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Strada provinciale 23, a rischio la stagione estiva. Lo sfogo del presidente di “Noi per Joppolo”

“Escludo categoricamente la possibilità di un’apertura estiva della strada provinciale 23 perchè il costone va consolidato totalmente”. Si sarebbe sentita rispondere così il presidente dell’associazione “Noi per Joppolo”, Giovanna Rodolico, dal responsabile dell’Area compartimentale Anas Calabria, Marco Moladori al quale aveva chiesto informazioni sui previsti lavori di messa in sicurezza che dovevano essere già stati avviati, del tratto Joppolo-Coccorino chiuso al traffico da novembre 2017.

Pur non potendo dare una data precisa per il completamento dell’opera, Moladori avrebbe assicurato, dopo i rilievi tecnici, l’avvio della progettazione ed immediatamente dopo dei lavori, avendo già individuato la ditta esecutrice, senza interruzioni però, neanche per l’estate, fino al loro completamento.

“E’ chiaro – afferma la Rodolico – che, anche se i lavori inizieranno a breve, l’ipotesi di una possibile apertura estiva diviene, purtroppo, sempre più remota anche se in questi giorni sono circolate voci sulla probabile apertura estiva della Sp23, prive di fondamento e al di fuori da qualsiasi razionale riscontro. Trovo scorretto e poco serio divulgare simili notizie, poiché generano disorientamento e diffidenza nella popolazione, in quanto, chi ci ha creduto, proverà inevitabilmente l’amarezza del disincanto. La chiarezza e la trasparenza sono stati sempre per noi fondamentali perché sinonimo di serietà e responsabilità e di venditori di fumo ne abbiamo piene le tasche”.

In effetti, l’estate è ormai alle porte e sulla Sp 23, è sceso il silenzio. Mancano certezze che lasciano il posto alle preoccupazioni per la tempistica e, quindi, per le attività produttive fortemente a rischio. “E’ un silenzio apparente – dichiara il presidente dell’associazione joppolese –, dietro al quale si nasconde una trepidante attesa e delle legittime aspettative da parte di una popolazione offesa da decenni di politica malsana, inefficiente e incurante delle necessità e dei diritti dei cittadini. Perché una cosa è certa: questa nostra situazione è il frutto di una pluridecennale cattiva gestione della cosa pubblica, che sta facendo, di un territorio dotato di enormi risorse potenziali, terra bruciata. Percorro quotidianamente questo bellissimo tratto di strada e ogni giorno non posso fare a meno di constatare, con amarezza, come la bellezza naturale del luogo strida con le vergognose condizioni che sono state deliberatamente create nel corso degli anni. Così i massi cadono, le strade che all’epoca della loro realizzazione avevano  rappresentato un concreto segno di progresso, vengono chiuse, l’asfalto si usura senza rimediare,  i guard-rail svaniscono, le sterpaglie occupano intere carreggiate, i pendolari arrancano su per le mulattiere, la segnaletica scompare, le cunette si riempiono di detriti, i commercianti imprecano, le gallerie incompiute rimangono enormi cicatrici impresse nelle montagne, quasi a ricordarci quotidianamente i fondi sperperati, le ingiustizie perpetrate negli anni. Un’offesa continua alla nostra dignità”.

Si doveva lavorare con serietà, trasparenza e onestà su un substrato promettente – afferma la Rodolico – già naturalmente dotato di tutti i presupposti per far decollare il settore turistico e commerciale, e non lo si è fatto. La materia prima c’era, sono mancate le capacità, la volontà politica e la legalità. Oggi ne paghiamo tutti le conseguenze. Così le attività turistiche e commerciali che coraggiosamente sono sorte nel corso degli anni (perché ad aprire un’attività in queste situazioni ci vuole proprio coraggio), vedono seriamente minacciata la propria sopravvivenza”.

Giovanna Rodolico

“E’ così –  per il presidente di Noi per Joppolo – che un giardino diventa un deserto, è così che si uccide un territorio. Non c’è bisogno di ironia per marcare una situazione già tragica di per sè. Basta l’amara constatazione. In tutto questo contesto non è mancata una indiretta colpevolezza di noi cittadini che per troppo tempo siamo stati a guardare senza battere ciglio. Perché tutto questo, mi duole dirlo, è accaduto sotto i nostri occhi e sotto quelli degli amministratori locali. Ma nel muro costituito dal cronico e sterile lamento, dal senso di inesorabile rassegnazione e dall’indifferenza che purtroppo hanno sempre contraddistinto il nostro territorio e che hanno lasciato le porte aperte alle illegalità e alle ingiustizie, si stanno aprendo delle crepe. Le libere associazioni di cittadini sorte in questi mesi e le manifestazioni di protesta promosse e partecipate ne sono una testimonianza. La nostra associazione ha lottato e continuerà a farlo per porre fine a questa incresciosa e vergognosa vicenda e continuerà, anche dopo, a promuovere lo sviluppo del nostro bellissimo e martoriato territorio“.

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