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Mario Caligiuri sulle riflessioni di Ernesto Galli della Loggia. “L’assenza di una classe dirigente”.

Le riflessioni di Ernesto Galli Della Loggia non sono sono mai banali. Sul “Corriere” di ieri ha approfondito la causa delle cause, il problema dei problemi: l’assenza di una classe dirigente. Non a caso, la sua analisi parte dal dato centrale rappresentato dalla scuola, tema che ha affrontato nel bel libro “L’aula vuota”. Infatti una democrazia è tale se ha cittadini consapevoli ed élite responsabili, altrimenti si riduce a una procedura elettorale dove si fa la conta di sondaggi e parlamentari ma non si risolve alcun problema. È noto che ogni organizzazione funziona prevalentemente in relazione a chi la gestisce e la rappresenta: vale per i governi come per i reparti ospedalieri. Infatti uno dei temi spariti dal dibattito pubblico è quello dei costi della politica. Argomento sollecitato nel 2007 proprio dal “Corriere” con Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, un anno dopo, e in modo diverso, dalle mie riflessioni sul “Quotidiano Nazionale”, diretto da Giuseppe Mazzuca. La questione fondamentale, secondo me, è che il costo della politica non è solo uno spreco o un’ingiustizia ma è sopratutto il criterio attraverso il quale viene selezionata una classe politica inadeguata, che non a caso ha ridotto le possibilità di espressione degli elettori.

Caligiuri

Non per nulla è da più di un quarto di secolo che si sta votando su liste bloccate. E poi pretendiamo pure che i rappresentanti del popolo siano statisti? Al contrario, essendo la gran parte di loro disoccupati o titolari di redditi modesti, la loro unica stella polare è restare in Parlamento. Appunto per questo, è facilissimo prevedere come vada a finire la crisi di governo, come aveva ben spiegato Antonio Razzi, materializzandosi nel maggior esempio di onestà intellettuale degli ultimi decenni. Il costo della politica è il tema decisivo che non a caso il governo giallo-verde ha solo sfiorato, con provvedimenti puramente dimostrativi che hanno lasciato praticamente intatti prebende, indennità e privilegi. Eppure è proprio qua che occorrerebbe colpire per cominciare ad avere una classe dirigente che Galli Della Loggia definiva “Ottimati”, non so se ricordando i parlamentari del Regno d‘Italia dove l’esercizio del mandato era gratuito. La politica italiana è appunto imbarbarita dal suo costo, come dimostrano le lotte epiche nelle segrete stanze per accaparrarsi le candidature, che in alcuni schieramenti vedono spesso prevalere personaggi improbabili. Ma sono verità davanti agli occhi di tutti e che appunto per questo nessuno nota. In definitiva, la politica è appunto ridotta a un reality show e a uno storytelling, e i dimenticati protagonisti di quelle stagioni, Berlusconi da un lato e Renzi dall’altro, sono stati improvvisamente riesumati da scelte politiche quanto meno improvvide. Tutto ció a conferma che la prima questione è proprio l’inconsistenza della classe dirigente che fa avvitare il Paese, rendendolo meno competitivo con il resto del mondo. In questo scenario, diventa inevitabile che si perda il senso delle regole perché c’è un abbassamento progressivo del livello culturale, una selezione sempre più disastrosa del ceto politico e una crisi dell’esempio devastante.

Appunto per questo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il deep state hanno una grande responsabilità, rappresentando la continuità dello Stato a prescindere da maggioranze politiche sempre più eterogenee, friabili e controverse e che quindi strutturalmente non sono in grado di tutelare l’interesse nazionale. Per fare ripartire l’Italia, bisogna ricostruire la politica e la classe dirigente da suo punto di crisi più profondo: il Sud. E prima di tutto cercando di riequilibrare la spesa storica e poi investendo sulla selezione della classe dirigente meridionale. Pertanto, sarebbe necessario puntare sull’innovazione e l’intelligenza artificiale, cominciando a liberare i territori dalla malapianta delle mafie. Un governo che intenda guardare al futuro dovrebbe porre al primo posto lo sviluppo del Mezzogiorno e la lotta alla criminalità. Il resto può venire dopo.

Mario Caligiuri

 

Tratto da: Quotidiano del sud

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