MediterraneiNews.it

Bruno Vinci a 140 anni dalla sua scomparsa. In suo ricordo, il tributo del Centro Studi Nicoterese (CeSNi).

liceo classico "Bruno Vinci"

Il 17 settembre 1877 –  esattamente 140 anni fa – Nicotera perdeva uno dei suoi figli più illustri, stroncato prematuramente da un infarto: Bruno Vinci.

Lo ricorda in una nota il Centro Studi Nicoterese (CeSNi) nella quale si sottolinea la “grande figura di Vinci che lo stesso Diego Corso nella sua Cronistoria civile e religiosa della città di Nicotera, descrive come “integro cittadino, medico, filosofo, gra patriota e filantropo” il cui nome, lo stesso Municipio cittadino, decretò fosse aggiunto al Ginnasio – oggi Liceo classico.

“Dopo la fallita insurrzione del 1848 – si legge nella nota del CeSNi – anche a Nicotera crebbe il sentimento anti-borbonico condiviso dallo stesso Vinci che fu l’ispiratore del primo grande salotto culturale della città, che annoverò tra i suoi componenti lo stesso Diego Corso (medico, storico e antropologo), Saverio Adilardi (che sarebbe divenuto stretto collaboratore di Garibaldi prima e sindaco della città dopo), Domenico Mamone Capria (Fondatore dell’istituto medico cerusico-farmaceutico e titolare della cattedra di chimica all’Università di Napoli), Stefano Mileto (avvocato che fu dopo l’unificazione anch’esso sindaco della città di Nicotera), Domenico Russo (pittore, amministratore, poeta, architetto, commediografo), Domenico Cognetti (medico e poeta), i fratelli Cipriani e altri. Gli stessi che poi, accolsero accolto pochi anni dopo trionfalmente, Garibaldi a Nicotera, quando durante l’Impresa dei Mille, il generale sostò in città, pronunciando in Piazza di Santa Caterina un appassionato discorso”.

“Vinci – continua la nota – nacque nel 1812 in una nobile famiglia limbadese e divenne nicoterese d’adozione sposando Maria Naso. Fu sindaco di Limbadi (1840-42) e consigliere comunale a Nicotera. Appassionatosi alle dinamiche della vita politica e insofferente del regime borbonico divenne un patriota dedito alla causa dell’unificazione nazionale e, al compimento di questa, fu eletto deputato al parlamento. Sempre a seguito del compimento del disegno unitario, nel 1861, nel clima di accesso anticlericalismo di quei anni – Roma era ancora sotto il dominio dei papi e lo sarebbe rimasta fino al 1870 – egli si distinse poi tra le file dell’elemento liberale nel corso della battaglia che oppose il clero locale al sindaco Saverio Adilardi. In quei tempi infatti, i decisori politici nazionali avevano intuito, e non a torto, che lo spirito nazionale non sarebbe attecchito se non si fosse portato, sotto il controllo del neonato stato unitario, il settore strategico dell’istruzione che era in gran parte sotto il controllo della chiesa. E già nel 1859 infatti, la Legge Casati, di ispirazione prussiana, sia nell’impianto generale che nel sistema organizzativo fortemente gerarchizzato e centralizzato, aveva sancito il ruolo normativo generale dello Stato e la gestione diretta delle scuole statali, così come la libertà dei privati di aprirne e gestirne di proprie. L’istruzione elementare, a carico dei comuni, veniva così articolata in due cicli: un ciclo inferiore, biennale, (obbligatorio e gratuito, istituito nei luoghi dove ci fossero almeno 50 alunni in età di frequenza) e un ciclo superiore (anch’esso biennale, presente solo nei comuni sede di istituti secondari o con popolazione superiore a 4.000 abitanti), mentre l’istruzione secondaria classica, l’unica che consentiva l’accesso a tutte le facoltà universitarie, era presente in ogni provincia, ed era articolata in ginnasi, di cinque anni, posti a carico dei comuni, seguito dai licei, di tre anni, posti a carico dello Stato, ben separata dall’istruzione secondaria tecnica che era invece articolata nella scuola tecnica, di tre anni, gratuita e posta a carico dei comuni, seguita dall’istituto tecnico, di tre anni, posto invece a carico dello Stato”.

A Nicotera, esisteva da tempo il seminario e i notabili liberali vollero, nel 1865, decretarne pertanto la chiusura e istituire un Ginnasio. La chiesa locale, reagì con tutte le armi che aveva a disposizione ma già l’anno successivo, nella seduta del 4 febbraio 1866, Il consiglio comunale cittadino, in seduta straordinaria, istituì il nuovo istituto di istruzione pubblica anche se fu solo l’anno dopo che il “sogno” del Ginnasio cominciò a divenire realtà, con la nomina del personale e dello stesso Bruno Vinci a Direttore”.

“E che fosse non solo un grande patriota ma anche un cittadino che provava un immenso affetto verso la città che lo aveva adottato – conclude il CeSNi – Vinci lo provò ancora una volta anche dopo la sua scomparsa, quando aprendo il proprio testamento, si scoprì che egli aveva lasciato la sua cospicua rendita proprio in favore del mantenimento del Ginnasio comunale. Purtroppo, come spesso accade alle nostre latitudini, Vinci fu presto dimenticato e le sue spoglie mortali vennero tumulate all’interno della chiesa di San Francesco di Nicotera. All’illustre concittadino non venne neanche intitolata una strada principale della città ma la modesta arteria, parallela al Corso Medameo, che congiunge il Corso Cavour con la piazza di Santa Caterina. Non è azzardato ipotizzare quindi che se non fosse per il nome del Liceo, nessuno oggi saprebbe della sua esistenza”.

“Non a caso come CeSNi – conclude la nota – quindi, pensiamo di spingere le istituzioni cittadine a caratterizzare il 2018 che sarà anche anno di celebrazioni del compimento dell’Unità italiana dopo l’annessione di Trento e Trieste, anche come anno dedicato all’insigne patriota nel quale tenere eventi commemorativi sulle figure illustri e sulla storia cittadina. Un pensiero inoltre affettuoso lo dedichiamo per l’occasione agli studenti dell’Istituto comprensivo che porta il nome di Vinci e ai docenti, alcuni dei quali già fanno parte del nostro cenacolo culturale”.

 

Condividi questo Articolo

Articoli correlati

L’istituzione della ZES a Gioia Tauro potrebbe essere un occasione anche per Nicotera.

La recente istituzione della Zona Economica Speciale (ZES) a Gioia Tauro, potrebbe anche costituire un occasione per orientare lo sviluppo economico della nostra Nicotera. Il macronodo di Gioia Tauro – su cui si innesta la ZES – comprende, lo ricordiamo, l’area del porto e l’area del retroporto. L’area del porto…

Leggi tutto »

I ragazzi del servizio civile raccolgono oltre 800 euro per la Chiesa di san Francesco.

I volontari del Progetto del Servizio Civile Nazionale “Cultura, colori e sapori di Nicotera”, (Rita La Rosa, Assuntina La Malfa, Albino Larocca, Clemente Desiderato, Vincenzo Arcuri, Francesco Luca Mangialardo), a seguito degli atti vandalici commessi  nel Santuario di San Francesco di Paola nella notte tra il 19 ed il 20 aprile…

Leggi tutto »