Il nuovo Album dei Litfiba: Eutòpia.

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C’e anche un po’ di Calabria nell’ultimissimo disco dei Litfiba – il ventiseiesimo della serie (10 live, 14 in studio e 2 raccolte) – che vi hanno inserito il brano intitolato “Maria Coraggio” dedicato alla vittima di ‘ndrangheta Lea Garofalo. Uscito l’11 novembre scorso, il disco segna una data molto attesa per i milioni di fan dei Litfiba, il gruppo musicale formatosi a Firenze nell’ormai lontano ottobre del 1980, grazie ad una felice sinergia artistica tra Federico “Ghigo” Renzulli e Gianni Maroccolo che incontrano altri tre ragazzi, come loro cultori del genere punk, del rock ma soprattutto della new wave e il cui nome – lo ricordiamo – nasce dall’indirizzo telex della sala prove utilizzata dalla band sin dagli esordi, situata nella fiorentina via de’ Bardi al civico 32: “L” (prefisso telex), “IT” (Italia), “FI” (Firenze), “BA” (via de’ Bardi).

E’ questo il quattordicesimo album in studio per la band fiorentina, il primo dopo ben quattro anni dopo l’ultimo: “la Grande nazione” del 2012 – anzi assieme a quest’ultimo e al precedente “Stato libero di Litfiba” del 2010 completa una trilogia che ha come tema portante lo stato – e per il quale è già in programma un tour da tenersi l’anno prossimo in varie località italiane. Ma è anche il secondo disco d’inediti pubblicato dopo la riunione intercorsa tra Piero Pelù e Ghigo Renzulli. Il disco vede inoltre impegnati oltre al mitico due Pelù-Renzulli anche Ciccio Li Causi al basso, reclutato durante il “Tetralogia degli elementi Tour del 2015, Luca Martelli alla batteria – in formazione dal “Trilogia 1983-1989 Tour del 2013 – mentre alle tastiere si alternano lo storico collaboratore della band Fabrizio Simoncioni, Nicolò Fragile e gli ex membri dei Litfiba Antonio Aiazzi, Gianluca Venier e Federico Sagona.

L’album è stato pubblicato sia in formato CD che download digitale, nonché come doppio vinile. Per quest’ultima versione sono state aggiunte alla lista due tracce bonus strumentali: Tu non c’eri, scritta da Piero Pelù e colonna sonora dell’omonimo cortometraggio di Erri De Luca, nel quale il cantante appare fra i protagonsti, e La danza di Minerva, scritta da Ghigo Renzulli.

I Litfiba, lo ricordiamo, durante gli anni ottanta praticavano una musica che era in pratica una personale chiave di lettura della new wave capace di coniugare il fascino etnico dei suoni mediterranei con la spigolosità delle atmosfere dark anglofone mentre negli anni novanta erano passati ad uno stile che proponeva un grintoso e selvaggio rock latineggiante, per poi approdare negli anni successivi ad un più commerciale pop-rock. Un ritorno al passato si era avuto dopo la separazione di Pelù dal gruppo, avvenuta nel 1999 e con la pubblicazione dell’album “Infinito” fino a quando, nel dicembre del 209 venne annunciata la reunion tra Renzulli e lo stesso Pelù.

Dal ritorno di Pelù in formazione i progetti si sono susseguiti, senza pause, sul palco e in sala di incisione. E i critici ritengono che il ritornare agli ottanta e ai novanta è stato il modo usato dalla band per comunicare a tutti i loro estimatori che le loro preferenze e il loro modo di intendere e fare musica non erano cambiate. E difatti “Eutopia”, è un disco Litfiba al mille per mille – loro stessi nel presentarlo alla stampa lo hanno definito un disco del tutto “sincero” – nel quale cantano il mondo che ci circonda evidenziandone le storture e lo fanno splendidamente con Renzulli che usa la chitarra come un’arma sempre carica, mentre Pelù lo asseconda con la potenza di una voce che canta parole, dove è sconosciuto il significato del termine compromesso.

Tra i brani più suggestivi del disco, oltre a quello dedicato a Lea Garofalo segnaliamo:“In nome di Dio”, ispirato alla strage del Bataclan di Parigi, “L’impossibile”, un inno alla eterna lotta tra i deboli e i forti, “Intossicato” dedicato alla Terra dei fuochi in Campania, “Straniero” e  “Dio del tuono”.

 

 

 

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