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Comincia da Limbadi il “No ‘ndrangheta tour”

L’Università dell’Antimafia apre le sue porte al “No ‘ndrangheta tour”, un viaggio a bordo di due camper nella Calabria che soffre per incontrare studenti, cittadini e associazioni, parlare loro del fenomeno malavitoso e dare coraggio a chi ha voglia di lottare per un futuro libero da limiti e lacciuoli. A guidare il “Tour” organizzato dall’associazione “Legalità organizzata”, è Pino Masciari testimone di giustizia. Nella sala gremita di alunni della Media va così in onda un dibattito che catalizza la loro attenzione spingendoli a riflettere sui mali che attanagliano il territorio. A fianco del testimone di giustizia ci sono la triade commissariale che dalla scorsa settimana gestisce l’ente comunale (Alessandra Camporota, Emma Caprino, Francesco Battaglia), il presidente dell’Ordine dei giornalisti Giuseppe Soluri, la dirigente scolastica Marisa Piro, l’ex deputato piemontese Davide Mattiello, nonchè Sara Scarpulla, mamma di Matteo Vinci, accompagnata dall’avv. Giuseppe De Pace, e Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, imprenditrice 44enne di Laureana di Borrello scomparsa due anni fa in contrada “Montalto” di Limbadi.

A coordinare i lavori c’è Roberto Catani, presidente di “Legalità organizzata”. Sembra un incontro tranquillo come tanti altri. In realtà, non mancano momenti di frizione tra chi alza la voce e accusa lo Stato di essere assente sul territorio (l’avv. De Pace), e chi, come fa il prefetto Alessandra Camporota, non esita a riprendere la parola per contestare le affermazioni del legale della famiglia Vinci e rimettere ogni tassello al suo posto anche per non disorientare gli scolari. Alla discussione offrono un apprezzato contributo anche la dirigente scolastica Marisa Piro e Sara Scarpulla, nonchè Vincenzo Chindamo e Giuseppe Soluri. Poi, per le conclusioni, irrompe sulla scena Pino Masciari che, dopo aver condannato tutto ciò che impedisce alla Calabria di essere terra, oltre che bella e affascinante, libera e democratica, lamenta l’assenza di adulti e genitori.

Bello il suo dialogo con gli alunni. <Lo Stato – dice – siamo noi> e, quindi, li invita ad impegnarsi per la rinascita della Calabria aggiungendo che <se i vostri genitori non ci sono vuol dire che basteremo noi>. Chiama, quindi, al suo fianco il comandante della caserma, Ezio Giarrizzo, assieme ai suoi uomini e chiede a qualche alunno di stringere loro la mano. A chiudere, punta il dito contro la legge che regola lo scioglimento dei Comuni e contro la corruzione che ingoia ogni anno 100 milioni di euro. L’incontro si chiude con i ragazzi della Media che vanno incontro ai Carabinieri per stringere loro la mano. Il “No ‘ndrangheta tour” cominciato a Limbadi ha fatto tappa, ieri stesso, a Gioia Tauro e Oppido Mamertina. Oggi sarà a Locri, Polistena e Palmi, mentre domani si sposterà su Catanzaro e Soverato. Domenica il viaggio proseguirà per Isola Capo rizzuto, Crotone, Bisignano e Corigliano da dove punteranno, lunedì prossimo, su Lamezia e Cetraro. Martedì 22 soste previste a Cassano e Cosenza. Ultima tappa, il 23 maggio, sarà quella di San Giovanni in Fiore. L’obiettivo è quello di scuotere il torpore della Calabria e promuovere la battaglia culturale contro la criminalità che ne soffoca lo sviluppo.

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