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Sostegno al reddito, i tre comuni commissariati per mafia esclusi dai benefici regionali

L’elenco dei Comuni del Vibonese, che beneficeranno dei finanziamenti della Regione mirati ad alleviare le difficoltà di soggetti già percettori di mobilità in deroga ed esclusi dal beneficio diretto della stessa indennità, è lungo. Ci sono quasi tutti. 684 lavoratori, a fronte di prestazioni non superiori a 80 ore mensili, percepiranno per massimo sei mesi un’indennità mensile pari a 800 euro. Non sono cifre che risolvono i problemi, ma sicuramente possono aiutare a dare un po’ d’ossigeno agli asfittici bilanci delle tantissime famiglie in difficoltà. Ai comuni più piccoli sono stati assegnati, in media, da 12 a15 operai ed a quelli più popolati (Pizzo, Mileto, Serra San Bruno) ben 25. Vibo ne avrà trenta. L’Asp e il Parco delle Serre 50. Altri 14 saranno impiegati nell’istituto don Bosco.

Finanziati anche i progetti di 18 aziende private. Accolti, ma non finanziati i progetti della Provincia, che aveva richiesta 50 operai, nonchè quelli dei comuni di Francica, Ionadi, Limbadi e Zaccanopoli. Nello scorrere l’elenco dei Comuni selezionati dall’assessorato regionale alle Politiche sociali c’è un dato che, tuttavia, suscita non poche perplessità. Non risultano in lista, infatti, i Comuni di Nicotera, Tropea e Nardodipace ovvero i tre enti attualmente gestiti da commissioni straordinarie. E’ un aspetto che merita adeguato approfondimento.

Può essere, infatti, che gli enti sciolti per mafia non abbiano diritto a utilizzare gli ex percettori della mobilità in deroga anche se dal bando ciò non emerge. Oppure è possibile che per i Comuni commissariati siano previste altre “provvidenze”. C’è poi una terza via: le commissioni straordinarie non hanno prestato alcuna attenzione al bando che prevedeva la presentazione delle domande dal 28.2.2017 al 15.3.2017. Se così fosse, la disattenzione dei commissari sarebbe grave davvero. Nel momento in cui nel Vibonese la gente fatica a campare non è consentito a nessun amministratore o commissario perdere risorse a sostegno del lavoro. A queste latitudini al lavoro onesto e pulito c’è una sola alternativa. E chi amministra dovrebbe saperlo.

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