Margherita Pietropaolo: L’usignolo con la Ghironda.

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La Calabria è terra d’arte e di artisti, che attraverso la loro arte contribuiscono a renderla ancora più bella e più amata.

Tra gli artisti calabresi un posto importante lo occupa Margherita Pietropaolo: Suonatrice di Ghironda, concertista e cantautrice.

Una grande artista che  attraverso la sua meravigliosa voce, accompagnata dal suono della ghironda, uno strumento musicale a corde di origini antichissime, tocca il cuore e l’anima, regalando attimi d’eternità a chi ha la fortuna di ascoltarla.

Margherita Pietropaolo, non è solo una bravissima artista, è anche bella, garbata e gentile.

Da noi contattata, ci ha  rilasciato la seguente intervista.

1) Signora Margherita  ci parli un po’ del suo percorso artistico?

Mi sono diplomata al Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara, con il massimo dei voti e ho vinto alcuni concorsi internazionali tra cui il “Premio Giacomo Puccini”.

Mi sono esibita in diversi Teatri italiani, sia come solista che in formazione cameristica e sono stata artista stabile al Teatro Carlo Felice di Genova.

Inoltre sono stata docente di canto lirico e di propedeutica musicale.

2) Come nasce in lei l’amore   per la Musica e il Canto?

La passione per la musica posso ricollegarla, in parte, ad un fattore genetico

( in famiglia mio padre e i miei zii hanno fatto musica  anche se non da professionisti).

Fin da bambina la musica e il canto sono stati al primo posto nei miei interessi.

La musica è sempre stata la mia migliore amica e mi ha fatto superare gli ostacoli in ogni momento della mia vita: soprattutto mi aiutava ad esprimere i miei sentimenti.

Ancora oggi continua a farlo.

Diciamo che la musica per me è una condizione naturale.

3) Perché ha scelto la ghironda?

Non sono stata io a scegliere la Ghironda ( onestamente non ne conoscevo neanche l’esistenza se non attraverso le iconografie) ma è stata Lei a trovare me.

E’ stato un incontro casuale ad un whorkshop di musica tradizionale.

Questo magico strumento ha  subito catturato tutta la mia attenzione.

Ho approfondito la conoscenza di questo strumento con il bravissimo liutaio francese Benjamin Pouzaudoux, apprendendo tutti i segreti, che mi hanno portata a sceglierla come compagna dei miei concerti.

Non è stato facile perchè la combinazione tra lirica e ghironda può risultare ardita. Ho lavorato molto, cercando di creare quello che sento nella mia immaginazione.  Naturalmente non  possiamo dimenticare che la Ghironda nasce nel Medioevo, per accompagnare i canti sacri nei Monasteri.

La mia melodia, pare che abbia trovato un naturale sostegno grazie al suo accompagnamento e riesce ad uscire dai confini che ormai erano troppo stretti.

Ma soprattutto la Ghironda mi ha fatto ricongiungere con la parte spirituale che avevo perso da tanto tempo.

4) Come ha vissuto e sta ancora vivendo questo periodo di lockdown?

Stiamo vivendo un periodo storico che ha sconvolto la vita di tutti noi.

Per un musicista che vive di prove e concerti, questo stop forzato ha rappresentato un colpo durissimo.

In ogni caso, cerco di reagire creativamente componendo, studiando e mettendo in cantiere produzioni che avrei voluto realizzare da tempo.

Cerco di strutturare le mie giornate per non disperdere energie, anche se in alcuni giorni ho avuto dei forti cali di motivazione.

Gli obiettivi sono importanti perché ci aiutano a trovare la giusta ispirazione. Però ho anche avuto la lungimiranza di imparare un nuovo strumento, con il quale spero di potermi esprimere presto in pubblico.

Spero solo che la musica torni presto a farci sorridere e commuovere dal vivo.

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