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Corso di Fundraising al Sistema Bibliotecario Vibonese.

Il Sistema Bibliotecario Vibonese (SBV) ha tenuto nei giorni scorsi un corso di due giorni sull’innovativo tema del “Fundaraising e l’art bonus per le biblioteche”, corso che è stato animato da Massimo Coen Cagli – Direttore Scuola di Roma Fundraising.it, una delle massima autorità in questo settore, riconosciuta in campo europeo.

Al corso che si è tenuto nel complesso Santa Chiara, sede dello stesso SBV hanno preso parte quindici partecipanti.

Il Fundraising ha chiarito immediatamente Coen Cagli, “non è una pratica tappabuchi, non è solo sponsorizzazione (che è una piccola parte e non sempre applicabile), non è neanche una sola fonte di finanziamento, non è neppure vendita, né commercializzazione di beni e servizi per la collettività o una semplice raccolta di fondi ma un processo molto più complesso e con forti e positive ricadute socio-territoriali”. Il Fundraising è stato utilizzato anche per sostenere le attività di poli culturali come sono le biblioteche ma per fare del fundraising una vera strategia di sostenibilità delle biblioteche stesse sono necessari: a) un’identità sociale forte, b) la produzione di un valore sociale aggiunto che giustifichi l’apporto di altre risorse, c) Il radicamento comunitario, d) una governance allargata e d) il comunicare socialmente la biblioteca.

Per avere successo poi, una buona causa, promossa a favore di una biblioteca, deve essere fattibile, distintiva – che abbia cioè elementi di accentuata distinzione dalle altre buone cause – e motivante, cioè che sia una buona causa che spinga a mobilitarsi.

La biblioteca, come istituzione sociale del welfare di comunità, produce, una gran quantità di valori che vanno oltre il mandato burocratico-amministrativo: valori sociali (partecipazione, sensibilizzazione, coesione sociale, integrazione sociale), valori relazionali (socialità, senso di appartenenza,gestione del tempo libero), valori di servizio alla persona (cura della prole, formazione continua, informazione per l’accesso ai servizi) e valori culturali “extra”(conoscenze e competenze,accesso ad offerte culturali prima non praticate, accrescimento personale). La biblioteca, si configura così, non solo come luogo di conservazione e diffusione dei saperi ma anche come vero e proprio “presidio sociale territoriale”. Ma per far compiere a una qualsiasi biblioteca questo salto qualitativo, occorre integrare queste attività e servizi che rappresentano un valore sociale aggiunto rispetto allo stesso mandato amministrativo e integrarli nell’offerta complessiva della biblioteca stessa e interagire con il “popolo” della biblioteca medesima e con gli interlocutori esterni. Infatti, solo portando la biblioteca dentro la comunità e viceversa, si potranno sviluppare gli indispensabili legami comunitari intesi come legami “ad alta fiducia”, la stessa fiducia che è alla base degli scambi volontari (donazioni, impegno, azioni sociali, ecc).

Il corso si è poi soffermato sulle varie tappe del processo di fundraising (avvio, analisi dell’organizzazione, analisi dell’ambiente, progettazione e pianificazione, messa in opera, valutazione e gestione degli esiti e revisione del ciclo) e sulle tre principali strategie da attuare per la buona riuscita di una qualunque campagna: l’acquisizione/espansione, la fidelizzazione e la valorizzazione. Si è passati poi ad illustrare le varie tecniche usate: il direct mailing (uno strumento di marketing diretto che ha la finalità di raccogliere fondi basato sull’invio di messaggi attraverso la posta e internet), l’utilizzo dei messaggi (sms) o dei social network, l’avvio di vere e proprie campagne per trovare sostenitori, l’attivazione del 5 mille, la creazione di associazioni amiche, l’uso delle cosiddette Bibliocard come strumento di donazione attraverso le quali gli utenti accedono a vari servizi o vantaggi (come nel caso delle biblioteche di Roma) per finire al Crowdfunding – un metodo ora utilizzato per la prima volta anche dalle pubbliche amministrazioni come quella della città di Bologna, dove grazie a questo innovativa tecnica, è stato possibile restaurare il seicentesco Portico di San Luca coinvolgendo settemila donatori che hanno versato in tutto oltre 340mila euro – un processo di raccolti fondi online basato sulla narrazione di storie, sulla condivisione di progetti e sul loro finanziamento dal basso.

Il corso ha infine esplorato l’importante metodologia del cosiddetto “Corporate Fundraising” – cioè la raccolta di fondi dalle aziende, il 48% delle quali, negli ultimi tre anni e solo in Italia, ha investito in cultura, una cifra considerevole e pari a quasi 3 miliardi di euro, attraverso le tre modalità-base della sponsorizzazione, delle donazioni filantropiche e degli investimenti sociali – e della partnership diretta con le aziende che – sempre nel settore delle biblioteche – ha reso possibile la continuazione delle attività di presidi culturali come “Multiplo”, un centro culturale polivalente sito a Cavriago di Reggio Emilia le cui spese gestionale sono state garantite da un “consorzio” di ben 26 aziende sponsor  o la Biblioteca “Punto Biblio” di Tor Vergata, prima struttura di questo genere a nascere all’interno di una struttura ospedaliera grazie ad una collaborazione tra Consorzio SBCR, Fondazione PTV e Club Medici Service.

Il corso ha infine trattato l’importante strumento legislativo introdotto dal Decreto legge 83/2014 – cosiddetto Art Bonus – cioè un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura.

Soddisfatto della piena riuscita del corso lo stesso Direttore del SBV, prof. Gilberto Floriani, il quale ha colto l’occasione per annunciare che – a breve – “avvieremo l’attivita’ di fundraising a favore del Si stema Bibliotecario Vibonese”.

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