RECENSIONE DEL TESTO “SALUTE E SICUREZZA. PROSPETTIVE INTERDISCIPLINARI DI INTERESSE PER IL MODELLO ONE HEALTH ALLARGATO E L’INTELLIGENCE” di Liuva Capezzani, Armando editore 2025

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In un contesto globale in cui le minacce alla sicurezza non si configurano più esclusivamente come conflitti tradizionali, dichiarati, delimitati nel tempo e nello spazio e orientati alla conquista di territori, ma assumono sempre più la forma di conflitti ibridi e guerre cognitive, multimodali, non dichiarate, diffuse e persistenti, orientate al condizionamento della mente e alla destabilizzazione dei rapporti sociali al fine di polarizzare preferenze, decisioni, condotte e processi democratici, appare evidente come la difesa della sicurezza degli Stati e delle democrazie liberali occidentali passi anche attraverso la tutela della salute dei singoli cittadini e della coesione del tessuto sociale dell’intero ecosistema relazionale.

Il testo declina il concetto di human security o sicurezza umana entro un paradigma di sicurezza psicologico-cognitiva, nel quale la difesa cognitiva si traduce in difesa della salute socio-relazionale, e la salute socio-relazionale viene riconosciuta come leva strategica della sicurezza nazionale. In tale prospettiva si colloca la proposta di istituire un Osservatorio di psico-intelligence, come delineato nelle conclusioni del volume.

 

SALUTE E SICUREZZA, IN UN LIBRO LA ‘ROAD MAP’ PER UN APPROCCIO DAVVERO ‘ONE HEALTH’

di Pier David Malloni- Press operator Istituto Superiore di Sanità

La necessità di superare i concetti tradizionali di salute e sicurezza, iniziando a considerare aspetti come quelli psicologici e cognitivi, è apparso chiaro a chi si occupa di informazione in occasione della pandemia, pur essendo un concetto già espresso in precedenza da diversi studiosi. Si pensi ad esempio all’introduzione del concetto di ‘infodemia’ da parte dell’Oms, fenomeno non nuovo ma che è emerso potentemente durante la prima pandemia dell’era dei social: come ha sottolineato la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità in diversi documenti, infatti, l’effetto di una falsa informazione “Causa confusione e comportamenti che mettono a rischio la salute. Porta a sfiducia nelle autorità sanitarie e mina le risposte di salute pubblica. Può intensificare o allungare le epidemie”. Anche per questo un libro come ‘Salute e sicurezza’, con il suo approccio che sottolinea la necessità di un modello ‘One Health’ allargato che esplori le interconnessioni tra salute e sicurezza coinvolgendo tutte le discipline, a cominciare dalle cosiddette ‘scienze umane’, è un’ottima bussola per orientarsi in quello che, senza indicazioni, può sembrare un labirinto.

Il libro affronta tutti i diversi aspetti del tema ‘Salute e sicurezza’, mettendo in luce la necessità di far ‘entrare’ nella loro gestione anche discipline come l’antropologia, la sociologia e ovviamente la psicologia. La necessità di un approccio globale, che tenga conto di tutti gli aspetti, è ben spiegata ad esempio nel paragrafo dedicato all’equilibrio tra salute, sicurezza e libertà individuali, un tema reso drammaticamente attuale dalla pandemia. “La pandemia ci ha mostrato che questi tre vettori si incrociano in un solo punto, che si chiama equilibrio – scrive l’autrice -. Non restringere la libertà di uscire significa e incontrarsi significava infettare più persone e minacciare la salute. L’incremento delle infezioni ha indotto una insicurezza collettiva molto più pressante sulla psicologia individuale. Serviva equilibrio”.

L’approccio, ricorda Capezzani, deve tenere conto anche di discipline relativamente nuove, come la ‘sentiment intelligence’ che, sebbene sia usata ormai da molto in altri ambiti, ad esempio quello commerciale, non è sempre entrata anche nel contesto dei messaggi su salute e sicurezza, nonostante le molte opportunità in questo senso date dai social network. Anche la Medical Intelligence, che durante la pandemia è stata usata soprattutto nella sua branca di ‘epidemic’, assume per l’autrice un’importanza sempre maggiore, ad esempio nella valutazione della salute mentale, indicata da un paragrafo specifico come la ‘nuova frontiera’ della salute globale.

Il libro si chiude con una serie di proposte concrete sul piano culturale, delle politiche pubbliche sanitarie e nell’attività di intelligence, con al centro una nuova e maggiore importanza alla salute psicologica. Un’’agenda strategica’, per usare le parole dell’autrice, quanto mai necessaria in un momento in cui gli eventi globali, non necessariamente legati alla salute, contribuiscono notevolmente a minare le sicurezze quotidiane con paure, come quella della guerra, che si credevano dimenticate.

 

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