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Addio alla Sorical, nasce l’Aic (Autorità Idrica della Calabria).

Il Consiglio regionale della Calabria svoltosi ieri ha sancito almeno per quanto riguarda il nome la fine della Sorical che verrà soppiantata dall’Aic (Autorità Idrica della Calabria)

Una riforma sofferta approvata a maggioranza  con l’astensione dei gruppi di minoranza, dopo un lungo dibattito in aula. All’Aic in pratica saranno  trasferite le funzioni già attribuite agli ormai soppressi “enti d’ambito”.

Tanti gli interventi in aula come dicevamo. Il Consigliere del PD Domenico Bevacqua ad esempio ha rimarcato come “la riforma si ispira sostanzialmente a due principi: il governo pubblico dell’acqua ed il decentramento amministrativo della gestione, reso concreto dalla nuova legge, anche con la previsione di un ruolo fattivo delle Province con il compito di coordinare l’attività di gestione politica ed amministrativa” ricordando altre sì come “sarà previsto un Comitato consultivo degli utenti posto a garanzia e tutela della gestione del servizio idrico e sarà, inoltre, possibile raccogliere tutti i dati utili a fornire ogni informazione atta ad una corretta gestione idrica, basata sul risparmio”.

La forzista Wanda Ferro invece “pur apprezzando le novità introdotte dalla riforma e considerando il gestore unico integrato una istituzione a tutela e garanzia degli stessi cittadini” ha asserito come andassero “chiariti alcuni aspetti tecnici relativi all’esame abbinato delle proposte di legge”. Concetti ripresi dai consiglieri di opposizione Francesco cannizzaro e Alessandro Niccolò e anche dal democratico “critico” Carlo Guccione.

L’Assessore Roberto Musmanno invece Ribadendo “ill lavoro fin qui svolto e l’importanza del testo, abbondantemente trattato e già licenziato in Commissione” ha evidenziato, tuttavia, la necessità di un maggiore inquadramento delle legge, dei suoi impatti e della sua importanza, meglio specificando il significato del sistema idrico integrato, la fornitura di acqua e gli aspetti connessi alla distribuzione, alla raccolta e alla depurazione; ne ripercorre, dunque, l’iter storico”. L’assessore ha poi altresì evidenizato ” i diversi ritardi della Regione e l’identificazione dell’Ambito unico precisa che il passaggio, rimasto a metà, non è più rinviabile e necessita di una ridefinizione della struttura e del suo funzionamento, anche per il completamento degli obblighi normativi”. Musmanno ha poi chiuso il suo intervento evidenziando che “gli aspetti fortemente innovativi del sistema idrico integrato porteranno alla eliminazione di eventuali frammentazioni, legate alle dirette competenze dei Comuni che si ritroveranno comunque all’interno dell’Autorità, creando un equilibrio finanziario con la partecipazione ad una Assemblea di 40 membri, per i quali non è prevista corresponsione di alcuna indennità”. Una assemblea che “essendo il soggetto rappresentativo dei governi pubblici calabresi, si occuperà dei livelli di qualità e delle tariffe, con un ruolo fondamentale nella scelta del gestore che potrà essere identificato tra i soggetti: in house, privato o pubblico-privato; ogni ambito avrà un unico gestore e, nell’ambito dell’Assemblea, i Comuni saranno parte attiva”.

 

A tirare le conclusioni del dibattito è stato il Presidente Mario Oliverio per il quale “apprezzato il confronto di merito finalizzato a dare alla Calabria una legge sul sistema idrico integrato che metta la regione in condizione di superare difficoltà e limiti del passato” ha spiegato che “gli obiettivi della nuova legge sono: creare le basi per un governo pubblico dell’acqua, come richiesto, anche, dal referendum effettuato in Calabria, ed esaltare il ruolo dei comuni alla luce di una esperienza del passato non positiva, in cui si era creata una discrasia nel ciclo dell’acqua fra i due momenti della grande adduzione e della distribuzione e in cui si è dovuto fare i conti con il bilancio negativo emerso dalla gestione di Sorical, in liquidazione, che,a suo avviso, deve ancora essere approfondito dal Consiglio regionale, anche per determinarsi sulla possibilità di rilanciare Sorical come gestore unico o proseguire con liquidazione definitiva ed individuare un apposito soggetto in house.

Oliverio si è detto convinto che “la creazione di un ciclo integrato dell’acqua, che non distingua più tra grande adduzione e distribuzione, assegna nuove responsabilità ai comuni perché, di fatto, l’assemblea dell’AIC gestirà il governo dell’acqua, tramite un comitato di coordinamento” ed ha aggiunto che ” il miglioramento del servizio e l’ottimizzazione del rapporto costo-beneficio passa attraverso i problemi dell’efficientamento delle reti idriche (Che allo stato vede: Cosenza e Reggio Calabria già contrattualizzate; Catanzaro in fase di contrattualizzazione; Crotone e Vibo Valentia in cui sono in atto le procedure di gara) e il problema della depurazione rispetto al quale sono state assunte iniziative per allocare risorse sulla base di uno screening effettuato, che però richiede delle procedure di gara e tempi lunghi, ed è stata costituita una task force  che supporti dei comuni fino alla realizzazione del ciclo integrato”.

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