politica, suscettibili di condurre a reazioni militari sconsiderate. Le pandemie, dunque, si iniziano a configurare già da allora come possibili minacce alla sicurezza nazionale. Fondamentale, in tale quadro, risulta l’applicazione del ciclo di intelligence su un triplice livello: tattico, per la ricostruzione ex post degli eventi che si sono trasformati in emergenza pandemica; operativo, per l’analisi dei segnali di allerta precoce forieri di emergenze locali; strategico, finalizzato alla raccolta e al monitoraggio dei “segnali debolissimi”. L’attività informativa si rivela dunque cruciale non solo per valutare l’evoluzione del patogeno, ma anche per monitorarne gli effetti secondari derivanti, sia interni che esterni.

L’analisi si è poi estesa ai protagonisti della minaccia, distinguendo tra attori statuali e la multiforme galassia degli attori non statali, che comprende terroristi, estremisti, organizzazioni criminali e lupi solitari. Il nodo centrale per questi ultimi rimane l’acquisizione del patogeno da utilizzare per fini malevoli. Sul punto, è stata introdotta la distinzione tecnica tra agenti viventi (batteri, funghi, parassiti) e non viventi (virus, tossine, prioni). Tuttavia, è stato precisato che le condizioni necessarie per la trasformazione di un agente biologico in un’arma biologica efficace sono molteplici e difficilmente soddisfacibili simultaneamente.

In conclusione, Zinzula ha sottolineato come il binomio tra Intelligenza Artificiale (IA) e biotecnologie, pur offrendo prospettive di progresso senza precedenti, accresca esponenzialmente le capacità malevole di attori ostili. In un mondo in cui i programmi di ricerca legittimi possono essere strumentalizzati per ottenere vantaggi informativi ai fini di accrescere il dominio strategico nei confronti degli altri attori internazionali, appare imprescindibile una più stretta sinergia tra il Comparto informativo e la comunità scientifica, al fine di tutelare l’interesse nazionale in un dominio sempre più complesso e pervasivo.

Condividi questo Articolo
Previous Article

Giannetta_Fine commissariamento, traguardo storico firmato Occhiuto

Next Article

VINITALY 2026. IL DISTRETTO DI QUALITÀ DEL VINO UMBRO PROTAGONISTA CON L’ENOTECA DEL PADIGLIONE UMBRIA

You may also like