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Terrorismo di Natale. Il killer era già noto alla Polizia

La capitale europea del Natale

Terrorismo di Natale a Strasburgo
Strasburgo, capitale europea del Natale, così cercava di qualificarsi. Quando le luminarie delle feste mostrano all’improvviso una scena di guerra: spari in mezzo alla folla, morti, feriti accasciati nelle strade, persone che fuggono urlando. Sono tre le vittime accertate (s’era detto quattro), e un solo attentatore (s’era temuto fossero due), che ha aperto il fuoco intorno alle 20, l’ora in cui tutti sono in giro per mercatini o per locali. Dodici i feriti, tra cui anche un italiano, un giovane giornalista radiofonico. Sette sarebbero in gravi condizioni,  compreso il nostro connazionale. Numerose ambulanze sono state viste entrare nel centro mentre negli ospedali locali è scattato il ‘piano bianco’, la massima allerta per le situazioni di crisi.

Putroppo l’italiano colpito è grave

E’ Antonio Megalizzi, il giornalista italiano ferito. Raggiunto da un colpo alla testa. Il giovane, 28 anni, residente a Trento, lavora per Europhonica, un consorzio radio universitario. È stato colpito da un proiettile durante l’assalto terroristico compiuto da Chérif Chekatt la sera di martedì 11 dicembre 2018, mentre si trovava nei pressi del mercatino di Natale di Strasburgo.

Antonio Megalizzi, il giornalista italiano ferito

L’attentatore noto?

Il killer, identificato, era finito già in carcere in passato per aggressione. In seguito era stato segnalato come elemento ‘radicalizzato’ e come minaccia per la sicurezza nazionale. Si chiama Cherif C., 29 anni, di origini nordafricane ma nato a Strasburgo. Per prenderlo la polizia ha messo in piedi una caccia all’uomo imponente. L’uomo è riuscito comunque a scappare allontanandosi dal centro. Dopo qualche ora lo hanno individuato in un quartiere di periferia, Neudorf, dove in un primo momento sembrava si fosse asserragliato in un immobile. A quanto pare l’attentatore non avrebbe agito da solo e in centro si continua a cercare anche un secondo sospetto.

Tutti i bersagli

A Strasburgo, sede del Parlamento europeo, è la settimana più affollata, quella che oltre ai turisti vede arrivare in città tutto il personale politico per la plenaria mensile. Molti gli eurodeputati, anche italiani, che si sono ritrovati bloccati dentro i ristoranti e i bar. Mentre il parlamento è stato blindato, su ordine del presidente Antonio Tajani, e tantissime persone sono rimaste chiuse nel palazzo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha lasciato in anticipo un ricevimento in corso all’Eliseo per seguire personalmente i fatti nella città alsaziana. “Il cuore della democrazia europea colpito dalla follia omicida”, ha commentato a caldo il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici, oggi anche lui a Strasburgo.

La sfida continua

Un attentato che tuttavia non arriva del tutto come un fulmine a ciel sereno. Già due anni fa, sotto Natale, la polizia francese aveva sventato un possibile attacco terrorista ai mercatini, smantellando una cellula a Marsiglia. Stavolta qualcuno si è riuscito a infilare tra le maglie della sicurezza, e a macchiare di sangue la città-bomboniera dell’Alsazia. E diventa di 4 morti e 11 feriti, di cui sette gravi, l’ultimo provvisorio bilancio fornito dalla polizia francese. I presenti – tra cui molti turisti, numerosi nella stagione pre natalizia – si sono dati alla fuga tra scene di panico. Negli ospedali locali è scattato il “piano bianco”, ovvero la massima allerta per le situazioni di crisi.

Ennio Remondino, per approfondimenti www.remocontro.it

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