Tess dei d’Urberville” di Thomas Hardy è un romanzo di forte impatto emotivo ed è stato molte volte denigrato dai bigotti e i moralisti perché colpiva al cuore la morale vittoriana; ma anche apprezzato come il “più potente tra i romanzi pubblicati dall’autore”.
L’immagine che apre il romanzo è quella di un uomo che incede malfermo lungo una strada; si tratta di John Durbeyfield, il padre di Tess, la protagonista che apprende dal parroco Tringham delle sue presunte origini nobiliari .
La rivelazione alimenta la vanità e l’orgoglio della povera famiglia che costringe la ragazza a recarsi dai ricchi d’Urberville, in un ridicolo e improbabile tentativo di “reclamare la parentela”, intraprendendo così il primo viaggio che la condurrà a incontrare Alec, il suo seduttore.
Alec sembra quasi un moderno stalker.
Tess è una ragazza tenace, ma purtroppo sfortunata, destinata a non essere mai felice.
Teatro delle vicende la tranquilla e bellissima contea inglese del Wessex, antica denominazione anglosassone del Dorset.
Tess, viene sedotta e abbandonata ed è costretta a seppellire un figlio nato malato, battezzato da lei stessa con il significativo nome di Dolore.
Condannata come “donna perduta” dall’opinione comune, non si arrende alla propria condizione, cercando il riscatto attraverso il lavoro e il matrimonio con Angel Clare, figlio di un pastore evangelico, turbato dal passato tormentato della moglie. In un crescendo di vicende drammatiche, Tess troverà riposo solo all’ombra dell’antico tempio pagano di Stonehenge, vittima sacrificale dei tempi moderni.
Nonostante la sfortuna di Tess, il romanzo è travolgente accompagnato da una prosa potente e a tratti lirica, una poesia in prosa, soprattutto nei confronti della natura e della vita rurale, attraverso descrizioni dettagliate ma, allo stesso tempo, musicali.
Una voce che è quella di un narratore che è anche poeta, e vede e coglie tutto e non si limita a riportare i fatti così come li vede, li sa comprendere estraendo da essi emozioni e sentimenti.
Un romanzo che nonostante è attraversato da un destino crudele e beffardo, affascina e cattura il lettore che, nel leggerlo si sente parte della storia, soffre e spera con Tess in un lieto fine che non arriverà mai.
Gli dei vogliono il sacrificio finale che si compirà a nell’incantevole e misteriosa Stonehenge.
Thomas Hardy(1840-1928), romanziere e poeta inglese, mise al centro della sua poetica il declino dei costumi tradizionali e lo scontro tra il vecchio e il nuovo.
Tra i suoi romanzi più importanti, Via dalla pazza folla (1874), il sindaco di Casterbridge (1886) e naturalmente Tess dei d’Urberville(1891).
A cura di Mirko Esposito.