Aldo Alessio:La violenza va sempre condannata. Riflessioni sui fatti di Torino del 31 gennaio 2026

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Premessa fondamentale:

La violenza va condannata sempre e comunque, senza distinzioni né eccezioni. I fatti avvenuti a Torino ci offrono importanti spunti di riflessione e ci impongono di analizzare con attenzione quanto accaduto, mantenendo ferma questa condanna incondizionata di ogni forma di violenza.

  1. I fatti: distinzione tra manifestanti pacifici e violenti

La manifestazione pacifica

Un corteo di 40.000 manifestanti ha sfilato ordinatamente per le strade di Torino, esercitando il legittimo diritto alla protesta garantito dalla nostra Costituzione. Questi cittadini non possono essere accusati in blocco di essere criminali solo perché una frangia di infiltrati ha scatenato episodi di violenza in un punto specifico del percorso.

La violenza degli infiltrati

La inaudita e barbara violenza perpetrata contro le forze dell’ordine va condannata senza riserve. I veri criminali sono esclusivamente coloro che hanno esercitato quella brutale aggressione contro i nostri agenti, ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà, vicinanza e riconoscimento per il loro lavoro prezioso e rischioso a tutela della sicurezza di tutti i cittadini.

  1. La lezione della storia: gli anni di piombo

Il nostro Paese ha già vissuto periodi storici ben più drammatici e violenti. Durante gli anni di piombo, la politica nel suo complesso seppe fare fronte unico contro chi usava la P38 e contro le Brigate Rosse, distinguendo con lucidità i violenti dalla stragrande maggioranza dei manifestanti pacifici. Quella capacità di discernimento non deve essere dimenticata: non possiamo gettare via il bambino insieme all’acqua sporca.

  1. Le responsabilità istituzionali

La prevenzione mancata

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi avrebbe dovuto condurre analisi approfondite e predisporre tutte le azioni preventive necessarie per prevenire le infiltrazioni nel movimento di protesta. La presenza di circa 1.500 individui specialisti della guerriglia urbana in mezzo a 40.000 manifestanti pacifici era ragionevolmente prevedibile dopo i fatti del Leoncavallo a Milano e richiedeva misure preventive adeguate.

La equità negli sgomberi

Se il Governo ritiene di avere valide ragioni per procedere con gli sgomberi, dopo L’intervento al centro sociale Leoncavallo di Milano e allo sgombero del centro sociale Askatasuna di Torino, sarebbe coerente considerare anche lo sgombero del centro sociale di CasaPound a Roma. Tuttavia, non auspichiamo che si agisca con modalità provocatorie come quelle viste a Milano o Torino.

Conclusioni: un appello al buon senso

È necessario agire con buon senso e responsabilità, trovando soluzioni adeguate ai problemi attraverso azioni preventive efficaci, senza esporre gli agenti di polizia a rischi evitabili. Le istituzioni appartengono a tutti i cittadini e non sono proprietà di alcuna parte politica: devono quindi operare nell’interesse comune, garantendo sicurezza e rispetto dei diritti costituzionali di tutti.

Non servono leggi speciali, ma solo leggi ordinarie così come abbiamo fatto negli anni di piombo.

Gioia Tauro, 3 febbraio 2026

Aldo Alessio

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